La Riserva Naturale Regionale dei Calanchi di Atri, in Abruzzo è una destinazione affascinante e poco conosciuta. Grazie al grande impegno della comunità locale, è sempre più valorizzata. Ce la racconta il direttore della Riserva, Adriano De Ascentiis. Scopritela con 5 esperienze da fare.

La Riserva Naturale Regionale dei Calanchi di Atri, in Abruzzo, è uno dei paesaggi naturali più variegati d’Italia. Custodisce un tesoro di biodiversità inestimabile, tanto da essere diventata Oasi WWF, nel 2000. Era stata istituita come area protetta 5 anni prima, ma poi la particolarità del luogo e la volontà di promuoverlo hanno fatto sì che la Riserva passasse sotto la gestione della grande organizzazione mondiale del WWF, attraverso una cooperativa locale. Scopriamo cosa rende così speciale questo posto, non solo dal punto di vista naturalistico ma anche culturale.

La rarità e biodiversità della Riserva

Riserva dei calanchi di Atri

600 ettari per un’altitudine che va dai 106 metri del fondovalle del torrente Piomba, ai 433 metri del Colle della Giustizia. La Riserva Naturale dei Calanchi è la casa – vasta e senza tetto – di una delle forme geologiche più affascinanti della costa Adriatica.

I Calanchi infatti sono delle “architetture naturali”, aree di roccia e terreno che sono stati erosi nel tempo, complici le deforestazioni, i dilavamenti e la presenza di argilla, che diventa molto modellabile con l’acqua. Il risultato è uno spettacolo molto raro nella zona Mediterranea. Questo paesaggio si alterna in maniera sorprendente a fossi, laghetti, aree boschive, creando una tavolozza di decine di sfumature. Nonostante non sembri un terreno ospitale, la Riserva è ricca di biodiversità di flora e fauna: salici, sambuco, liquirizia; volpi, sparvieri, ricci… E molti altri, tutti da scoprire e avvistare grazie alle escursioni praticabili nella Riserva.

Ma come un tale “tesoro” viene vissuto da chi ci abita vicino? La risposta a questa domanda ce l’ha data Adriano De Ascentiis, Direttore della Riserva. Raccontandoci anche molto altro di ciò che rende speciale questo luogo così vicino e così sconosciuto.

Canforata di Montpellier: una delle piante della Riserva dei Calanchi
Canforata di Montpellier: una delle piante della Riserva dei Calanchi

La Riserva come Opportunità per la Comunità

Già quando fu istituita nel 1995, uno degli scopi principali della Riserva Naturale dei Calanchi di Atri era quello di promuovere il turismo locale in maniera sostenibile, e coinvolgere nel progetto soprattutto i contadini operanti nell’area, perché considerati custodi del territorio. “Sono principalmente loro che collaborano con in parco, avvisando eventuali situazioni che vanno contro la naturalità del posto, partecipando alle varie iniziative e aderendo attivamente ai progetti, in uno scambio positivo e continuo con la Riserva Naturale”, ci racconta Adriano, Direttore della cooperativa che gestisce la Riserva. Non è stato semplice all’inizio, ma ben presto tutti hanno capito che la Riserva non rappresentava un ostacolo burocratico (o di qualsiasi altro tipo), ma una grande opportunità: “un’occasione di collaborazione e di crescita del territorio, di promozione dei loro prodotti agro-alimentari e di valorizzazione turistica”.

Nel 2005 poi, è nato il progetto “Colture e Culture nella Riserva dei Calanchi di Atri”, attraverso cui la Riserva ha avviato co-produzioni con i contadini, per stimolare la nascita di nuove imprese e attività nel settore agro-alimentare. Come spiega il Direttore, “il Parco ha incentivato le start-up per le produzioni locali, fornendo loro attrezzature in comodato d’uso gratuito e servizi di consulenza. Terreni che prima erano coltivati per la grande produzione, ora sono coltivati nell’ottica dell’economia circolare all’interno della Riserva, migliorando notevolmente la qualità dei prodotti e la tutela della natura”.

riserva dei Calanchi di Atri

Perché Vivere tra i Calanchi

La Riserva Naturale è costantemente attiva per promuovere il territorio che la ospita. Uno degli ultimi progetti realizzati è “Vivere tra i Calanchi”, un percorso di documentazione biodiversità culturale della comunità, per studiare la cultura del posto e i processi che hanno portato le persone a legarsi con il luogo. “Il progetto nasce dalla grande intuizione di due antropologi: per far ritornare le persone a vivere sulle montagne – ci spiega Adriano De Ascentiis – era necessario capire quali sono i processi che nei secoli avevano portato le persone a legarsi con il luogo, a sentirlo unico, vicino e attrattivo”. Le foto e i video delle interviste agli abitanti locali, per indagare i loro legami materiali e immateriali col luogo, andranno a costruire un museo virtuale della cultura dei Calanchi di Atri. Il grande punto di forza del progetto è proprio aver fatto leva sui contadini, costituito una rete unita dall’obiettivo comune di valorizzare l’ambiente, promuovendo l’innovazione agricola e turistica sostenibile.

Atri, foto di Julia Agra via Flickr.
Atri, foto di Julia Agra via Flickr.

5 esperienze da non perdere nella Riserva

1 – Le Terre del Cerrano

Visitate i quattro comuni adiacenti la Riserva, conosciuti come “Terre del Cerrano“: Atri, Pineto, Roseto degli Abruzzi e Silvi. Racchiudono tutta la biodiversità che abbiamo raccontato (più il mare), e un patrimonio storico e culturale secolare.

2 – La Cicloippovia

cicloippovia riserva dei calanchi
Foto via cavalcandolabruzzo.com

La Riserva è attraversata per oltre 28 km dalla ciclo-ippo-via, un percorso percorribile a cavallo o in mountain-bike. É il modo migliore per esplorare completamente il Parco Naturale, scoprendone la flora e la fauna. Godendo anche del magnifico panorama sulla Valle Piomba, sulle colline e catene montuose circostanti, mentre per molti km si è protetti dai Calanchi a destra e a sinistra.

3 – Itinerari eno-gastronomici

L’attività dei piccoli produttori agro-alimentari è da sempre al centro del concetto turistico della Riserva. Muovendosi a piedi o in e-bike sui Calanchi, si può partecipare alle varie attività agricole: passeggiare tra i vigneti, o imparare a fare la ricotta e il formaggio, gustare i vini e i prodotti a chilometro zero, e persino partecipare ad un corso di potatura.

4 – Atri Sotterranea

Un progetto che nato nel 2012, interrotto per qualche tempo ma attivo di nuovo da quest’anno. É organizzato dalla Riserva in collaborazione con l’associazione “Culturà” e il comune di Atri. Le prime date hanno registrato il tutto esaurito. Il percorso porta alla scoperta dei sotterranei del palazzo appartenuto ai Duchi Acquaviva, oggi sede del municipio, e alle cisterne romane della Cattedrale di Santa Maria Assunta, trasformate nei secoli in cripta per le anime di nobili e religiosi atriani.

Atri sotterranea
Atri sotterranea. Copyright foto: www.visitatri.it/atri-sotterranea/

5 – Le Necropoli

Alla fine dell’800 fu scoperta, su Colle della Giustizia, una necropoli, risalente al quinto secolo a.C. Non tutti i reperti rinvenuti sono visibili, ma è sicuramente uno dei luoghi da vedere passando dalla Riserva. É anche facile da raggiungere, dato che il Centro Visite, da cui partono tutti i percorsi di accesso al Parco, si trova proprio su Colle della Giustizia.

Visitare la Riserva Naturale dei Calanchi di Atri è semplice: accesso libero, nessun biglietto. Si possono prenotare visite guidate e i sentieri hanno diverse lunghezze e gradi di difficoltà, a seconda delle attitudini di ognuno. Non perdete un’esperienza di turismo sostenibile in un contesto raro e ricco come quello dei Calanchi, in Abruzzo, ennesima prova della bellezza dei territori nostrani.