Un weekend di sole autunnale, una bicicletta e la voglia di scoprire una Firenze diversa. Dalle piazze del centro alla Certosa del Galluzzo, passando per musei, strade di campagna e terrazze panoramiche, ecco un itinerario che ci ha sorpreso per la varietà dei paesaggi e delle esperienze

Firenze è una città che sembra non finire mai di sorprendere. Anche quando pensi di conoscerla, basta cambiare prospettiva per scoprire qualcosa di nuovo. Noi lo abbiamo fatto in un weekend di sole autunnale, salendo in sella a una bicicletta e lasciandoci alle spalle, poco alla volta, le strade più frequentate del centro.

La sorpresa è stata proprio questa: in poche ore siamo passati dalle piazze rinascimentali alle rive dell’Arno, dalle sale di un museo alle stradine immerse negli uliveti, fino a raggiungere un antico monastero sulle colline. E, al ritorno, ci siamo regalati alcuni dei panorami più belli della città.

Un itinerario lento che racconta una Firenze diversa, da vivere all’aria aperta, alternando cultura, natura e soste piacevoli. Perché a volte basta una bicicletta per scoprire quanto possa essere vario il paesaggio intorno a una città d’arte.

Prima tappa: il Museo degli Innocenti e un caffè con vista

La nostra giornata è cominciata nel cuore di Firenze, pedalando tra le vie del centro fino a Piazza della Santissima Annunziata, una delle piazze più eleganti della città.

Qui si trova lo storico Ospedale degli Innocenti, progettato da Filippo Brunelleschi a partire dal 1419. Oggi il complesso ospita un museo che intreccia arte, architettura e storia dell’infanzia, con una collezione permanente e mostre temporanee che meritano una visita.

Dettaglio della facciata dell’Ospedale degli Innocenti a Firenze, con capitello e putti in bassorilievo su fondo blu.
Un dettaglio dell’Ospedale degli Innocenti, capolavoro rinascimentale progettato da Filippo Brunelleschi in Piazza Santissima Annunziata a Firenze. Foto di S. Ombellini

Noi ci siamo fermati per una mostra di fotografia: una pausa culturale perfetta prima di riprendere il percorso. È uno degli aspetti che rendono speciale un itinerario in bicicletta a Firenze: non bisogna scegliere tra pedalare e visitare un museo. Si può semplicemente fare entrambe le cose, seguendo la curiosità.

La loggia del Caffè del Verone al Museo degli Innocenti, con vista panoramica sui tetti di Firenze e sulla cupola del Brunelleschi.
Dalla terrazza del Caffè del Verone, all’ultimo piano dell’Ospedale degli Innocenti, lo sguardo abbraccia i tetti di Firenze fino alla cupola di Brunelleschi. Foto di S. Ombellini

E poi c’è il Caffè del Verone, una sosta che consigliamo anche a chi ha poco tempo. Si trova nella storica loggia all’ultimo piano dell’edificio, un tempo utilizzata come stenditoio, e offre una terrazza panoramica da cui ammirare i tetti e i monumenti di Firenze.

Sedersi qui per un caffè, con la città davanti agli occhi, è un piccolo lusso da concedersi prima di ripartire. Il caffè è accessibile anche a chi non visita il museo.

Pedalare nel centro storico, tra piazze e lungarni

Dopo la pausa, siamo tornati in sella attraversando il centro storico. Pedalare a Firenze significa incontrare continuamente scorci che invitano a fermarsi: facciate monumentali, strade antiche, piazze che sembrano scenografie e angoli in cui la vita quotidiana si mescola alla bellezza dell’arte.

Firenze in bicicletta: scorci delle strade che conducono a Piazza della Signoria e Piazza Santa Croce nel centro storico.
In bicicletta tra le piazze storiche di Firenze, da Piazza della Signoria a Piazza Santa Croce, alla scoperta della bellezza della città. Foto di S. Ombellini

Tra le tappe da non perdere ci sono Piazza della Signoria, con Palazzo Vecchio e le sue sculture, e Piazza Santa Croce, dominata dalla facciata della basilica.

Il consiglio è di non trasformare la visita in una corsa. Nelle zone più affollate conviene scendere dalla bicicletta e proseguire a piedi, rispettando le aree pedonali e prestando attenzione al traffico.

Pedalata in bicicletta lungo l'Arno a Firenze, con gli edifici storici riflessi nell'acqua.
Pedalare lungo i lungarni di Firenze, tra riflessi sull’Arno e palazzi storici, è un modo piacevole per scoprire la città con calma. Foto di S. Ombellini

Poi la città cambia ritmo. Raggiunti i lungarni, la pedalata diventa più distesa e lo sguardo segue il corso dell’Arno, tra ponti, riflessi sull’acqua e scorci insoliti, che permettono di scoprire una Firenze vista dall’Arno, lontana per un momento dalle prospettive più conosciute.

Dalle strade della città alla Certosa del Galluzzo

Ulivi sulle colline fiorentine con la Certosa del Galluzzo sullo sfondo.
Tra gli ulivi, la Certosa del Galluzzo. Foto di S. Ombellini

Lasciando il centro in direzione sud, ci siamo diretti verso Porta Romana e il Galluzzo, dove il paesaggio urbano comincia gradualmente a trasformarsi.

Qui inizia la parte più sorprendente del nostro itinerario: quella in cui Firenze sembra allontanarsi, mentre compaiono giardini, muri di pietra, ulivi e strade collinari. Un paesaggio che racconta una Toscana autentica, da scoprire anche attraverso le strade secondarie e i borghi che circondano la città.

Itinerario in bicicletta sulle colline di Firenze, tra muretti in pietra, giardini e paesaggi verdi.
In bicicletta sulle strade secondarie intorno a Firenze, tra muretti in pietra, giardini e scorci della campagna toscana.

Per chi cerca un percorso meno trafficato, una possibilità è raggiungere la zona delle Due Strade e proseguire lungo Via del Podestà, una strada storica che corre tra mura e abitazioni. Da qui si arriva a Piazza Acciaiuoli, nel cuore del Galluzzo, dove abbiamo trovato un vivace mercato.

La meta è la Certosa del Galluzzo, uno dei complessi monastici più affascinanti nei dintorni di Firenze. Fondata per volontà di Niccolò Acciaiuoli nel XIV secolo, sorge sulla sommità di Monte Acuto e custodisce un patrimonio di arte, architettura e spiritualità.

Certosa del Galluzzo a Firenze, scorci del chiostro storico e spazio dedicato ai liquori e alle specialità certosine.
Alla Certosa del Galluzzo, arte e spiritualità si intrecciano tra chiostri storici e la tradizione dei liquori certosini. Foto di S. Ombellini

Varcare le sue mura significa entrare in un mondo diverso. Ci sono chiostri armoniosi, ambienti monastici, una chiesa ricca di opere d’arte e le celebri lunette affrescate da Pontormo nel 1523, tra le testimonianze artistiche più preziose del complesso.

La visita permette di conoscere un luogo che spesso rimane fuori dagli itinerari più frequentati della città, pur trovandosi a pochi chilometri dal centro.

Paesaggio collinare intorno alla Certosa del Galluzzo, tra vegetazione e campagna toscana.
Le colline intorno alla Certosa del Galluzzo, un paesaggio verde e tranquillo a pochi chilometri dal centro di Firenze. Foto di S. Ombellini

Noi abbiamo apprezzato anche il contesto: la Certosa è circondata dal paesaggio collinare e offre una piacevole occasione per fermarsi, godersi il sole e riprendere fiato prima del ritorno.

Da sapere: gli ambienti interni sono visitabili con visite guidate di circa un’ora, secondo gli orari previsti dalla comunità che si occupa del complesso. Prima di partire, conviene consultare il sito ufficiale della Certosa di Firenze.

Il ritorno panoramico: San Miniato al Monte e Piazzale Michelangelo

Dopo la visita, la giornata non era ancora finita. Ci aspettava il ritorno verso Firenze, con un percorso che regala alcuni degli scorci più suggestivi della città.

Colline verdi e paesaggio rurale lungo un itinerario in bicicletta nei dintorni di Firenze.
Pedalando sulle colline intorno a Firenze, tra strade secondarie, vegetazione rigogliosa e scorci sulla campagna toscana. Foto di S. Ombellini

Tra le possibilità per rientrare dal Galluzzo ci sono le strade secondarie verso Cascine del Riccio e le colline, con tratti in salita che attraversano un paesaggio di uliveti e muretti in pietra. È una variante più impegnativa, adatta a chi ha ancora energie e dimestichezza con la bicicletta; una e-bike può rendere più accessibili le salite.

Facciata geometrica in marmo bianco e verde della Basilica di San Miniato al Monte a Firenze, con una coppia di sposi davanti all'ingresso.
La facciata romanica di San Miniato al Monte, con i suoi motivi geometrici in marmo bianco e verde. Foto di S. Ombellini

Raggiunta la zona del Viale dei Colli, vale la pena puntare verso San Miniato al Monte, una delle basiliche più belle di Firenze. La facciata in marmo, l’atmosfera raccolta e la posizione panoramica ne fanno una tappa speciale, diversa dai luoghi più affollati del centro.

Da qui lo sguardo abbraccia i tetti, le torri e le cupole della città. È una prospettiva che permette di riconoscere Firenze nella sua interezza, ma anche di cogliere quanto sia vicina alla campagna.

Vista panoramica di Firenze da Piazzale Michelangelo, con i tetti del centro storico e la cupola del Brunelleschi.
Il panorama di Firenze da Piazzale Michelangelo, uno dei punti più suggestivi per ammirare la città e i suoi monumenti. Foto di S. Ombellini

Poco più in basso si trova Piazzale Michelangelo, il celebre belvedere da cui ammirare il panorama sull’Arno e sul centro storico. È una tappa molto frequentata, ma resta uno dei luoghi più emozionanti per salutare la città prima di ridiscendere verso i lungarni.

La discesa richiede attenzione, soprattutto nei tratti ripidi e in presenza di pedoni e traffico. Una volta tornati in centro, però, si ha la sensazione di aver attraversato più paesaggi in un’unica giornata.

Firenze in bicicletta: un modo diverso di conoscere la città

In bicicletta su una strada secondaria vicino a Firenze, tra muretti a secco e colline toscane.
Le stradine collinari nei dintorni di Firenze attraversano un paesaggio autentico, tra muretti a secco, vegetazione e dolci colline. Foto di S. Ombellini

Quello che ci ha colpito di più è stata la varietà dell’esperienza. In un solo itinerario abbiamo incontrato arte, storia, architettura, paesaggi rurali e panorami urbani, senza doverci spostare lontano.

La bicicletta permette di cogliere i passaggi tra questi mondi: il rumore delle strade centrali lascia spazio al corso del fiume, poi alle strade collinari e infine alla vista dall’alto. Ogni tappa ha il suo carattere e il suo tempo.

È anche un modo per vivere la città con maggiore attenzione, fermandosi nei luoghi che suscitano curiosità e lasciando spazio alle scoperte impreviste. Un museo, un caffè panoramico, un monastero antico: non servono necessariamente grandi distanze per vivere un viaggio ricco di esperienze.

Per chi sceglie una vacanza più sostenibile, la bicicletta è un’ottima alleata, soprattutto se abbinata al treno per raggiungere Firenze e a una sistemazione attenta all’ambiente da cui partire direttamente sulle due ruote. Naturalmente, il percorso richiede una buona pianificazione: non tutte le strade sono dotate di piste ciclabili e alcune salite possono essere impegnative.

Ma se amate alternare cultura e natura, scoprire angoli meno conosciuti e osservare una città da prospettive diverse, Firenze in bicicletta potrebbe sorprendervi quanto ha sorpreso noi!

Per chi vuole pedalare più a lungo: l’anello intorno a Firenze

Chi desidera trasformare la gita in una vera giornata di cicloturismo può scegliere un itinerario molto più lungo: l’anello Intorno a Firenze in bicicletta, parte del progetto Strade Zitte.

Mappa dell'itinerario cicloturistico di 83 km sulle colline intorno a Firenze, tra ville medicee, Fiesole e la Certosa del Galluzzo.
Un anello di circa 83 km intorno a Firenze, lungo strade secondarie tra colline toscane, ville storiche e borghi, per scoprire il territorio fiorentino in bicicletta. Mappa via Visit Tuscany

Il percorso descritto da Visit Tuscany misura circa 83 chilometri ed è impegnativo sia dal punto di vista fisico sia tecnico. Si parte dal Parco delle Cascine e si attraversano paesaggi e luoghi di grande interesse, tra cui le ville medicee della Petraia e di Castello, Monte Morello, il Parco di Villa Demidoff a Pratolino, Fiesole e la Certosa del Galluzzo, prima di rientrare verso Firenze.

Lungo il percorso si alternano salite impegnative, discese, strade secondarie e tratti ciclabili. Una bici da strada è adatta a buona parte dell’itinerario, mentre una gravel può essere utile nei tratti più difficili. Per chi preferisce affrontare le salite con meno fatica, è possibile valutare una e-bike, verificando autonomia e dislivello.

Il nostro consiglio? Se avete a disposizione un weekend, scegliete un percorso più breve e lasciatevi il tempo per una visita, una sosta al sole e qualche deviazione non programmata. A Firenze, anche una pedalata di poche ore può diventare un piccolo viaggio tra mondi diversi.

Immagine di copertina: foto di Silvia Ombellini