La plastica ha superato ogni soglia critica: non è più solo un problema di spiagge sporche o oceani inquinati, ma una vera crisi sanitaria globale. Microplastiche e sostanze chimiche presenti negli imballaggi alimentari hanno ormai contaminato la catena alimentare, arrivando fino ai ghiacciai dell’Everest e alle profondità della Fossa delle Marianne.
Per affrontare questa minaccia, le Nazioni Unite stanno negoziando un Trattato Globale vincolante per ridurre la plastica, con l’obiettivo di eliminare l’inquinamento entro il 2040, intervenendo direttamente su produzione e consumo.
Perché riciclare non basta più

Per anni, la strategia globale si è basata sul riciclo. Ma i dati del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) sono impietosi:
Solo meno del 10% della plastica prodotta dal 1950 a oggi è stata effettivamente riciclata.
Il motivo? La plastica non può essere riciclata all’infinito: ad ogni ciclo il polimero degrada. Inoltre, molti imballaggi alimentari contengono additivi chimici che rendono il recupero pericoloso o troppo costoso.
In pratica, riciclare non risolve il problema alla radice: bisogna ridurre drasticamente la produzione di plastica vergine.
Il trattato per ridurre plastica: ridurre alla fonte

Coordinato dall’Intergovernmental Negotiating Committee (INC), il Trattato per ridurre la plastica rappresenta un cambio di paradigma: non più gestire i rifiuti, ma prevenire la loro produzione.
Microplastiche e salute
Quando i rifiuti plastici finiscono nei mari, si frammentano in microplastiche e nanoplastiche, che vengono ingerite dalla fauna marina. Queste particelle diventano magneti per inquinanti organici persistenti e metalli pesanti, entrando così nella catena alimentare tramite il fenomeno del bioaccumulo.
Studi recenti hanno trovato microplastiche nel sangue, nei polmoni e persino nella placenta umana, evidenziando l’urgenza di norme più rigide sugli additivi chimici più pericolosi.
I 4 pilastri del Trattato Globale per ridurre la plastica

Il Trattato punta a trasformare l’economia globale da lineare a circolare. Ecco le strategie chiave:
- Taglio della produzione primaria: oltre 60 Paesi della “High Ambition Coalition” vogliono limiti vincolanti alla produzione di nuova plastica.
- Divieto delle plastiche monouso problematiche: articoli usa e getta con breve utilità ma lunga persistenza, come stoviglie e posate, saranno eliminati.
- Eco-design e riuso: i prodotti devono essere progettati secondo criteri di circolarità, con sistemi di ricarica e materiali davvero riciclabili.
- Responsabilità estesa del produttore (EPR): le aziende dovranno farsi carico dei costi ambientali dei loro imballaggi, incentivando packaging alternativi.
Le sfide geopolitiche

Nonostante il consenso scientifico, il percorso negoziale è complicato. Paesi esportatori di plastica e lobby petrolchimiche resistono: limitare la plastica significa accelerare la transizione energetica, un colpo ai loro interessi economici.
Organizzazioni come WWF Italia ricordano però che il prezzo dell’inerzia è più alto di quello della transizione: danni agli ecosistemi marini, spesa sanitaria crescente e perdita di biodiversità.
Cosa è stato deciso finora
I negoziati ONU del Trattato Globale sulla Plastica si sono chiusi senza un accordo vincolante, a causa di divisioni tra i Paesi.
Tuttavia, in Europa sono già entrate in vigore norme più stringenti, come l’obbligo di contenere almeno il 25% di materiale riciclato nelle bottiglie in PET dal 1° gennaio 2025.
Il Trattato non è ancora realtà, ma la strada verso un’alimentazione libera dalla plastica è tracciata.
Cosa puoi fare subito per ridurre la plastica nei cibi

Anche senza un trattato vincolante, puoi proteggere la tua salute e l’ambiente con piccoli gesti quotidiani:
- Non usare plastica nel microonde: utilizza sempre contenitori di vetro o ceramica. Il calore favorisce il rilascio di sostanze chimiche presenti nella plastica nei cibi.
- Evita bottiglie in PET: usa borracce in acciaio inox e riempile con acqua potabile del rubinetto. Non lasciare mai le bottiglie di plastica al sole.
- Fai la spesa senza plastica: scegli prodotti sfusi e porta sempre con te sacchetti riutilizzabili e borsine di stoffa.
- Non usare la pellicola di plastica: sostituiscila con fogli in cera d’api, utilizza contenitori in vetro o alluminio per conservare i cibi.
Il Trattato Globale non è ancora realtà, ma ogni gesto conta: scegliere prodotti senza plastica, ridurre gli imballaggi e favorire materiali riciclabili è un passo concreto per proteggere la nostra salute e il Pianeta.
Foto copertina Fonte Canva Pro





