Una storia di famiglia, ulivi centenari e un paesaggio sospeso tra terra e mare: intervista ai proprietari della Collina di San Rocco

A pochi passi dal mare di Genova Nervi, ma immersa nel verde delle colline, la Collina di San Rocco conserva un paesaggio fatto di ulivi, fasce terrazzate, muri in pietra a secco e antichi rustici. Un luogo che racconta una storia familiare iniziata generazioni fa e che oggi rinasce grazie a un progetto di recupero attento alla bioedilizia, alla biodiversità e alla memoria del territorio.

La proprietà si estende per oltre un ettaro e ospita più di 300 ulivi, molti dei quali centenari, oltre a un frutteto e agli antichi edifici che un tempo erano abitati dalle famiglie contadine della zona. Dopo un lungo periodo di abbandono, la famiglia proprietaria ha scelto di recuperare questi spazi e di trasformarli in un luogo di ospitalità, cercando di preservare l’identità originaria della Collina.

Oggi la Collina di San Rocco vuole essere non soltanto un luogo in cui soggiornare, ma uno spazio attraverso cui conoscere più da vicino la natura, la storia e la cultura agricola della Liguria.

Abbiamo incontrato i proprietari, la famiglia Marsano, per farci raccontare la storia di questo progetto, il legame con la terra e con gli ulivi, le scelte di bioedilizia e i sogni per il futuro.

Dalla proprietà di famiglia a un luogo di ospitalità

La collina di San Rocco Country House, pranzo all'aperto ed edificio immerso nella natura, con vista mare

Come è nata l’idea di recuperare questo antico rustico sulle alture di Nervi e trasformarlo in un luogo di ospitalità? Cosa vi ha portato a scegliere proprio questo luogo immerso nel verde, tra ulivi, fasce terrazzate e mare?

Il rustico, insieme ad altri edifici presenti sulla proprietà, appartiene alla nostra famiglia da generazioni ed è stato tramandato di padre in figlio. Un tempo questi luoghi erano abitati da famiglie di contadini, che vivevano grazie all’agricoltura e alla floricoltura.

Dopo la scomparsa dell’ultimo contadino e un periodo piuttosto lungo di abbandono, abbiamo deciso di investire nel recupero della proprietà, con il desiderio di restituire alla Collina di San Rocco quella bellezza e quell’atmosfera che dovevano caratterizzarla già alla fine dell’Ottocento.

Abbiamo quindi scelto di ristrutturare i rustici secondo i principi della bioedilizia e, parallelamente, di recuperare l’uliveto e il frutteto, con l’idea di condividere questo luogo con persone che, come noi, amano la natura.

A farci comprendere fino in fondo l’unicità della Collina è stato anche il fatto che l’intera proprietà, che si estende per oltre un ettaro tra fasce terrazzate e ulivi, non abbia subito frazionamenti nel corso dei secoli.

È rimasta così una grande conca verde affacciata sul mare di Nervi, ancora sorprendentemente intatta.

I ricordi d’infanzia tra le fasce e gli ulivi

Paesaggi e natura attorno a La Collina di San Rocco, Nervi, Liguria

Che cosa rappresenta per voi La Collina di San Rocco? C’è un ricordo, un’immagine o un momento particolare che vi ha fatto innamorare di questo luogo?

Il ricordo più forte risale alla mia infanzia. Con mio nonno facevamo una lunga passeggiata per andare a trovare i contadini che vivevano sulla Collina. Al momento di salutarci, ricambiavano spesso la visita regalandoci cesti pieni delle primizie dell’orto e del frutteto, insieme alle uova delle loro galline.

Ricordo soprattutto il percorso tra le fasce e la sensazione che l’uliveto non finisse mai. Pur trovandomi a poca distanza dalla città, avevo l’impressione di essere entrato in un mondo completamente diverso, lontano dalla quotidianità e dalla vita urbana.

È probabilmente da quei ricordi che nasce ancora oggi il legame così forte che abbiamo con questo luogo.

Il ritmo lento degli ulivi

Vista sul mare, la collina e il paesaggio tra gli ulivi

Il vostro uliveto si estende per circa un ettaro e mezzo e ospita oltre 300 ulivi, molti dei quali centenari. Che rapporto avete con questi alberi e con la tradizione agricola del territorio?

Le nostre vite professionali sono piuttosto frenetiche e ci portano spesso a muoverci e a sentirci sempre più “cittadini del mondo”. Proprio per questo siamo molto gelosi di questo piccolo eremo, un luogo in cui sembra che il tempo riesca ancora a rallentare.

Anche attività come la potatura e la manutenzione degli ulivi, che richiedono cura, attenzione e costanza, acquistano qui un valore diverso. Sono momenti che ci permettono di ritrovare un ritmo più naturale e un contatto diretto con la terra e con una tradizione che appartiene alla storia della nostra famiglia e di questo territorio.

Custodire le fasce e i muri a secco

Muretto a secco
Foto via Canva PRO

Le fasce in pietra a secco sono uno degli elementi più caratteristici del paesaggio ligure. Quanto è importante per voi conservarle e mantenerle vive?

Per noi è fondamentale. I muri a secco non sono soltanto un elemento estetico del paesaggio ligure, ma raccontano il lavoro e l’ingegno di generazioni che hanno saputo rendere coltivabile un territorio complesso come il nostro.

Proprio per contribuire alla loro tutela stiamo partecipando a un ampio progetto patrocinato da Regione Liguria dedicato al recupero dei muri a secco caratteristici del territorio. Mantenerli significa preservare non soltanto il paesaggio, ma anche una parte importante della sua storia e della sua identità.

Bioedilizia e recupero dell’esistente

La Collina di San Rocco Country House: ristrutturazione con materiali naturali, come legno e argilla, nel rispetto dello spirito del luogo

La struttura è stata ristrutturata con attenzione alla bioedilizia. Quali sono le scelte eco-sostenibili più importanti che avete fatto nel recupero e nella gestione della Collina di San Rocco?

Fin dall’inizio abbiamo cercato di privilegiare materiali naturali e soluzioni coerenti con il contesto in cui ci troviamo.

Per l’isolamento, ad esempio, abbiamo utilizzato il sughero, mentre per le parti strutturali abbiamo scelto travi in castagno naturale, un materiale capace di garantire comfort abitativo e grande durata nel tempo. Abbiamo utilizzato inoltre intonaci naturali e traspiranti e infissi in legno.

intonaci naturali, infissi in legno, dettagli delle camere

Un intervento a cui teniamo particolarmente è stato il recupero di una grande cisterna preesistente, oggi utilizzata per la raccolta delle acque meteoriche. Anche questa scelta nasce dall’idea di recuperare ciò che già esisteva, adattandolo alle necessità contemporanee senza snaturare il luogo. Questo intervento è stato raccontato anche dalla rivista specializzata in bioedilizia, nell’articolo: “Salute e benessere abitativo” di Viviana Deruto – IRSA, pubblicato su StrutturaLegno n. 040, marzo 2023.

Articolo dedicato al recupero secondo le regole della bioedilizia, che si concentra sulla salute e sul benessere abitativo
Articolo sulla rivista "Salute e Benessere Abitativo" che parla del recupero esemplare in bioedilizia della casa sulla collina di Nervi

Recuperare significa dare continuità alla storia

Qual è, secondo voi, il valore di recuperare un antico edificio invece di costruire qualcosa di nuovo? Che cosa avete cercato di conservare della sua identità originaria?

Recupero degli interni della casa sulla Collina di San Rocco, mantenendo l'identità originaria dell'edificio

Recuperare questi rustici significa per noi prima di tutto dare continuità a una storia familiare e territoriale, anziché cancellarla per costruirne una nuova.

Alla fine dell’Ottocento un nostro antenato ebbe l’intuizione di creare proprio in questa zona una scuola di agraria, con l’obiettivo di fornire gli strumenti necessari affinché i terreni di San Rocco e Sant’Ilario potessero continuare a produrre risorse e sostenibilità. La scuola fu inoltre tra le prime esperienze di questo tipo in Europa ad aprire l’iscrizione anche alle donne, rappresentando un piccolo ma importante passo verso l’emancipazione femminile. Ancora in vita, il nostro antenato decise poi di donare allo Stato sia la scuola sia i terreni.

Rileggere oggi questa storia ci fa sentire, in un certo senso, responsabili della sua eredità. Per questo il recupero dei rustici, dell’uliveto, del frutteto e delle fasce non vuole essere soltanto un intervento edilizio, ma anche un modo per mantenere vivo quello stesso spirito di cura, condivisione e attenzione al territorio.

Esperienze per conoscere e vivere la Collina

Offrite anche la possibilità di conoscere più da vicino il mondo dell’olivicoltura, attraverso attività come la potatura. Quali altre esperienze vorreste far vivere agli ospiti oltre al semplice soggiorno?

Vorremmo che il soggiorno alla Collina fosse anche un’occasione per avvicinarsi al territorio in maniera più consapevole. Oltre alle attività legate alla potatura degli ulivi, ci piacerebbe raccontare agli ospiti il valore della biodiversità e l’importanza che riveste nelle coltivazioni e nella tutela dell’ambiente.

Stiamo inoltre progettando un percorso sensoriale che attraverserà l’intera proprietà e permetterà di scoprirne gradualmente ambienti, profumi, piante e panorami. L’idea è far sì che la Collina non sia soltanto un luogo in cui soggiornare, ma un territorio da esplorare e vivere.

Una Liguria meno scontata

Itinerari sulla collina di San Fruttuoso, tra i borghi colorati di Camogli e la spiaggetta di San Fruttuoso vista dal mare

Ci sono itinerari, passeggiate, borghi o attività green nei dintorni che amate consigliare? Quali luoghi suggerireste a chi vuole scoprire una Liguria meno scontata?

Tutto l’entroterra alle spalle della Collina di San Rocco offre bellissimi itinerari di trekking, molti dei quali ancora poco frequentati, ideali per scoprire una Liguria più autentica e lontana dai percorsi più conosciuti.

Allo stesso tempo ci troviamo in una posizione privilegiata per raggiungere alcune delle località più belle del Levante ligure. Procedendo verso est si incontrano Camogli, San Fruttuoso e Portofino, luoghi straordinari che possono essere scoperti anche attraverso sentieri panoramici.

E naturalmente consigliamo sempre la passeggiata Anita Garibaldi di Nervi, uno dei luoghi simbolo della zona, dove il paesaggio cambia ancora una volta e il verde lascia spazio al mare.

Un rapporto più consapevole con il territorio

Qual è il rapporto che vorreste creare tra i vostri ospiti e il territorio? C’è qualcosa che sperate imparino, scoprano o portino con sé dopo aver soggiornato da voi?

Ci piacerebbe che gli ospiti riuscissero a cogliere il particolare equilibrio che caratterizza questo luogo: da una parte le fasce, modellate nei secoli dal lavoro dell’uomo, dall’altra il mare e una natura che continua a essere protagonista.

È proprio questo contrasto, e allo stesso tempo questa armonia, a rendere speciale la Collina. Speriamo che chi soggiorna qui possa rallentare, osservare il territorio con occhi diversi e comprendere come il paesaggio ligure sia il risultato di un rapporto antico e delicato tra uomo e natura.

Più che qualcosa di materiale, ci piacerebbe che gli ospiti portassero con sé un’emozione e un modo diverso di vivere e osservare il territorio.

Cosa significa per voi far parte della community Ecobnb?

Per noi è un’esperienza nuova, nella quale crediamo molto perché sentiamo che i valori promossi da Ecobnb sono profondamente coerenti con quelli alla base del nostro progetto.

Ci auguriamo che entrare a far parte di questa community possa aiutarci a far conoscere La Collina di San Rocco a un pubblico sensibile ai temi della sostenibilità, della tutela del territorio e di un modo di viaggiare più consapevole.

Non si tratta quindi soltanto di ottenere maggiore visibilità, ma soprattutto di entrare in contatto con persone che condividono la stessa idea di ospitalità e di rispetto per l’ambiente.

Il sogno per il futuro

Panorami mozzafiato tra il verde degli ulivi e il mare

Infine, qual è il sogno per il futuro della Collina di San Rocco?

Il progetto della Collina è nato più di dieci anni fa ed è, per sua natura, un progetto che continua a evolversi. Il nostro obiettivo è recuperare progressivamente altri cinque rustici presenti sulla proprietà, uno dei quali è già in fase avanzata di ristrutturazione.

Parallelamente vorremmo rendere l’intero terreno sempre più accessibile, creando collegamenti attraverso ascensori, strade e piccoli sentieri che consentano di muoversi tra le diverse fasce senza eccessivo sforzo.

Il sogno finale è quello di creare un vero e proprio percorso sensoriale capace di attraversare tutta la proprietà: partire dalla scogliera e dal mare di Nervi e, salendo tra ulivi, frutteti e fasce terrazzate, arrivare fino alla bellissima chiesetta di San Rocco, dove termina il nostro terreno.

Un itinerario che possa raccontare, passo dopo passo, la storia, la natura e l’anima di questo luogo.

Una storia che continua a crescere

La Collina di San Rocco è un esempio di come il recupero di un luogo possa diventare un progetto capace di intrecciare memoria, natura e futuro. Gli antichi rustici, gli ulivi centenari, i muri a secco e le fasce terrazzate non sono soltanto elementi del paesaggio: sono parti di una storia che continua a essere custodita e, allo stesso tempo, condivisa con chi arriva.

Il futuro immaginato dalla famiglia Marsano va nella stessa direzione: recuperare progressivamente gli altri rustici, rendere la proprietà più accessibile e creare un percorso sensoriale che colleghi il mare alla chiesetta di San Rocco, attraversando uliveti, frutteti e antiche fasce.

Un percorso che, passo dopo passo, possa raccontare la storia di questo luogo e il suo rapporto con il territorio. E che permetta agli ospiti di scoprire una Liguria diversa, fatta non soltanto di mare, ma anche di terra, memoria, biodiversità e persone che continuano a prendersene cura.

Immagine di copertina: Vista dalla Collina di San Rocco sul mare di Nervi