Eliminare completamente la plastica e diventare il primo paese a zero emissioni di Carbonio al mondo. È questo l’impegno del Costa Rica, una delle mete top per il turismo sostenibile. Scopriamo insieme quali sono i suoi progetti green.

Quando pensi al Costa Rica, la prima immagine che si presenta alla mente è una fitta e lussureggiante giungla abitata da animali esotici, la spiaggia bianca e il Mar dei Caraibi che bagna la costa. Questo piccolo paese si trova tra Nicaragua e Panama ed è tra i primi 5 paesi leader mondiali nelle fonti energetiche rinnovabili. Dal 2014 il 99% dell’energia del Costa Rica proviene da fonti rinnovabili, addirittura per diversi mesi sono riusciti ad esser completamente autonomi nella produzione di energia verde. Nel 2017, il governo ha promesso di sradicare l’utilizzo della plastica monouso entro il 2021. Raggiunto questo obiettivo già nell’estate del 2018, il nuovo governo ha annunciato progetti ancora più grandi. Cercheranno di abbattere completamente le emissioni di CO2 entro il 2021.

ponte sospeso nella giungla del Costa Rica
Autore: Ben Ostrowera, Fonte: unsplash.com

Il Costa Rica in pillole:

  • Ha una popolazione: 4 890 371 e una superficie totale: 51.000 km2. Ha un clima tropicale e abbondanti risorse naturali che corrispondono al 5% della biodiversità del mondo.
  • È stato selezionato come Paese più verde nel 2009 dalla New Economics Foundation (NEF) ed è stato due volte riconosciuto come il Paese con le migliori prestazioni nell’indice Happy Planet di NEF.
  • Il Costa Rica è tra le nazioni più progressiste dell’America Latina. Sono state adottate particolare politiche per quanto riguarda l’eco-turismo, i suoi parchi nazionali sono ritenuti una delle più grandi attrazioni turistiche dello stato centroamericano.
  • Nel 2015 il paese ha trascorso 299 giorni senza bruciare carbone, petrolio o altri gas naturali. Per generare questa energia pulita è, stato utilizzato un mix di energia idroelettrica, geotermica, eolica e solare.
  • Essendo una zona tropicale, le piogge costanti aumentano la portata dei bacini per le centrali idroelettriche, mentre i vulcani alimentano le centrali geotermiche, permettendo l’autonomia dello stato del Costa Rica.
cascata nella giungla del costa rica
Autore: Isabella Jusková, Fonte: unsplash.com

Il background interno che consente il cambiamento

Dagli anni ’80 in Costa Rica si è consapevoli dell’importanza dei beni naturali locali e sono state attuate politiche per la salvaguardia della biodiversità costaricana. Un terzo del paese è diventato un’area protetta, grazie agli incentivi che vengono erogati per la riforestazione e il controllo dei boschi.

“Il paese è un raggio di luce – un leader mondiale nella democrazia, nella sostenibilità e nella crescita economica inclusiva”, ha scritto Joseph Stiglitz, economista americano e analista politico. Il Costa Rica viene anche indicato come “la Svizzera d’America”.

A causa della piccola popolazione, di un ridotto di un consumo di energia, ma soprattutto, grazie alla volontà della nazione, l’attenzione verso la sostenibilità ambientale rimane sempre alta.

Proteggere la comunità locale

Nel 1948, dopo la guerra civile, il presidente José Figueres Ferrer abolì le forze militari nel paese. Il Costa Rica è cresciuto fino a diventare il centro per la risoluzione e la prevenzione dei conflitti ed è anche stata incaricata dalle Nazioni Unite ad ospitare l’Università per la Pace.

Per proteggere la comunità locale, il Costa Rica ha aderito alla Wellbeing Economies Alliance, insieme a Scozia, Nuova Zelanda e Slovenia. Questi paesi, invece di potenziare la crescita del proprio PIL, cercano di promuovere politiche incentrate sul welfare. Stanno raggiungendo questo obiettivo implementando progetti per garantire migliori parametri di benessere per i suoi cittadini. Nel 1994 il paese ha modificato la sua costituzione, includendo la frase: “diritto a un ambiente sano per i suoi cittadini”.

Fiumi e vulcani per l’energia più pulita

energia eolica in costa rica
Autore: Christian Haugen, Fonte: flickr

“Basare la generazione – di elettricità – su risorse rinnovabili consente al Paese di raggiungere uno dei rapporti più bassi delle emissioni di gas serra rispetto al consumo elettrico del pianeta”, afferma il Costa Rican Electricity Institute. Negli ultimi 4 anni sono stati selezionati fiumi, vulcani, impianti eolici e impianti fotovoltaici come soluzioni alternative. Tre quarti dell’energia rinnovabile proviene da impianti idroelettrici sul fiume Reventazón, costruiti nel 2016 e attualmente il più grande complesso di impianti idroelettrici in America centrale.

Il problema della plastica

Come è stato annunciato durante la Giornata mondiale dell’ambiente del 2018, il governo costaricano prevede di sradicare l’utilizzo della plastica monouso nel paese entro il 2021, in favore delle alternative biodegradabili o riciclabili al 100%. Il programma è parzialmente supportato dal Programma di sviluppo delle Nazioni Unite.

Liberi dai combustibili fossili entro il 2021

strada del costa rica
Autore: Zach Castillo. Fonte: unsplash.com

Carlos Alvarado Quesada, il più giovane presidente del Costa Rica, è stato eletto nel 2018. Nel suo primo discorso, ha parlato del piano che intende attuare per ridurre le emissioni di CO2. Anche se la domanda di automobili è in aumento nel paese, ancora più del 60% del paese viaggia con autobus o treni diesel. Ciò costituisce un’ottima opportunità per l’elettrificazione, infatti il piano del presidente Quesada prevede che tutti i sistemi di trasporto pubblico funzionino con energie rinnovabili entro il 200° anno di indipendenza nel paese, 2021.

Il governo sta alzando le tasse sui veicoli elettrici, ma molte entrate del Costa Rica provengono da tasse sui combustibili fossili, che potrebbero limitare il flusso di finanziamenti del paese, contribuendo all’aumento del deficit del Costa Rica.

La legge non prevede il divieto di utilizzo dei combustibili fossili, ma di eliminarli gradualmente attraverso nuove politiche e incentivi. La neutralità climatica (carbon neutrality) consente l’uso di carbone, petrolio e benzina, ma a condizione che le loro emissioni di gas serra siano compensate con piantagioni forestali e politiche di riduzione dell’emissioni.

Monica Araya, esperta di sostenibilità ed economista costaricana, lavora insieme al governo per elaborare i piani d’azione da attuare in Costa Rica: “Sbarazzarsi dei combustibili fossili è una grande idea proveniente da un piccolo paese. Questa è un’idea che sta iniziando a ottenere supporto internazionale con l’ascesa di nuove tecnologie. Un paese che si sta già rapidamente allontanando dai combustibili fossili, concentrandosi sui trasporti – una delle ultime grandi sfide – potrebbe inviare un messaggio potente al mondo.”

Puoi vedere l’intera intervista qui:

Protezione dell’ambiente naturale

Nel 2012 il Costa Rica è diventato la prima nazione centroamericana a vietare la caccia sportiva e ricreativa, anche se in passato rappresentava un flusso significativo di entrate internazionali per il paese.

Ora cacciare qualunque specie per hobby può costare fino 4 mesi di carcere e multe di 3000 dollari. La caccia e la pesca sono consentite solo alla popolazione locale che vive di queste attività.

Il 30% delle foreste nel paese è protetto, grazie all’istituzione delle riserve naturali. La protezione degli oceani è particolarmente importante, vista la crescentetendenza allo smaltimento dei rifiuti e alla pesca eccessiva. Conservando gli spazi naturali, la flora e la fauna, il Costa Rica aiuta a preservare il futuro delle specie selvatiche e attira eco-turisti nel paese.

cartello avviso foresta in rigenerazione
Autore: The LEAF Project, Fonte: flickr

Stai pensando di visitare il Costa Rica e contribuire al grande sforzo del paese nei suoi progetti ambientalisti? Lasciati ispirare dalla lettura di attività eco-sostenibili che potresti fare mentre visiti il paese.

Se ci sei già, non dimenticare di dare un’occhiata alle fantastiche sorgenti termali naturali nascoste per tutto il territorio del Costa Rica!

Immagine di copertina: Autore: Dan Hadfield, fonte: unsplash.com


Autore: Giulia Fasano

Ciao, sono Giulia, studio biologia e insegno nelle scuole. Mi piace molto viaggiare anche se ho poco tempo per farlo, ma quando riesco a partire mi piace andare alla ricerca dei posti più strani e particolari della mia meta. Per me la biologia non è solo una materia da studiare, ma una vera e propria passione che sento di dover trasmettere a chiunque sia disposto ad ascoltarmi.
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