La favola che narra del porcellino che costruisce una casa in paglia, che vola via dopo i ripetuti soffi e sbuffi del lupo cattivo, fa parte ormai solo del nostro retaggio culturale.  Differentemente da quanto la famosa fiaba ci racconta, costruire in paglia può essere un modo intelligente, ecologico e innovativo per realizzare architetture sostenibili, tese al miglioramento della qualità della vita.  

Casa in paglia

I vantaggi delle case in paglia

Oltre alla semplicità di costruzione, i principali vantaggi di questo incredibile materiale naturale sono:

  • il suo alto potere isolante (la trasmittanza termica della paglia compressa è molto buona: da 0,08 a 0,13 W/m2K , raggiungendo facilmente i requisiti previsti per le case in classe A+);
  • l’alto isolamento acustico;
  • la traspirabilità dei muri, che rende particolarmente salubri gli ambienti interni;
  • il basso rischio di incendio, al contrario di quanto si possa pensare, le case in paglia resistono al fuoco più a lungo di un edificio in cemento armato!

 

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Casa di paglia realizzata dal gruppo Bag officinamobile, quartiere Quadraro, Roma

Quando nascono le case in paglia?

La storia ci racconta di antiche tecniche di costruzione con balle di paglia con pareti portanti, già dalla fine del 1800.

Negli Usa e precisamente in Nebraska si utilizzava questa tecnica già agli inizi del secolo scorso, perché in alcune zone non era facile reperire pietra e legname. Ancora oggi questo sistema viene detto “tecnica Nebraska”.

L’invenzione delle macchine imballatrici a vapore hanno permesso di ottenere balle di paglia pressate, che venivano utilizzate come dei grandi mattoni, con cui sono state erette case con muri portanti in paglia. Le balle di paglia pressate non contengono ossigeno e questo assicura un’alta resistenza al fuoco, poiché non si crea combustione. Diversi test hanno dimostrato che un muro di paglia intonacato, può resistere alla temperatura di 1000 gradi per circa 3 ore.

 

Architettura di paglia Kengo Kuma
Architettura in paglia realizzata dal famoso architetto giapponese Kengo Kuma

Perché costruire in paglia?

Questo tipo di costruzione offre notevoli vantaggi, innanzitutto è un materiale isolante ed economico (la paglia costa 2 o 3 volte meno rispetto ad altro isolante), inoltre è antisismico, traspirante, biodegradabile, e l’impatto ambientale è minimo.

Per costruire una casa in paglia ci vuole davvero pochissimo tempo, intorno alle due settimane e il costo per la sua realizzazione è molto più basso che una casa comune, poiché la paglia è considerata un materiale di scarto e quindi ha un basso costo.

L'Ecovillaggio di Pescomaggiore dove sono state costruite case in paglia low cost in seguito al terremoto dell'Abruzzo
L’Ecovillaggio di Pescomaggiore dove sono state costruite case in paglia low cost in seguito al terremoto dell’Abruzzo

Come costruire in Paglia?

Ad oggi esistono 3 principali metodi di costruzione con la paglia.

  1. La tecnica Nebraska, forse la più semplice, dove le balle di paglia vengono utilizzate come vere e proprie murature portanti che sorreggono il tetto.
  2. La tecnica Post and Beam, che invece sfrutta una struttura con pilastri di legno per sorreggere il tetto, mentre le balle di paglia vengono utilizzate come materiale di tamponamento delle pareti, come blocchi di isolamento.
  3. Il metodo Matrix, che vede le balle di paglia utilizzate come veri e propri mattoni, tra i quali viene apposta uno strato di malta di cemento.

Dormire in case in paglia

In Italia esistono alcuni esempi interessanti di case in paglia in cui potete anche trascorrere le vostre vacanze.

Al Gufo Saggio è una casa costruita interamente in balle di paglia divenuto Bed&Breakfast. Si trova immersa nella campagna di Ravenna, a 30 minuti dalla città e 20 dal mare. La ricca prima colazione a Buffet è a base di piatti fatti in casa e cibi locali: pane, focacce, dolci e biscotti, succhi e marmellate.

In Sicilia ci aspetta la Casa di Paglia Felcerossa, per una vacanza sostenibile sull’Etna. La struttura si trova sul versante orientale del vulcano, con vista sul mare. La casa principale è costruita in balle di paglia, secondo i criteri della bioedilizia. Oltre a scoprire i segreti delle case in paglia, potrai assaggiare i prodotti freschi prodotti in loco e scoprire le meraviglie circostanti.

Il Residence Esserhof, nel comune di Lana in provincia di Bolzano, è un magnifico esempio di costruzione in balle di paglia.

Qui l’architetto Werner Schmidt ha coniugato sapientemente la tradizione con la modernità.  Le balle di paglia pressate sono state utilizzate come dei grandi mattoni di dimensioni standard e intervallate da elementi scatolari in legno, che contengono porte e finestre. Le pareti sono state livellate e intonacate con l’argilla, scelta per la biocompatibilità e la capacità di regolare l’umidità interna (non a caso ha ricevuto la certificazione di classe A+, da parte di CasaClima). Anche i soffitti e i pavimenti sono stati isolati con grossi strati di paglia.

La struttura ora è un grazioso B&B ecosostenibile dove Norbert e Barbara saranno lieti di darvi il benvenuto.

Un altro splendido esempio che possiamo visitare in quella fantastica regione che è l’Umbria, è l’Agriturismo biologico Panta Reiuna delle strutture più green d’Italia, posizionato tra boschi di querce, sulle colline che si affacciano sul lago Trasimeno.

L’agriturismo, oltre ad essere parzialmente costruito in paglia, offre corsi di formazione per imparare a costruire con questo materiale naturale.

Casa Mattia è una struttura realizzata con ballette di paglia, legno e intonaci in terra cruda e calce.

La struttura è immersa nel verde dell’agro pontino, a due passi dai giardini di Ninfa e a 40 minuti da Roma ed è il primo B&B in paglia di tutta la regione Lazio.

Ti piacerebbe vivere in una casa in paglia?

 

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Autore: Emanuele Benigni

Nasce nel 1974, a Viadana, piccolo comune mantovano della pianura padana. Da sempre interessato ai viaggi e allo sport, ha praticato il calcio, la bicicletta (di cui possiede diversi modelli da strada e da sterrato) e le arti marziali. Ha studiato architettura a Firenze, dove ha anche lavorato per anni nell’Ostello della Gioventù, entrando in contatto con viaggiatori provenienti da tutto il mondo. Da qualche anno ha intrapreso il progetto ViaggiVerdi, a cui tuttora collabora, appassionandosi alla fotografia, tema ricorrente degli ultimi viaggi.
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