Il 27 settembre si celebra la Giornata Mondiale del Turismo. Quest’anno, tra le iniziative che invitano a riflettere sul rapporto tra turismo, diritti e responsabilità, c’è anche il webinar “Ethical Tourism: Travelling Without Financing Genocide & Apartheid”, organizzato dalla campagna No Room for Genocide.
Ogni viaggio mette in relazione persone, territori e comunità. Per questo parlare di turismo non significa soltanto parlare di vacanze, ospitalità e destinazioni, ma anche di cultura, economia, ambiente e diritti.
La Giornata Mondiale del Turismo, celebrata ogni anno il 27 settembre, nasce proprio per promuovere una riflessione sul valore sociale, culturale, politico ed economico del turismo e sul suo contributo allo sviluppo sostenibile. La ricorrenza è stata istituita nel 1979 dall’allora Organizzazione Mondiale del Turismo e celebrata per la prima volta nel 1980.
Che turismo vogliamo?

Viaggiare significa entrare, anche solo temporaneamente, nei luoghi di altre persone. Significa attraversare paesaggi, incontrare culture, conoscere comunità e contribuire all’economia dei territori che ci ospitano.
Da questa consapevolezza nasce una domanda sempre più importante: quali conseguenze hanno le nostre scelte di viaggio?
Scegliere una piccola struttura invece di una grande catena, acquistare prodotti locali, utilizzare il treno quando possibile, rispettare gli ecosistemi e le comunità che incontriamo sono alcuni dei modi attraverso cui il turismo può diventare più attento e responsabile.
Ma la discussione sul turismo etico si sta estendendo anche a un altro tema: il rapporto tra attività turistiche, imprese globali e situazioni di conflitto o violazione dei diritti umani.
È in questo contesto che si inserisce il Global Day of Action del 27 settembre 2026, promosso dal movimento BDS attraverso la campagna No Room for Genocide, in concomitanza con la Giornata Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite. La giornata invita a riflettere sul rapporto tra turismo, diritti umani e responsabilità delle imprese e prevede sia un webinar internazionale sia iniziative pacifiche organizzate localmente in diversi luoghi di interesse turistico.
No Room for Genocide: il turismo al centro della discussione

La campagna No Room for Genocide invita a utilizzare la Giornata Mondiale del Turismo come occasione per riflettere sul rapporto tra turismo, diritti umani e responsabilità delle imprese. Il tema si inserisce in una riflessione più ampia sul turismo etico, che riguarda non solo le scelte fatte durante il viaggio, ma anche il modo in cui scegliamo e prenotiamo una destinazione.
Come abbiamo raccontato anche nell’articolo Turismo etico online: come le nostre scelte digitali possono sostenere pace e giustizia, piattaforme digitali come Airbnb e Booking.com hanno un ruolo importante nell’incontro tra viaggiatori, strutture ricettive e territori. Cercare un alloggio, confrontare le offerte e completare una prenotazione significa infatti indirizzare flussi economici verso determinate imprese e destinazioni.
È proprio su questo aspetto che si concentra anche la campagna No Room for Genocide, promossa dal Palestinian BDS National Committee. Secondo la campagna, le piattaforme e le aziende turistiche internazionali dovrebbero interrogarsi sulle attività presenti nei territori coinvolti nel conflitto israelo-palestinese e sulle possibili conseguenze delle proprie scelte commerciali. La campagna chiede in particolare di interrompere quelle che considera forme di complicità con le violazioni dei diritti dei palestinesi.
La questione riguarda anche la presenza di strutture turistiche negli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati. Nel 2019, Amnesty International aveva documentato la presenza su piattaforme come Airbnb e Booking.com di alloggi e attività turistiche situati in questi insediamenti, sottolineando il ruolo che le piattaforme possono avere nel sostenere economicamente il turismo e le attività commerciali connesse agli insediamenti.
Il tema è al centro del Global Day of Action “No Room for Genocide”, promosso dal movimento BDS per il 27 settembre 2026, in concomitanza con la Giornata Mondiale del Turismo. La giornata prevede iniziative locali in diversi Paesi e un webinar internazionale dedicato al turismo etico, alla responsabilità delle imprese e al rapporto tra turismo e diritti umani.
Il tema coinvolge quindi non soltanto il viaggiatore, ma anche host, piattaforme di prenotazione, ristoratori, operatori turistici e comunità locali: tutti soggetti che, in modi diversi, contribuiscono a determinare dove e come si muove il turismo.
La domanda diventa allora più ampia: che cosa sosteniamo, anche indirettamente, quando scegliamo dove dormire, dove mangiare o attraverso quale piattaforma prenotare? È una riflessione che invita a guardare al turismo non soltanto come esperienza individuale, ma anche come insieme di relazioni economiche e sociali.
Il webinar del 27 settembre
Proprio in occasione della Giornata Mondiale del Turismo, No Room for Genocide organizza il webinar:
Ethical Tourism: Travelling Without Financing Genocide & Apartheid
27 settembre 2026, ore 14:00
Durata: circa 1 ora
Lingua: inglese
Online su Zoom: https://us02web.zoom.us/j/85132785821
L’incontro, secondo gli organizzatori, vuole mettere in dialogo attivisti, ricercatori e operatori dell’ospitalità per discutere di turismo etico, responsabilità delle imprese e possibili forme di partecipazione alla campagna.
Tra i relatori annunciati:
- Nives Monda, BDS Naples e ristoratrice della Taverna a Santa Chiara di Napoli, indicata dalla campagna come Apartheid Free Zone;
- Falastine, attivista e ricercatrice impegnata sui temi della responsabilità delle imprese e dei diritti umani;
- K. Muuq, organizzatore nell’ambito dell’antirazzismo, dei diritti dei migranti e della solidarietà in Thailandia.
Il webinar è aperto a chi desidera conoscere meglio l’iniziativa e le prospettive proposte dalla campagna.
Dai luoghi turistici ai luoghi di solidarietà

La giornata del 27 settembre non prevede soltanto l’appuntamento online.
No Room for Genocide invita infatti gruppi di attivisti, amici e famiglie a riunirsi pacificamente in luoghi di interesse turistico, come spiagge, monumenti, belvedere o altri spazi pubblici, per realizzare fotografie collettive con i materiali della campagna.
L’iniziativa viene definita dagli organizzatori “Genocide-free Landmarks” e vuole portare la riflessione sui diritti umani all’interno degli stessi luoghi che normalmente associamo al viaggio e al tempo libero. La campagna specifica inoltre che le iniziative devono essere pacifiche, rispettare le normative locali e non contenere forme di razzismo, discriminazione o abuso.
Turismo, comunità e responsabilità
Il turismo può avere un ruolo importante nello sviluppo dei territori. Può sostenere piccole imprese, creare opportunità di lavoro, valorizzare patrimoni culturali e naturali e favorire l’incontro tra persone diverse.
Ma proprio perché il turismo muove persone, denaro e relazioni, può essere anche uno spazio nel quale interrogarsi sulle conseguenze delle nostre scelte.
Dove dormiamo? A chi affidiamo la nostra spesa? Quali imprese scegliamo? Quali territori e comunità sosteniamo attraverso il nostro viaggio?
Sono domande che appartengono alla crescente riflessione sul turismo responsabile e rigenerativo e che, in contesti di conflitto, possono diventare ancora più complesse.
La Giornata Mondiale del Turismo può essere quindi anche questo: un momento per fermarsi e chiederci quale tipo di turismo vogliamo contribuire a costruire.
Non esiste una sola risposta. Esistono però tante possibilità per informarsi, ascoltare prospettive diverse e fare scelte più consapevoli.
L’appuntamento
📅 27 settembre 2026
🕒 14:00 (15:00 ora palestinese)
💻 Webinar online – in inglese
🎙️ “Ethical Tourism: Travelling Without Financing Genocide & Apartheid”
L’iniziativa e il link per partecipare sono pubblicati dalla campagna No Room for Genocide.

