Oggi, certe destinazioni turistiche, vengono letteralmente prese d’assalto. Un eccesso di visitatori, e il conseguente sovraffollamento, portano al fenomeno dell’ Overtourism. Vediamo meglio di cosa si tratta e alcune possibili strategie per contrastarlo.

Secondo L’Organizzazione Mondiale Del Turismo, nel 2030 il flusso internazionale di turisti supererà addirittura i 2 miliardi. E tutt’oggi, questi flussi non sono equamente distribuiti: alcune specifiche aree, situate in varie parti del mondo, vengono letteralmente invase. Soprattutto in determinati periodi dell’anno, milioni di turisti affollano spiagge, città d’arte, siti storici o culturali, e parchi naturali.

Essi spesso, non pernottano nemmeno nell’area prescelta, fermandosi solo per qualche ora, secondo un approccio “mordi e fuggi” in cui pretendono di fare e vedere il più possibile. Ed è proprio un approccio del genere, ciò che rischa di distruggere per sempre le aree più belle del pianeta.

Fenomeno dell'Overtourism a Venezia
Photo by Tinuzeller via Flickr

Su Future100, si paragonano amaramente queste destinazioni a parchi divertimento, dove “folle della portata di Disneyland”, si scattano qualche selfie e cercano solo di svagarsi qualche ora, senza prestare particolare attenzione né all’esperienza in sé, né agli altri turisti, né tantomeno all’ambiente.

Turisti che si fanno selfie, tipico del fenomeno dell'Overtourism
Photo by StockSnap via Pixabay

Si possono avere troppi turisti? Sebbene i grandi flussi turistici possano far pensare ad una grande popolarità e a sostanziosi ricavi economici per le destinazioni coinvolte, questo fenomeno in realtà porta con sé molti aspetti negativi.

Perchè l’Overtourism Riguarda Chiunque Viaggi?

Il fenomeno dell’Overtourism è descritto dall’Organizzazione Mondiale del Turismo come quell’impatto su una destinazione, che influenza in modo negativo sia la qualità della vita dei cittadini locali, che quella dell’esperienza dei visitatori stessi.

E non c’è bisogno di aggiungere che ciò abbia un impatto negativo anche sull’ambiente, provocando danni spesso irreversibili e intaccando l’unicità di certe mete.

Fenomeno dell'Overtourism in una spiaggia
Photo via Wikimedia

L’esperienza turistica in queste situazioni, risulterà inoltre poco autentica, superficiale e decisamente troppo veloce – dannosa quindi per l’ambiente e per gli abitanti dei luoghi che visitiamo, ma anche per noi stessi e per tutti gli altri visitatori che si trovano nello stesso luogo, nello stesso momento.

Il Fenomeo dell’Overtourism nelle Aree Alpine

Certo è che questo tipo di problema, ha un peso addirittura maggiore in località come parchi naturali e aree di montagna, come quelle Alpine.

migraction: cammino dalle Alpi alla Francia attraverso le Valli Occitane

Queste zone, infatti – oltre ad essere aree protette che ospitano una gran parte di specie di flora e fauna europee – attraggono maggiormente turisti interessati ad un’esperienza turistica slow, autentica e sostenibile, che amano essere immersi nel silenzio e nell’anima più profonda della natura; e che spesso si trovano invece circondati da grandi folle di turisti.

Lago sorapis
Photo by Preenasundersingh via Pixbay

Come essere un turista responsabile? Oggi puoi scegliere di limitare l’Overtourism, seguendo le buone norme del turismo sostenibile,

Inoltre, prova supportare alcune recenti strategie studiate per contrastare il sovraffollamento turistico e favorire esperienze più profonde.

Il Turismo Sostenibile: La Migliore Soluzione al Fenomeno dell’Overtourism

Vacanze in montagna
Photo via Canva

Oggi, fortunatamente, anche l’offerta e la domanda del turismo sostenibile sono in crescita. Infatti, complice anche l’epoca Covid, un numero sempre più elevato di turisti è alla ricerca di un tipo di vacanza in cui l’afflusso di altri visitatori è minimo.

Si tratta di vacanze dove si possa stare all’aria aperta, isolati dagli altri, magari respirando un po’ di aria fresca nel silenzio della natura.

Ciò, si traduce nella ricerca di un’esperienza turistica più sostenibile, autentica e lenta, verso aree verdi e montane.

Soprattutto l’estate scorsa, si è assistito ad un incremento della domanda turistica verso le destinazioni alpine, lontane dall’affollamento delle spiagge e dalla vita frenetica delle grandi metropoli.

Come contrastare il Fenomeno dell’Overtourism? Gated Tourism e Destagionalizzazione

Vacanze sostenibili contro l'overtourism
Photo via Canva

Per contrastare il fenomeno dell’Overtourism, molte destinazioni stanno testando nuovi approcci, per creare un turismo davvero sostenibile da ogni punto di vista. Ciò, riguarda proprio quelle aree generalmente soggette al sovraffollamento, o che potrebbero, a breve, diventarlo.

Due interessanti strategie – già adottate ad esempio in aree come il Komodo National Park in Indonesia, e la sacra montagna Uluru in Australia – sono quelle del Gated Tourism e della Destagionalizzazione.

Sarebbe interessante prendere in considerazione tali approcci anche nelle aree alpine, sia nell’ottica di proteggerne i luoghi e gli abitanti, che in quella di assicurare al turista sia il distanziamento sociale, che un’esperienza più autentica. 

1. La Strategia del Gated Tourism

Turista responsabile che contrasta il fenomeno dell'Overtourism
Photo by Josh Applegate via Unsplash

Si tratta di un sistema di “chiusura”, che delimita le entrate in un determinato luogo o in un determinato periodo.

Il Gated Tourism può attuarsi:

  • Sia con un sistema di prenotazioni a pagamento;
  • Oppure con la possibilità di visitare un luogo soltanto in certi momenti dell’anno.

L’adozione di strategie del genere, non solo riuscirebbe a limitare i flussi turistici, ma allo stesso tempo riuscirebbe anche ad attrarre turisti “di qualità”. Questi infatti, sarebbero disposti a pagare per poter accedere a certe aree, o a visitarle solo in determinati periodi.

Sicuramente un turista del genere, sarebbe davvero interessato a visitare una destinazione in maniera slow e autentica, e preservandone i territori.

parco chiuso a causa del fenomeno dell'overtourism
Photo by Foto Phanatic via Unsplash

2. La Strategia della Destagionalizzazione

Una delle caratteristiche principali del settore turistico oggi è la stagionalità, ossia la concentrazione di visitatori solamente in determinati periodi. Ciò però, può rappresentare un problema, soprattutto quando si lega al fenomeno dell’Overtourism, e soprattutto in questo periodo storico.

stagioni
Photo by zero take via unsplash

Sarebbe quindi interessante ideare iniziative di destagionalizzazione in un contesto di distribuzione dei flussi turistici sia in periodi diversi che in periodi più estesi.

Come fare? Una possibilità è quella di proporre lo stesso prodotto ad un target diverso, o puntare su nicchie di turismo più specifico. Alcuni esempi sono quello culinario, sportivo o del benessere.

Itinerario a Cavallo nella natura incontaminata di Plan, perla Alpina in Val Passiria, Alto Adige

Si potrebbero anche proporre pacchetti interessanti in altre stagioni dell’anno, legati magari a luoghi, iniziative o eventi generalmente poco conosciuti.

Risulta quindi fondamentale promuovere altri aspetti che caratterizzano il territorio alpino, rispetto a quelli che maggiormente li rendono famosi nel mondo.

In questo modo, l’ambiente, le infrastrutture turistiche e le popolazioni locali, riuscirebbero a supportare maggiormente i flussi turistici, garantendo anche un’esperienza più unica e memorabile, volta davvero alla valorizzazione sia del posto che dell’esperienza turistica in sé.

La voglia di viaggiare sarà incontrollabile, ma possiamo controllare i flussi turistici

progetto di ecoturismo video

Tutelare viaggiatori e ambienti, preservando allo stesso tempo l’unicità dei territori alpini, sarà quindi fondamentale – soprattutto in epoca post-covid.

Se da un lato, dati i molti periodi di lockdown, la voglia di viaggiare di molti sarà incontrollabile, si potrebbero controllare invece i flussi turistici, seguendo strategie come il Gated Tourism e la Destagionalizzazione.

Tali approcci porterebbero preservre sia l’unicità dei territori alpini, che la qualità del turismo alpino stesso.

Featured image via Canva