Tra le montagne delle Alpi piemontesi si trova la Valle Maira, una valle dove uomo e natura convivono da secoli. Le borgate della Valle Maira rappresentano alcuni dei villaggi alpini più suggestivi del Piemonte, piccoli centri in pietra arroccati sui versanti delle montagne e circondati da panorami spettacolari.
A differenza di molte località montane trasformate dal turismo di massa, questa valle ha scelto negli anni una strada diversa: puntare su un turismo lento, sostenibile e rispettoso del territorio. I piccoli villaggi sparsi lungo i pendii raccontano ancora oggi questa storia. Le case, costruite in pietra con tetti in lose e materiali del luogo, rappresentano un esempio di architettura alpina tradizionale perfettamente integrata con l’ambiente circostante.
Celle di Macra: il cuore storico della valle

Celle di Macra è uno dei borghi più caratteristici della valle. Piccolo e raccolto, negli ultimi anni ha puntato molto sulla valorizzazione culturale e ambientale del territorio.
Il simbolo del paese è la chiesa di San Giovanni Battista, che custodisce un prezioso polittico del pittore fiammingo Hans Clemer, artista molto attivo nelle valli alpine tra Quattrocento e Cinquecento.
Oggi Celle di Macra è anche conosciuta per il Museo dei Mestieri Itineranti, dedicato agli antichi acciugai e agli artigiani che partivano dalle valli per lavorare in tutta Europa.
Castellaro: il recupero delle architetture tradizionali
La borgata di Castellaro rappresenta un interessante esempio di recupero sostenibile. Molte abitazioni sono state restaurate mantenendo i materiali originali e le tecniche costruttive tradizionali, evitando trasformazioni invasive.
Le tipiche facciate a vela, i portali in pietra scolpita e i tetti in lose raccontano una storia architettonica che oggi viene valorizzata anche come patrimonio culturale.
Questi interventi dimostrano come sia possibile recuperare i borghi di montagna senza snaturarne l’identità.
Camoglieres: turismo lento tra natura e avventura

Tra le borgate più amate dagli escursionisti c’è Camoglieres, immersa in un ambiente naturale ancora intatto e selvaggio. Qui il turismo si sviluppa soprattutto attraverso attività a basso impatto ambientale, come:
- escursionismo
- arrampicata su roccia
- percorsi naturalistici
La presenza di sentieri e vie ferrate permette di vivere la montagna in modo attivo, ma senza grandi infrastrutture invasive.
Garini: fascino dei borghi abbandonati
Passeggiare tra le vie di Garini, permette di percepire concretamente la storia dello spopolamento montano e di osservare come la natura riprende possesso dei suoi spazi. Questo equilibrio tra uomo e ambiente rende il borgo un esempio perfetto di paesaggio alpino che vive di memoria e natura.
Camminando tra gli edifici, si possono ancora intravedere vecchie stalle, cucine con camini anneriti dal fumo, porte di legno consumate dal tempo e piccoli oggetti che raccontano frammenti di vita contadina.
Garini non rappresenta soltanto un luogo abbandonato, ma uno spazio in cui storia, architettura rurale e ambiente dialogano tra loro, offrendo ai visitatori l’opportunità di riflettere sui cambiamenti sociali delle comunità montane e sul rapporto tra uomo e territorio. In questo senso, Garini non è solo un borgo da osservare, ma un luogo che invita a immaginare il passato e a comprendere le dinamiche che hanno trasformato le Alpi negli ultimi decenni.
Serremorello: rinascita e tradizione



A pochi minuti da Garini, Serremorello offre un esempio concreto di rinascita alpina: molte abitazioni sono già state restaurate rispettando lo stile tradizionale, mentre altre sono ancora in fase di recupero. Il paese ospita una Cellula Ecomuseale dedicata agli antichi mestieri dei Bottai, che permette ai visitatori di scoprire tecniche artigianali tramandate nel tempo e di comprendere meglio la vita quotidiana delle comunità montane.
I sentieri che collegano la borgata offrono percorsi immersi nella natura, con panorami suggestivi sulla valle circostante e un’esperienza che intreccia natura e patrimonio culturale. Serremorello rappresenta così un modello di turismo sostenibile, dove tradizione, natura e comunità locale convivono in armonia, dimostrando come il recupero dei borghi montani possa essere fonte di valorizzazione culturale e sviluppo responsabile del territorio.
Chesta: un viaggio nel tempo

Nel poco conosciuto Vallone di Pagliero, sopra San Damiano Macra, si trova la borgata di Chesta.
Questo piccolo villaggio alpino racconta la storia dello spopolamento montano: alcune case sono state restaurate, altre rimangono suggestivi ruderi.
Camminare tra queste vie significa fare un vero viaggio nel passato, tra architetture tradizionali, boschi silenziosi e sentieri che salgono verso il panoramico Colle Birrone.
Borgata Sagna Rotonda: un modello di turismo sostenibile nelle Alpi
La Valle Maira è oggi spesso citata come esempio di turismo alpino sostenibile. Invece che puntare su impianti sciistici o grandi complessi turistici di massa, questa vallata piemontese ha investito nella valorizzazione dei sentieri escursionistici, nelle iniziative culturali legate alla tradizione occitana e nel recuperodei borghi abbondonati in modo ecosostenibile.
Un esempio eclatante è la Borgata di Sagna Rotonda, nel comune di Marmora, a circa 1.640 metri di quota. Questo antico insediamento alpino, risalente probabilmente al XVIII secolo, era stato progressivamente abbandonato nel corso del Novecento, come molti altri piccoli villaggi di montagna. Negli ultimi anni è stato recuperato e trasformato in ospitalità diffusa, mantenendo intatta l’architettura tradizionale e utilizzando tecniche costruttive e materiali naturali come pietra, legno di larice e calce naturale.
Oggi Sagna Rotonda offre alloggi autosufficienti immersi nella natura e rappresenta un punto di partenza ideale per escursioni, trekking e attività all’aria aperta nella Valle Maira. L’esperienza proposta è lenta e consapevole, a stretto contatto con il territorio, i suoi ritmi e le sue tradizioni.
Questo approccio permette di preservare il paesaggio alpino e allo stesso tempo di restituire vita a piccoli borghi che rischierebbero altrimenti di scomparire, dimostrando come il turismo sostenibile possa diventare uno strumento concreto di valorizzazione e rinascita delle aree montane.
La montagna come patrimonio da custodire



Le borgate della Valle Maira dimostrano che è possibile immaginare un futuro per le Alpi basato sulla sostenibilità e sul rispetto della natura. Alcuni di questi luoghi magici sono stati riportati in vita e trasformati in magnifiche ospitalità ecosostenibili, come la Borgata di Sagna Rotonda.
Qui il paesaggio non è solo uno scenario da ammirare, ma un patrimonio fragile da proteggere e custodire. Camminare tra le case in pietra, i boschi e i pascoli, permette di comprendere come per secoli le comunità alpine abbiano saputo convivere in armonia con l’ambiente.
Ed è proprio questo equilibrio che oggi rende la Valle Maira uno dei territori più autentici e affascinanti delle Alpi piemontesi.
Immagine di copertina: Borgata di Sagna Rotonda





