La Valle Maira, nel cuore delle Alpi piemontesi, è una delle destinazioni più autentiche per chi ama la montagna, il silenzio e i viaggi lenti. Non solo trekking e natura incontaminata: questa valle custodisce un patrimonio culturale sorprendente fatto di lingue antiche, mestieri itineranti e borghi rinati.
Ecco 5 curiosità incredibili che rendono la Valle Maira un luogo davvero speciale.
1. In Valle Maira si parla ancora occitano

Lo sapevi che qui sopravvive ancora la lingua occitana, tramandata da secoli? Parlata soprattutto nelle frazioni più remote, l’occitano accompagna feste, canti e racconti popolari, mantenendo viva la memoria di un territorio che ha saputo conservare le proprie radici.
Per chi vuole immergersi nella cultura occitana, esistono percorsi dedicati alla sua scoperta, che permettono di vivere un’esperienza unica tra storia, lingua e paesaggi incantevoli.
2. Gli affreschi di Hans Klemer: un museo tra le montagne

Nel borgo di Elva, uno dei più suggestivi della valle, si trova una chiesa che custodisce un capolavoro inatteso: gli affreschi del pittore tedesco Hans Klemer (XVI secolo).
Le sue opere raccontano storie religiose con colori vivaci e dettagli sorprendenti, trasformando le pareti della chiesa in un vero e proprio museo tra le montagne.
Scopri di più sugli affreschi di Elva
3. Il Museo dei Pels: la curiosa storia dei raccoglitori di capelli

Sì, hai letto bene: in Valle Maira esiste un museo dedicato… ai capelli!
Il Museo dei Pels, inaugurato nel 2006 a Elva, racconta uno dei mestieri più singolari nati tra queste montagne: quello dei raccoglitori di capelli, chiamati caviè.
In un’epoca in cui la valle offriva poche possibilità economiche, molti uomini partivano in autunno attraversando l’Italia e l’Europa per raccogliere trecce e capelli da rivendere ai mercati destinati alla produzione di parrucche.
Quando le trecce scarseggiavano, si accontentavano anche dei capelli rimasti sul pettine. Tutto veniva raccolto in grandi sacchi e riportato in paese, dove le donne del borgo lavavano, pettinavano e intrecciavano i capelli, mettendoli poi ad asciugare.
Il Museo dei Pels è un racconto di resilienza, memoria e creatività. Un luogo davvero unico, che dovresti assolutamente inserire nel tuo viaggio culturale in Valle Maira.
4. La tradizione degli acciugai: un commercio nato tra le montagne

Tra le storie più affascinanti della Valle Maira c’è quella degli acciugai, chiamati anchoiers in occitano e anciuè in piemontese. Un mestiere nato quando, in passato, durante i lunghi mesi invernali, molti valligiani erano costretti a lasciare la propria casa per cercare lavoro altrove. Non per arricchirsi, ma per sopravvivere.
Gli acciugai scendevano a fine estate verso la pianura con i loro carretti in legno, i caruss, spesso dipinti di azzurro, carichi di acciughe sotto sale acquistate nei porti liguri.
Percorrevano centinaia di chilometri, camminando anche 30 km al giorno tra mercati, cascine e paesi del Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia.
Un mestiere durissimo, ma anche simbolo di intraprendenza e spirito di adattamento delle comunità alpine.
5. Borghi abbandonati e rinascite: la magia di Sagna Rotonda

La Valle Maira è costellata di borghi abbandonati e borgate fantasma, vere e proprie testimonianze di un passato rurale segnato dallo spopolamento.
Passeggiare tra case di pietra silenziose di Narbona o le borgate abbandonate di San Damiano Macra, è come fare un viaggio nel tempo: ogni angolo racconta storie di vita alpina, mestieri tradizionali e comunità che un tempo animavano la valle.
Ma tra questi luoghi dimenticati, uno in particolare racconta una storia diversa: quella della rinascita.
Sagna Rotonda: un borgo recuperato in chiave eco-sostenibile

A quota 1.644 metri, immersa nella natura incontaminata delle montagne piemontesi, Sagna Rotonda è un antico borgo del Settecento che per anni è rimasto disabitato.
Oggi, grazie all’amore per la montagna e alla visione di Giovanni, Teresina e della sua famiglia, questa borgata è tornata a vivere, trasformandosi in un esempio straordinario di ospitalità eco-sostenibile.
L’intero ecovillaggio è energeticamente autonomo:
- elettricità da impianto fotovoltaico
- riscaldamento con pompe di calore efficienti
- illuminazione LED a basso consumo
- nessuna emissione di CO₂
Qui il silenzio è protagonista: non ci sono televisori, ma una vista mozzafiato sulle montagne circostanti. L’accoglienza di Teresina, Giovanni e la loro famiglia aggiunge un valore unico al soggiorno, rendendo l’esperienza indimenticabile.
A disposizione degli ospiti c’è anche un orto biologico, dove raccogliere liberamente i prodotti della terra, e una piccola bottega con specialità locali: miele, confetture, biscotti, vino, birra artigianale e il tradizionale genepy, il liquore tipico di montagna.
Pianifica il tuo viaggio slow in Valle Maira

La Valle Maira è una destinazione unica, dove natura e cultura si intrecciano in modo profondo: lingue antiche, tradizioni millenarie, arte alpina e borghi rinati.
Non c’è modo migliore per scoprirla che viverla con lentezza, passo dopo passo, scegliendo esperienze rispettose dell’ambiente e ospitalità eco-sostenibili.
Il consiglio di Ecobnb: Visita la Valle Maira in primavera o autunno: meno affollamento, colori incredibili e un’esperienza ancora più autentica.

