Dalle lagune toscane alle saline siciliane, passando per i boschi del Cilento e le montagne del Biellese, l’Italia custodisce luoghi straordinari in cui la natura è protagonista.

Le oasi del WWF proteggono ambienti preziosi per la biodiversità e offrono l’opportunità di osservare da vicino paesaggi, piante e animali che spesso conosciamo soltanto attraverso fotografie e documentari. Sono destinazioni ideali per una gita fuori porta, un’escursione in famiglia o un weekend dedicato alla scoperta del patrimonio naturale italiano.

In questo viaggio ti porto alla scoperta di 5 oasi WWF e aree naturalistiche da visitare in Italia, dal Nord al Sud. Cinque luoghi diversi, accomunati dalla ricchezza degli ecosistemi e dalla possibilità di vivere esperienze di turismo naturalistico più consapevoli.

1. Oasi WWF Laguna di Orbetello, Toscana

oasi naturale di orbetello, in toscana

La Laguna di Orbetello, in provincia di Grosseto, è una delle zone umide più suggestive della Toscana. L’Oasi WWF è stata istituita nel 1971, dopo il ritrovamento di una piccola colonia nidificante di cavalieri d’Italia, una specie che si riteneva scomparsa dal nostro Paese.

L’area dell’Oasi si estende per circa 870 ettari ed è inserita in una più ampia riserva naturale regionale. La laguna è un ambiente prezioso per numerose specie di uccelli e un luogo ideale per chi ama osservare la fauna nel suo habitat.

Che cosa rende speciale la Laguna di Orbetello?

Il fascino di questa zona umida risiede nell’incontro tra acqua, vegetazione e luce. I colori della laguna cambiano durante la giornata, creando riflessi che vanno dall’azzurro al rosa, soprattutto nelle ore più tranquille.

Qui è possibile osservare diverse specie di uccelli acquatici, tra cui fenicotteri, aironi, anatre e altre specie migratorie. Con un po’ di pazienza e un binocolo, il birdwatching diventa un’occasione per scoprire la varietà della vita che anima questo ecosistema.

Airone nell'oasi WWF di Orbetello

Che cosa fare nell’Oasi di Orbetello?

Una visita all’Oasi permette di esplorare i percorsi naturalistici, osservare gli uccelli e conoscere più da vicino l’importanza delle zone umide per la conservazione della biodiversità.

Da non perdere anche Casa Pelagos, il museo interattivo e centro di educazione ambientale dedicato al Santuario Pelagos, l’area marina protetta che interessa le acque di Italia, Francia e Principato di Monaco e tutela i mammiferi marini.

Quando andare?

La primavera è un periodo interessante per visitare la laguna, soprattutto per chi ama osservare gli uccelli e partecipare alle attività di educazione ambientale. Anche le altre stagioni possono regalare incontri naturalistici interessanti.

Prima della visita, controlla le modalità di accesso: gli orari e le possibilità di ingresso cambiano durante l’anno e in estate sono previste visite guidate in giorni specifici. Per informazioni aggiornate, consulta il sito ufficiale dell’Oasi.

2. Oasi WWF Giardino Botanico di Oropa, Piemonte

Scopri il Giardino Botanico di Oropa, OASI WWF in Italia
Foto via Canva Pro

A circa 1.200 metri di altitudine, nei pressi del Santuario di Oropa, il Giardino Botanico è una destinazione ideale per chi desidera conoscere la flora alpina e scoprire la varietà degli ambienti montani.

Il giardino si estende su una superficie di circa 10.700 metri quadrati ed è inserito nel sistema delle Oasi WWF. Situato nel territorio di Biella, permette di osservare da vicino numerose specie vegetali e di approfondire il rapporto tra piante, clima e territorio.

Che cosa rende speciale il Giardino Botanico di Oropa?

Il suo punto di forza è la suddivisione degli spazi in ambienti naturali differenti, che permette di conoscere la flora spontanea della zona e di ammirare collezioni di piante provenienti da diverse regioni montane del mondo.

Un percorso alla scoperta della biodiversità vegetale, adatto anche a chi non possiede conoscenze botaniche specifiche. Camminando tra le collezioni si può imparare a riconoscere specie, adattamenti e caratteristiche delle piante che vivono in condizioni climatiche diverse.

Che cosa fare nel Giardino Botanico di Oropa?

Puoi passeggiare lungo i sentieri, esplorare gli ambienti ricostruiti e utilizzare il materiale informativo disponibile per seguire itinerari autoguidati a tema.

Le visite sono anche un’occasione per avvicinare i bambini al mondo vegetale e comprendere perché la conservazione degli habitat naturali sia fondamentale per proteggere le specie.

La visita può essere abbinata a una passeggiata nei dintorni del Santuario di Oropa, inserito nel sito UNESCO dei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia.

Quando andare?

Il periodo di apertura è generalmente compreso tra la primavera e l’inizio dell’autunno. La stagione estiva è particolarmente indicata per osservare le collezioni botaniche nel loro pieno sviluppo.

Per il 2026, il giardino ha annunciato l’apertura stagionale dal 1° maggio, con orari differenziati in base al mese. Prima di partire, verifica eventuali aggiornamenti sul sito ufficiale del Giardino Botanico di Oropa.

3. Oasi WWF Grotte del Bussento, Campania

scopri le Oasi WWF Grotte del Bussento, Campania
Foto via Canva Pro

Nel cuore del Cilento, nel territorio di Morigerati, in provincia di Salerno, l’Oasi WWF Grotte del Bussento custodisce un paesaggio sorprendente, modellato dall’acqua nel corso del tempo.

L’area si estende per circa 607 ettari all’interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Il suo elemento più caratteristico è il percorso sotterraneo del fiume Bussento, che scompare sotto terra per poi riemergere in un ambiente naturale di grande interesse geologico.

Che cosa rende speciali le Grotte del Bussento?

Il fenomeno carsico che caratterizza l’Oasi ha dato origine a gole, grotte e risorgenze fluviali. L’acqua ha modellato il territorio creando un ambiente ricco di microhabitat, dove la vegetazione cambia a seconda dell’umidità, dell’esposizione e della conformazione del terreno.

Muschi, felci, ontani e salici accompagnano il corso d’acqua, mentre nei boschi circostanti trovano rifugio numerose specie animali.

Tra gli abitanti di questo ecosistema figurano la lontra, il gambero di fiume e il granchio di fiume. Con un po’ di fortuna, è possibile riconoscere anche le tracce di mammiferi elusivi come l’istrice e il gatto selvatico.

Che cosa fare nell’Oasi Grotte del Bussento?

La visita può iniziare dal centro storico di Morigerati, da cui un sentiero scende verso il fondovalle attraversando un ambiente ricco di vegetazione.

Lungo il percorso si incontrano sorgenti, piccole cascate e un antico mulino in pietra. La meta è la grotta in cui il Bussento torna alla luce dopo il suo tratto sotterraneo.

È un’escursione che permette di osservare da vicino come l’acqua trasformi il paesaggio, ma richiede attenzione: il percorso presenta tratti ripidi e non è adatto a tutti.

Quando andare?

L’Oasi è visitabile durante tutto l’anno su prenotazione, ma resta chiusa nei giorni di pioggia e in caso di condizioni meteorologiche avverse. Prima di partire, verifica gli orari stagionali e le modalità di accesso sul sito ufficiale del WWF.

4. Riserva Naturale Oasi WWF Saline di Trapani e Paceco, Sicilia

Scopri la Riserva Naturale Oasi WWF Saline di Trapani e Paceco, Sicilia
Foto via Canva Pro

Mulini a vento, vasche d’acqua, canali e montagne di sale compongono uno dei paesaggi più riconoscibili della Sicilia occidentale.

La Riserva Naturale delle Saline di Trapani e Paceco si estende per circa 986 ettari ed è gestita dal WWF. È un luogo in cui attività umane tradizionali e conservazione della natura convivono da lungo tempo.

La raccolta del sale marino continua a seguire metodi legati alla tradizione salinara, basati sull’azione del sole, del vento e dell’acqua.

Che cosa rende speciali le saline?

Le saline sono ambienti di grande interesse naturalistico, soprattutto per la presenza di numerose specie di uccelli migratori.

Situate lungo una rotta utilizzata dagli uccelli nei loro spostamenti tra Europa e Africa, rappresentano un importante punto di sosta e alimentazione. Qui sono state censite oltre 240 specie di uccelli.

Anche la flora è particolarmente interessante: la vegetazione alofila comprende numerose specie adattate ai terreni salini, tra cui piante rare e di particolare valore conservazionistico.

Il paesaggio è altrettanto suggestivo. Le vasche riflettono i colori del cielo, i cumuli di sale disegnano geometrie bianche e i mulini a vento raccontano la storia della produzione salinara.

Che cosa fare nella Riserva delle Saline di Trapani e Paceco?

Il modo migliore per conoscere quest’area è partecipare a una visita guidata, durante la quale si possono approfondire sia gli aspetti naturalistici sia le tecniche tradizionali di produzione del sale.

Il birdwatching è una delle attività più interessanti, soprattutto per chi desidera osservare gli uccelli senza disturbare la fauna.

È possibile inoltre conoscere il patrimonio storico e culturale delle saline, compresi i mulini e le strutture legate alla lavorazione del sale.

Quando andare?

Le saline sono interessanti in tutte le stagioni, ma i periodi delle migrazioni sono particolarmente indicati per l’osservazione degli uccelli. Anche l’estate offre l’occasione di conoscere più da vicino la raccolta del sale.

Le visite guidate si svolgono su prenotazione. Per verificare le date disponibili, consulta il sito ufficiale della Riserva Naturale.

5. Oasi WWF Monte Arcosu, Sardegna

A circa 20 chilometri da Cagliari, l’Oasi WWF Monte Arcosu offre un’immersione nella natura della Sardegna, tra boschi, vallate e profumi tipici della macchia mediterranea.

L’area fa parte del complesso forestale del Gutturu Mannu e protegge un ambiente prezioso per la conservazione della fauna e della flora dell’isola.

Che cosa rende speciale Monte Arcosu?

Il paesaggio è caratterizzato da rilievi, valli profonde e una vegetazione che comprende lecci, sughere, mirti, eriche e rosmarino.

Questa varietà di ambienti favorisce la presenza di numerose specie animali. Il simbolo dell’Oasi è il cervo sardo, una specie che ha attraversato periodi difficili e che è diventata emblematica degli sforzi di conservazione della fauna isolana.

L’area ospita inoltre numerose specie di uccelli, tra cui diversi rapaci, e una ricca biodiversità vegetale.

Che cosa fare nell’Oasi Monte Arcosu?

Puoi esplorare i sentieri immersi nella macchia mediterranea, osservare la vegetazione e provare a riconoscere i suoni e le tracce degli animali che popolano il bosco.

È una destinazione adatta a chi ama camminare e desidera scoprire un lato meno urbano della Sardegna, lontano dai percorsi più frequentati della costa.

Durante la visita è importante rimanere sui sentieri autorizzati e mantenere le distanze dalla fauna selvatica, soprattutto nei periodi più delicati per la riproduzione.

Quando andare?

L’Oasi è aperta al pubblico nei fine settimana e nei giorni festivi, con orari che cambiano in base alla stagione. Le visite possono essere sospese in caso di allerta meteorologica. Prima di organizzare l’escursione, verifica gli orari e le informazioni aggiornate sul sito ufficiale del WWF.

Visitare le oasi naturali in modo responsabile

Scopri l'Oasi WWF Laguna di Orbetello in bicicletta
Foto via Canva PRO

Le oasi WWF e le altre aree protette non sono soltanto luoghi da ammirare: sono ecosistemi delicati, fondamentali per la conservazione della biodiversità.

Per visitarli in modo responsabile bastano alcune attenzioni:

  • Rimani sui sentieri segnalati, senza avventurarti nelle zone interdette.
  • Osserva gli animali a distanza, evitando rumori, richiami e movimenti che possano disturbarli.
  • Non raccogliere fiori, piante o altri elementi naturali e non lasciare rifiuti.
  • Segui le indicazioni delle guide e del personale, rispettando eventuali chiusure stagionali.
  • Informati prima di partire su accessibilità, prenotazioni, condizioni meteorologiche e regole specifiche dell’area.

Scegliere una meta naturalistica significa anche prendersi cura del luogo che ci accoglie. Una visita ben organizzata può diventare un’occasione per imparare qualcosa di nuovo e sostenere, attraverso una fruizione rispettosa, la tutela del patrimonio naturale italiano.

Le cinque destinazioni raccontate in questo articolo mostrano quanto sia varia la natura del nostro Paese: dalle zone umide frequentate dagli uccelli migratori ai boschi mediterranei, dalle sorgenti carsiche alle collezioni botaniche alpine.

Non resta che scegliere la prossima meta e partire alla scoperta di questi preziosi angoli d’Italia.

Foto di copertina: Canva Pro.


Autore: Monica Palazzi

Amo molto viaggiare (lavoro permettendo)... Sono diplomata come perito turistico e conosco bene l’inglese, il francese, il tedesco e un giorno vorrei imparare anche lo spagnolo. Adoro sia leggere (in modo particolare i cosiddetti libri gialli) sia scrivere. Mi piace molto cucinare e i miei piatti “forti” sono il risotto, in tutte le sue forme, e i dolci come la torta sia la paradiso sia la marmorizzata. Stravedo per gli animali soprattutto i cani. Vieni a trovarmi anche sul mio blog personale https://monicajollystella.wixsite.com/di-tutto-un-po
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