Guida a Lecce - Puglia

Il tacco d’Italia, cuore del Salento proteso fra due mari: Adriatico e Ionio. Il continuo scorrere delle onde sulle alte scogliere scolpite dal mare, le coste di sabbia bianca e il mare incontaminato rendono questo lembo di terra quasi incantato. Divenuto cool nel primo decennio degli anni duemila, il litorale leccese non è solo meta mainstream ma un vero Paradiso terrestre tutto mediterraneo…
Il Duomo di Lecce venne rimodernato in stile barocco, mantenendo pur sempre il preesistente stile romanico, nel XVII secolo
Duomo di Lecce, foto di han santing, via Flickr

 

1. Cosa vedere a Lecce

Un viaggio a Lecce significa un viaggio nella storia, da quella preistorica a quella medievale, dai capolavori del barocco leccese, alle antiche tradizioni dei maestri artigiani.

Tutto in una terra generosa e saporita, condita dall’amore dell’uomo per il mare e il sole.

Ben due mari a bagnarla, due potenti forze che si gettano l’una nell’altra nei pressi di Leuca: qui i due azzurri si uniscono a formare sfumature cobalto inimmaginabili.

Tante le grotte naturali, come la Grotta Zinzulusa.

La costa adriatica è sabbiosa e a tratti di roccia, tantissime le baie che si formano come piccoli gioielli incastonati sulle spalle degli abissi. Tutte da vivere e nuotare.

Piante di ulivi
Piante di ulivi in Salento, foto via Flickr

 

2. Il Salento e i dintorni

Il paesaggio è armonioso con dolci colline, occupa il cuore della provincia, ricco di borghi che testimoniano la presenza dell’uomo sin dalla preistoria.

Antiche civiltà provenienti da oltre mare, hanno fortemente segnato la cultura di questi luoghi, tanto che nella Grecia salentina, ancora oggi, si parla l’antica lingua Grika.

Vigneti e uliveti, geometrie di verdi coltivazioni, bassi muretti costruiti in pietra grezza, rigorosamente a secco disegnano i contorni delle tipiche masserie e dei dolmen e manhir, simboli dell’antichissima civiltà messapica.

Storia a cielo aperto, dove il Medioevo è raccontato dagli antichi borghi e dai portentosi castelli, mentre il Rinascimento si affaccia dalle residenze signorili, a ricordare i fasti e l’antico splendore del capoluogo.

Purpu alla pignata su crema
Purpu alla pignata su crema

 

3. I sapori e la cucina a km 0

L’offerta enogastronomica è infinita: oli, vini, formaggi, ortaggi, pasta fresca e tutti i sapori di una volta, frutto della lavorazione artigianale delle materie prime.

Cibo, cibo e ancora cibo, rigorosamente fresco, rigorosamente appena pescato. Partiamo dalle cozze salentine… Molti le considerano le migliori dello Ionio. Per assaggiarle freschissime e appena pescate non perdete a Porto Cesareo Nonno Vittorio…

Sempre in tema di pescato non si può dimenticare il “purpu alla pignata”: Polipo, pomodoro, cipolla, prezzemolo, olio e una bella pentola in terracotta. Piatto semplice e antico, grazie alla diffusione del polpo nelle coste salentine è divenuto un sempreverde.

Terminiamo il tuffo nelle bontà d’acqua con i ricci marini, molto diffusi su tutti i bassi fondali rocciosi delle coste della provincia di Lecce, da accompagnare a un paio d’etti di linguine fatte in casa. A dispetto della loro foggia sono succosissimi e dolci, fantastici mangiati freschi da Nonna Rosa a Muro Leccese e l’Angolo Blu a Gallipoli.

Per gli amanti delle verdure le fave nette con cicorie selvatiche sono una prelibatezza del tutto autoctona: un piatto contadino imperdibile: purea di fave con cicoria selvatica saltata. Si mangiava di lunedì, dopo la raccolta della cicoria che avveniva durante le passeggiate domenicali.

Le orecchiette e i minchiareddi sono protagoniste della pasta fresca in Salento. Le prime sono le più note, il secondo tipo di pasta invece spesso si mescola con il primo: si condiscono con pomodoro fresco e ricotta o cacioricotta. Da assaggiare assolutamente ad Aria Corte a Marittima di Diso Lecce.

Passando ai prodotti classici di rosticceria come dimenticare il rustico leccese e le pittule, frittelle di farina, acqua e lievito, spesso arricchite da verdure, pomodoro o pesce.

Per finire in bellezza la torta gelato delle feste, il famoso Spumone, preparato in occasione di rinfreschi nuziali e feste: esistono centinaia di varianti, ma sempre a forma di tronco di cono e con savoiardi o pan di Spagna bagnati con liquore, cioccolata a pezzi, zabaione al marsala e gelato alla nocciola o al cioccolato.

I faraglioni a Torre Sant'Andrea (Melendugno - Lecce)
I faraglioni a Torre Sant'Andrea (Melendugno - Lecce) , foto di Emanuele Petrachi, via Flickr

 

4. Natura, sport e itinerari lenti

Dopo Otranto, baie, insenature, falesie e grotte naturali disegnano il tratto costiero, un vero piccolo mondo per le immersioni subacquee.

A Santa Maria di Leuca, l’Adriatico lascia il passo allo Ionio con spiagge e fondali di sabbia finissima: l’acqua è talmente limpida da fare invidia alle cartoline caraibiche. Le stradine a strapiombo sono tutte da camminare.

Partendo dal porto di Otranto lungo le splendide coste salentine è facile lasciarsi coinvolgere in escursioni in barca a vela: alla scoperta silenziosa di grotte, baie nascoste, insenature, calette irraggiungibili se non in barca.

La costa ionica è quasi interamente sabbiosa con brevi tratti di roccia bassa caratterizzata da mare limpido con fondali sabbiosi bassi. Sullo Ionio si distinguono località a sud come Torre Vado e Ugento con una splendida marina, le insenature di Porto Selvaggio, Gallipoli e il pittoresco Porto Cesareo.

La linea ferroviaria Maglie-Gagliano del Capo è stata attivata nel 1910.
Poggiardo (Lecce) Ferrovie Sud-Est, foto di Paolo Margari, via Flickr

 

Dulcis in fundo, le FSE, le ferrovie del Sud Est, con suggestivi itinerari alla scoperta del Salento privilegiano i luoghi e i paesaggi dell’entroterra, la mobilità sostenibile e sono volti alla scoperta dei saperi tradizionali e delle identità locali. Una vera occasione di incontro tra persone, di condivisione della quotidianità del luogo, per viaggiare davvero senza lasciare traccia… 

5. Dove dormire in città e nei dintorni

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Testi di Angela Sebastianelli

Foto di Copertina: foto di Francesco, via flickr

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