Un enorme iceberg sta per staccarsi dall’Antartide, per la precisione dalla piattaforma Brunt che si trova in una zona meridionale del continente. La gigantesca massa di ghiaccio, stando al parere degli esperti, avrà un’estensione pari circa alla dimensione della metropoli londinese.

iceberg che si sta staccando
immagine via nasa

La notizia richiama alla mente gli avvenimenti dell’estate 2017 in cui un altro enorme iceberg si era staccato dal continente antartico, precisamente dalla piattaforma Larsen. L’iceberg che andò alla deriva durante quell’estate, sciogliendosi poi nell’oceano, è conosciuto come Larsen C.

Questo gigante di ghiaccio aveva interessato l’opinione pubblica per le sue spaventose dimensioni e per l’inconsueta forma, quasi perfettamente rettangolare. L’enorme iceberg staccatosi nel 2017, non era però il primo ad aver provocato l’interesse della stampa e degli specialisti di tutto il mondo. Infatti, nel 2002 immagini satellitari avevano immortalato il tremendo collasso di gran parte di Larsen B. Entrambi gli eventi riguardarono la piattaforma Larsen, che si colloca molto più a nord rispetto alla Brunt.

Nel caso del nuovo iceberg, siamo di fronte a un blocco di ghiaccio più piccolo dell’enorme Larsen C, che era grande più della regione Liguria, ma comunque di dimensioni notevoli. Inoltre, la peculiarità interessante di questo nuovo iceberg è che, diversamente dai due Larsen, si staccherà da una regione molto diversa rispetto alla precedente: la piattaforma Brunt, nel cuore delle coste antartiche.

Il distacco di questo iceberg seguirà, secondo gli esperti, l’incontro tra due fratture documentate in quella zona e sotto osservazione da molto tempo.
La prima frattura è stata inizialmente osservata durante la notte di Halloween del 2016, da cui il nome “Halloween Crack”, da allora pare essere in continuo movimento.
La seconda, invece, è una frattura molto profonda che è stata monitorata per decine di anni rimanendo pressoché invariata fino al 2012. In quell’anno, infatti i movimenti della superfice ghiacciata sono ricominciati e anche questa enorme spaccatura nei ghiacci antartici ha ripreso la sua corsa.

È molto difficile prevedere il momento preciso in cui le due fratture si incontreranno, ma stando all’opinione dei glaciologi, accadrà. A quel punto un altro gigante di ghiaccio andrà alla deriva sciogliendosi pian piano nell’oceano.

Le conseguenze del distaccamento dell’iceberg

iceberg
Photo by Annie Spratt on Unsplash

Quali sono le conseguenze di un simile evento? Uno dei principali rischi legati al distaccamento dell’iceberg riguarda i danni che potrebbe provocare alla stazione inglese Halley VI, nonostante questa sia fornita di una innovativa struttura architettonica ricollocabile. Cionondimeno il problema più preoccupante di questo fenomeno è la sua natura non isolata; infatti lo scioglimento dei ghiacci è una delle ben note conseguenze del riscaldamento globale. Il distaccamento degli iceberg Larsen B e C negli scorsi anni ne sono un esempio.

Il permafrost (o ghiaccio perenne) svolge un ruolo fondamentale nel delicato equilibrio dell’intero globo terrestre e il suo continuo sgretolamento porta quindi delle inevitabili conseguenze.

Infatti, lo scioglimento dei ghiacci provoca un innalzamento del livello del mare (pericoloso per le zone costiere terrestri e per numerose città che diventeranno invivibili), un cambiamento delle correnti oceaniche rilasciando acqua fredda e un danno alla flora e alla fauna marine.

Nonostante alcuni studiosi ritengano che il distaccamento di questo iceberg possa essere considerato naturale data la sua posizione meridionale sulla costa antartica, rimane comunque un’ulteriore massa di ghiaccio che andrà a sciogliersi nell’oceano. Per intenderci, anche se questo iceberg si sarebbe staccato dalla piattaforma Brunt indipendentemente dal cambiamento climatico in corso, le conseguenze del suo scioglimento nell’oceano, andranno comunque ad intaccare l’ecosistema oceanico, aggiungendosi ai danni di altri numerosi giganti ghiacciati che negli scorsi anni sono andati alla deriva a causa del riscaldamento globale.

 

Autore: Nichita Bevilaqua

Cover image: Photo by Annie Spratt on Unsplash