Lecce conquista al primo sguardo con la sua pietra color miele, le facciate barocche ricamate di dettagli e le piazze che sembrano scenografie. Ma basta allontanarsi per qualche ora dai percorsi più fotografati per accorgersi che sotto e intorno al celebre Barocco esiste un’altra città, altrettanto bella e sorprendente.
È la Lecce delle stratificazioni archeologiche, dei giardini nascosti, delle antiche vie sotterranee, dei quartieri popolari e dei paesaggi naturali alle porte del centro. Una città meno monumentale e più inattesa, dove può capitare di trovare un fiume sotto una casa, un santuario romano sotto un palazzo rinascimentale o un anfiteatro immerso negli ulivi.
Se stai cercando una Lecce insolita, ecco 10 luoghi da inserire nel tuo itinerario per guardare il capoluogo salentino da una prospettiva diversa.
Cosa vedere a Lecce oltre il Barocco?
Oltre alle grandi chiese e ai palazzi barocchi, Lecce offre musei archeologici, quartieri storici, giardini nascosti, siti sotterranei e aree naturali. Tra i luoghi meno conosciuti da scoprire ci sono il Museo Faggiano, Palazzo Castromediano Vernazza, le Giravolte, il giardino di Sant’Anna, il Parco di Belloluogo e il vicino Parco di Rudiae.
Sono luoghi che raccontano una Lecce diversa, fatta di tracce messapiche e romane, acqua sotterranea, antichi orti, pietra, vegetazione mediterranea e paesaggi rurali.
Per orientarti tra queste e le altre anime della città, puoi partire dalla nostra Guida a Lecce – Puglia e poi costruire un itinerario personale, mescolando i grandi monumenti con qualche deviazione meno conosciuta.
1. Il Museo Faggiano e la Lecce che vive sotto terra
A prima vista sembra una normale casa del centro storico. In realtà, sotto il pavimento di questo edificio di via Ascanio Grandi si nasconde una sorprendente stratificazione di storia.
Il Museo Faggiano è nato quasi per caso nel 2001, quando la famiglia proprietaria iniziò alcuni lavori per sistemare le tubature dell’edificio. Gli scavi portarono alla luce cisterne, tombe, pozzi, granai, camminamenti e altre testimonianze di epoche differenti, a partire dalla fase messapica,
Uno degli elementi più curiosi è l’acqua: nei sotterranei è possibile osservare il fiume Idume, il corso d’acqua che scorre sotto la città e che riaffiora molti chilometri più a nord, nei pressi di Torre Chianca.
2. Palazzo Castromediano Vernazza, sulle tracce della dea Iside
In una piccola piazzetta poco distante dal cuore della città si trova uno degli angoli più sorprendenti della Lecce nascosta: Palazzo Castromediano Vernazza.

La costruzione cinquecentesca, riconoscibile per la sua torre e per l’aspetto quasi fortificato, nasconde una storia ancora più antica. Durante i lavori di restauro sono emersi una strada con marciapiede di epoca messapica, cisterne e soprattutto i resti di un santuario romano dedicato a Iside.
Il santuario comprendeva anche un purgatorium, una vasca utilizzata nei rituali di purificazione, e testimonia la presenza del culto della dea egizia nella Lecce romana. È uno di quei luoghi che cambiano il modo di leggere la città: sopra, un palazzo rinascimentale; sotto, le tracce di una città ancora più antica.
3. Le Giravolte, il quartiere che cambia prospettiva
Per incontrare una Lecce più quotidiana, lasciati alle spalle le grandi piazze e entra nel dedalo delle Giravolte.
Il quartiere si sviluppa tra vicoli, piccole corti e case addossate le une alle altre. Qui la monumentalità lascia spazio a un’atmosfera più intima, fatta di passaggi stretti, muri in pietra e angoli che sembrano appartenere a un’altra epoca.
Tra le sue strade si incontra anche l’ex Conservatorio di Sant’Anna e, poco più avanti, il curioso Vico dei Sotterranei. Proprio qui sono stati individuati resti di una ricca domus del V secolo, con mosaici pavimentali conservati nel sottosuolo.
4. Il gigante del giardino di Sant’Anna
Tra le sorprese più inattese di Lecce c’è un albero. Nel piccolo giardino dell’ex Conservatorio di Sant’Anna, in via Santa Maria del Paradiso, cresce infatti un grande Ficus macrophylla, conosciuto anche come Ficus magnolioides. Le sue radici aeree si trasformano in nuovi tronchi e creano una struttura vegetale spettacolare, quasi architettonica.

L’albero è diventato uno dei simboli del recupero dell’ex Conservatorio: quando l’edificio era abbandonato, la sua presenza vegetale rappresentava quasi un segno di resistenza. Il progetto di recupero dell’edificio fu premiato nel 1998 con il Premio Centocittà, assegnato da una giuria presieduta da Renzo Piano.
5. Il Giardino Ognibene, un piccolo mosaico verde
Un altro spazio verde sorprendente si trova all’interno dell’ex Convento degli Agostiniani. Il Giardino Ognibene è stato recuperato e restituito alla città con un progetto che ha riportato nel complesso una ricca varietà botanica. Il giardino comprende un frutteto, piante aromatiche, orti ornamentali e una piccola vigna con vitigni autoctoni salentini come Malvasia nera, Negroamaro e Primitivo.
È uno spazio da vivere con lentezza, dove la vegetazione racconta il rapporto tra il convento e la terra e dove è possibile scoprire una dimensione agricola e botanica della città.
6. Il Parco delle Mura Urbiche, dove la città diventa verde
Le antiche mura di Lecce possono essere osservate anche da una prospettiva diversa da quella monumentale. Il Parco delle Mura Urbiche è uno spazio verde contemporaneo costruito intorno alle tracce della cinta muraria e agli strati archeologici che si sono accumulati nell’area nel corso di oltre duemila anni. Qui la storia non è stata isolata dal paesaggio: il parco alterna alberi, piante aromatiche e spazi di sosta alle testimonianze archeologiche.

Dal parco partono inoltre collegamenti verso altri spazi verdi della città, tra cui il giardino di Palazzo Giaconia, il Giardino Ognibene e il Parco di Belloluogo, formando un vero e proprio mosaico verde nella parte settentrionale di Lecce.
7. Parco di Belloluogo: una torre medievale tra ulivi e sorgenti
A pochi minuti dal centro cambia completamente il paesaggio. Il Parco di Belloluogo circonda una torre medievale costruita tra XIII e XIV secolo e offre un’atmosfera quasi rurale, con ulivi, fichi, mandorli, muretti a secco e costruzioni in pietra.

La parte più sorprendente, però, si trova ancora una volta sotto terra.
Accanto alla torre esiste un grande ambiente ipogeo scavato nella roccia, articolato in diversi vani. Le caratteristiche del luogo fanno pensare a un precedente insediamento rupestre; sulle pareti sono presenti graffiti bizantini, probabilmente legati alla presenza di monaci basiliani. La torre stessa conserva inoltre una piccola cappella con affreschi trecenteschi dedicati alla storia della Maddalena.
8. Rudiae, l’altra Lecce romana
Se l’anfiteatro di Piazza Sant’Oronzo è uno dei simboli della città, alle sue porte esiste un altro anfiteatro che molti visitatori non conoscono. Si trova nel Parco Archeologico di Rudiae, lungo la strada per San Pietro in Lama. Qui sorgeva l’antica città messapica di Rudiae, tradizionalmente associata anche alla figura del poeta Quinto Ennio. L’anfiteatro romano fu costruito nei primi anni del II secolo d.C., durante il regno di Traiano, e poteva accogliere quasi 8.000 spettatori.
La differenza rispetto all’anfiteatro del centro storico è notevole. A Rudiae l’archeologia si incontra con il paesaggio rurale: ulivi, muretti a secco, vegetazione mediterranea e il silenzio della campagna fanno da cornice ai resti monumentali.
9. Il Parco di Rauccio, quando Lecce incontra la natura
A nord di Lecce, lungo la costa adriatica, il Parco Naturale Regionale Bosco e Paludi di Rauccio protegge circa 1.600 ettari di territorio caratterizzati da boschi, zone umide, paludi e ambienti costieri.

Il cuore del parco è il Bosco di Rauccio, uno degli ultimi lembi della grande foresta di lecci che un tempo ricopriva questa parte della costa salentina. Poco distante si trovano la zona umida della Specchia della Milogna e il Bacino dell’Idume, importante anche dal punto di vista faunistico.
È una deviazione ideale se, dopo aver passato qualche ora tra chiese e palazzi, senti il bisogno di cambiare ritmo.
10. Torre Chianca e il Bacino dell’Idume
Il viaggio nella Lecce insolita può concludersi sul mare, ma non necessariamente sulla spiaggia più famosa. La marina di Torre Chianca prende il nome dalla torre di avvistamento cinquecentesca costruita dagli Spagnoli per difendere la costa dalle incursioni dei pirati. Oggi la torre è parzialmente diroccata, ma l’interesse maggiore della zona si trova nel paesaggio naturale che la circonda.

Qui si incontrano il Bacino dell’Idume, canneti, vegetazione tipica delle zone umide e una particolare vegetazione salmastra.
È un luogo interessante anche per capire il legame tra la Lecce sotterranea e quella costiera: l’Idume, che scorre sotto la città, riaffiora infatti proprio in questa zona.
Dove dormire green a Lecce e dintorni
Dopo una giornata trascorsa tra archeologia, vicoli e natura, puoi scegliere un’ospitalità che segua la stessa filosofia di viaggio lento e responsabile.

Tra le strutture Ecobnb della zona ti consigliamo:
- B&B Vico del Sole – nel centro di Lecce, a pochi passi dai principali monumenti, con accesso senza auto, colazione abbondante con prodotti locali e un arredamento che unisce pietra, legno e ferro battuto.
- Agriturismo Biologico Piccapane – nella campagna di Cutrofiano, con agricoltura biologica, energia solare, fitodepurazione, prodotti locali e ristorante vegano.
- Masseria Stali – a Caprarica di Lecce, immersa nella campagna salentina, con produzione di olio biologico, prodotti a km zero, percorsi naturalistici e camere confortevoli.
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