La Valle Maira è sempre stata attenta alla sostenibilità ambientale, alla protezione dei suoi incredibili territori. E continua a farlo, dimostrando ancora una volta la sua vocazione: è infatti di queste ore la notizia che il consorzio della Valle Maira ha deciso di schierarsi verso la chiusura al traffico veicolare a scopo turistico di tutte le strade bianche della zona.

Valle Maira: sostenibile, da sempre

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foto di Daniele Molineris, via Consorzio Valle Maira

La vallata piemontese, che si estende nelle Alpi Cozie per circa 60 km, è senza dubbio pionere del turismo sostenibile, delle vacanze vicino alla natura, di prima qualità. Prima che l’ecosostenibilità fosse nella bocca di tutti, quando l’obiettivo era lo sviluppo veloce a ogni costo e l’unico turismo era quello di massa, la Valle Maira era in controtendenza, già consapevole che un territorio così non poteva essere deturpato da infrastrutture e turisti poco rispettosi.

Valle Maira in Mountain bike
foto di Daniele Molineris, via Consorzio Valle Maira

Ecco allora che oggi la valle è diventata un punto di riferimento internazionale per chi cerca una montagna ancora profondamente autentica, dove la natura è incontaminata e i rapporti veri e sinceri. Gli ospiti sono coccolati nelle strutture ricettive e nelle osterie a conduzione familiare e hanno a disposizione un territorio selvaggio, che si inerpica tra stretti valloni rocciosi, dove sorgono piccole frazioni di pietra e legno e nessun impianto di risalita o pista da sci.

Il modello Valle Maira

Valle Maira Modello sostenibile
S.Martino di Stroppo, foto via Consorzio Valle Maira

Il percorso verso la sostenibilità non è iniziato in tempi recenti, ma pone le sue radici nello spopolamento della valle avvenuto durante il XX secolo. A causa della sua conformazione geografica che la rende isolata dal resto della regione e alle grandi città industriali che attraevano a sé i pochi abitanti rimasti, alla fine degli anni ’80 la valle era pressoché deserta, frequentata solo da pochissimi alpinisti.

Ma a un certo punto ecco la svolta: Andrea e Maria Schneider, coppia di escursionisti tedeschi, arrivano nella Valle Maira e se ne innamorano così tanto da decidere di aprire la prima struttura ricettiva dopo decenni di abbandono, con l’idea ben precisa di promuovere un turismo basato sulla valorizzazione del territorio e della cucina locale.

Sentieri Occitani in Valle Maira, percorso Frassati
Sentieri Occitani in Valle Maira, percorso Frassati, foto via Consorzio Turistico Valle Maira

Per l’epoca era certo un’idea fuori dal comune, ma subito gli operatori locali appoggiano il progetto. È così che nel 1992 viene istituita la rete dei Sentieri Occitani, che basandosi sui percorsi medievali che collegavano i centri dell’Occitania, organizza degli itinerari tra i vari paesi della valle, attraverso la scoperta di tradizioni e gastronomia locale. Grazie al lavoro dell’associazione e di Maria Schneider la valle inizia a essere frequentata prima dai tedeschi, poi dagli svizzeri, dai francesi e infine anche dagli italiani. Da allora poco è cambiato: ci sono piccole strutture ricettive, tutte eco-sostenibili, qualche locanda, che propone cibo a chilometro zero, e la vera vita di montagna. E i turisti sono sempre di più.

Acciugai di Dronero, valle Maira
Acciugai di Dronero, foto via Consorzio Turistico Valle Maira

Meno veicoli e più natura

Dimostrata la lungimiranza di questa scelta, gli abitanti della Valle Maira non hanno smesso di sviluppare e migliorare il loro progetto di salvaguardia ambientale, portando avanti nuove iniziative. Ed è così che pochi giorni fa il consorzio ha deciso di dedicare le strade bianche solo a chi cammina e a chi pedala.

Strada dei Cannoni Valle Maira
Strada dei Cannoni Valle Maira, foto di Daniele Molineris, via Consorzio Valle Maira

Le strade bianche di alta quota sono un elemento di forte attrattiva turistica, ma anche parte di un’ecosistema fragile e proprio per questo nella valle è stato un argomento a lungo discusso. Il Consorzio Turistico Valle Maira, nato nel 2013, vede oggi la partecipazione di 90 soci imprenditori locali, tra strutture ricettive, ristoranti, artigiani, commercianti, produttori, guide e accompagnatori, perlopiù residenti in valle. Proprio loro, insieme all’Associazione Percorsi Occitani, hanno votato, in assoluta maggioranza, per la fruizione delle strade bianche di alta quota al solo pubblico di camminatori, ciclisti e mezzi non motorizzati, proponendo quindi alle amministrazioni locali di operare verso quella direzione.

Le strade bianche della valle

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Strade bianche della Valle Maira nell’Altopiano della Gardetta, foto di Daniele Molineris, via Consorzio Valle Maira

Le strade bianche della Valle Moira sono le vecchie strade forestali e militari, come la Via dei Cannoni che, in 40 chilometri, da bassa quota raggiunge i 2.300 m di altitudine del Colle della Bicocca o quella che attraversa l’intero Altopiano della Gardetta per oltre 15 km di lunghezza attraverso uno straordinario patrimonio storico e paesaggistico.

La decisione di rendere queste ormai famose strade bianche sostenibili rappresenta l’ennesima conferma dell’impegno della Valle Maira e della sua visione sempre più sostenibile. Nonché ulteriore motivo per trascorrere una vacanza lenta tra i suoi incantevoli paesaggi.

Immagine di copertina: strade bianche della Valle Maira, Strada dell’Altopiano della Gardetta, foto di Daniele Molineris, via Consorzio Valle Maira


Autore: Chiara Marras

Sono Chiara, 28 anni, una laurea in tasca e tanti progetti in mente. Credo fortemente nel web come punto di scambio e divulgazione e penso che uno dei temi più urgenti in questo momento sia l'eco-sostenibilità. Perché allora non riscoprire il viaggio come unione con la natura e con la cultura locale?
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