Un luogo reso celebre da Game of Thrones, oggi è anche uno dei migliori esempi europei di gestione sostenibile dei flussi turistici. E dimostra che limitare gli accessi può significare proteggere la natura, migliorare l’esperienza dei visitatori e preservare un patrimonio unico per le generazioni future.

Ci sono luoghi che sembrano appartenere più all’immaginazione che alla realtà. San Juan de Gaztelugatxe è uno di questi.

Un piccolo isolotto roccioso affacciato sull’Oceano Atlantico, collegato alla costa dei Paesi Baschi da un ponte in pietra e da una spettacolare scalinata di 241 gradini che conduce a un antico eremo dedicato a San Giovanni Battista. Per secoli è stato meta di pellegrinaggi, luogo di devozione per pescatori e marinai e uno degli angoli più suggestivi della costa della Biscaglia.

Poi è arrivata una serie televisiva.

Nel giro di pochi anni questo luogo è passato dall’essere conosciuto soprattutto dagli abitanti della regione a diventare una delle destinazioni più fotografate della Spagna. Una trasformazione che avrebbe potuto comprometterne il fragile equilibrio naturale. Invece, grazie a una gestione lungimirante, San Juan de Gaztelugatxe è diventato un esempio concreto di come il turismo possa essere governato in modo sostenibile.

Se stai organizzando una visita, trovi tutte le informazioni pratiche nel nostro itinerario a piedi a San Juan de Gaztelugatxe, con il percorso, i tempi di percorrenza, i consigli per affrontare la salita e le indicazioni sulla prenotazione dell’accesso.

Quando una serie TV cambia il destino di un luogo

Nell’ottobre 2016, la tranquillità di Gaztelugatxe venne interrotta dall’arrivo delle troupe della HBO. Per alcuni giorni l’isolotto fu chiuso al pubblico per consentire le riprese della settima stagione di Game of Thrones.

Grazie agli effetti speciali, l’antico eremo lasciò il posto a un imponente castello: Dragonstone (Roccia del Drago), la dimora ancestrale della casata Targaryen e il luogo in cui Daenerys fa ritorno a Westeros. La celebre scalinata, il ponte in pietra e le spettacolari falesie della costa basca rimasero invece assolutamente reali, contribuendo a creare uno degli scenari più iconici dell’intera serie.

Quando gli episodi andarono in onda nell’estate del 2017, milioni di spettatori scoprirono per la prima volta San Juan de Gaztelugatxe. Nel giro di pochi mesi il sito entrò stabilmente negli itinerari di viaggio nei Paesi Baschi, diventando una delle attrazioni naturali più visitate della regione.

Quello che sembrava un enorme successo turistico iniziò però a mostrare anche il suo lato meno positivo.

Quando il successo rischia di diventare un problema

San Juan de Gaztelugatxe , vista del ponte in pietra e dello stretto percorso dall'alto

San Juan de Gaztelugatxe è un luogo spettacolare, ma estremamente fragile.

L’isolotto è collegato alla terraferma da un unico ponte e da una stretta scalinata. I sentieri attraversano un ambiente costiero delicato, caratterizzato da falesie, vegetazione autoctona e aree frequentate da numerose specie di uccelli marini.

Quando migliaia di persone percorrono ogni giorno gli stessi gradini e gli stessi sentieri, gli effetti non tardano a manifestarsi:

  • aumenta l’erosione del terreno;
  • cresce il disturbo alla fauna selvatica;
  • si formano lunghe code lungo la scalinata;
  • diminuisce la qualità dell’esperienza di visita;
  • aumenta il rischio di incidenti in un percorso già impegnativo.

Questo fenomeno ha un nome preciso: overtourism.

L’overtourism si verifica quando il numero dei visitatori supera la capacità di un luogo di accoglierli senza comprometterne l’ambiente naturale, il patrimonio culturale o la qualità della vita delle comunità locali.

Negli ultimi anni il fenomeno ha interessato città d’arte, spiagge, parchi naturali e montagne in tutto il mondo. Ne abbiamo parlato anche nel nostro approfondimento Overtourism: cause, conseguenze e soluzioni, dove analizziamo perché il turismo di massa rappresenta oggi una delle principali sfide per le destinazioni più popolari.

La domanda che le istituzioni basche si sono poste è stata semplice quanto fondamentale:

come continuare ad accogliere migliaia di visitatori senza compromettere un luogo tanto delicato?

La risposta: gestire i flussi, non vietare le visite

La soluzione scelta dalla Diputación Foral de Bizkaia non è stata costruire nuove infrastrutture o ampliare i sentieri.

È stata una scelta molto più intelligente: gestire il numero dei visitatori.

Nell’estate del 2018 è stata introdotta una piattaforma digitale che consentiva di prenotare gratuitamente la visita durante i periodi di maggiore affluenza. L’obiettivo era distribuire gli ingressi nell’arco della giornata, ridurre le code e alleggerire la pressione sull’ambiente naturale.

L’esperimento ha dato risultati così positivi che il sistema è stato progressivamente consolidato.

Dal 14 marzo 2020 la regolamentazione degli accessi è diventata parte integrante della gestione del sito. Oggi, nei giorni previsti dal calendario ufficiale, la visita richiede una prenotazione gratuita online e il numero massimo di visitatori ammessi è limitato a 1.462 persone al giorno, una soglia definita per conciliare la fruizione turistica con la tutela del patrimonio naturale e culturale.

Non si tratta di rendere il luogo esclusivo.

Al contrario.

L’obiettivo è permettere a chiunque di visitarlo senza trasformare l’esperienza in una lunga coda su una scalinata e senza compromettere uno degli angoli più preziosi della costa basca.

Questa scelta rappresenta uno dei principi fondamentali del turismo sostenibile: non massimizzare il numero di visitatori, ma la qualità dell’esperienza e la conservazione del luogo.

La capacità di carico: un concetto chiave del turismo sostenibile

stretto e suggestivo percorso di pietra con gradini verso l'eremo di San Juan de Gaztelugatxe

Dietro al sistema di prenotazione di San Juan de Gaztelugatxe c’è un principio fondamentale del turismo sostenibile: la capacità di carico turistica (tourism carrying capacity).

Ogni luogo, infatti, ha un limite oltre il quale la presenza umana inizia a produrre effetti negativi. Questo limite non riguarda soltanto l’ambiente naturale, ma anche la qualità dell’esperienza dei visitatori e il benessere delle comunità locali.

Nel caso di Gaztelugatxe, la capacità di carico è determinata da diversi fattori:

  • la conformazione dell’isolotto, collegato alla terraferma da un unico ponte;
  • la presenza della stretta scalinata di 241 gradini;
  • la fragilità della vegetazione costiera;
  • la necessità di tutelare le aree di nidificazione degli uccelli marini;
  • la sicurezza delle persone che percorrono il sentiero.

Per questo motivo il numero massimo di visitatori giornalieri non rappresenta una limitazione arbitraria, ma uno strumento di gestione basato sulla conservazione del sito.

Un’esperienza migliore anche per i visitatori

vista magnifica sul paesaggio dall'eremo di San Juan de Gaztelugatxe

Quando si parla di numero chiuso, molti pensano immediatamente a una restrizione.

In realtà accade spesso l’opposto.

Visitare un luogo meno affollato significa poterlo vivere davvero.

Significa fermarsi ad ascoltare il rumore dell’oceano invece delle voci della folla.

Scattare una fotografia senza decine di persone davanti all’obiettivo.

Camminare in sicurezza lungo la scalinata.

Godersi il panorama senza fretta.

La sostenibilità non migliora soltanto la natura.

Migliora anche l’esperienza di viaggio.

È una filosofia che ritroviamo in molte delle destinazioni raccontate su Ecobnb: viaggiare più lentamente, distribuire le visite durante l’anno, scegliere sentieri meno battuti e privilegiare esperienze autentiche rispetto ai luoghi “da spuntare” in una lista.

Gaztelugatxe non è un caso isolato

Negli ultimi anni sempre più destinazioni hanno introdotto sistemi di prenotazione o contingentamento degli accessi.

Le motivazioni sono sempre le stesse:

  • proteggere ecosistemi delicati;
  • ridurre l’erosione;
  • migliorare la sicurezza;
  • distribuire meglio i flussi turistici.

Succede, ad esempio, in alcune spiagge della Sardegna, dove il numero giornaliero di visitatori è limitato per preservare dune e habitat costieri. Anche diversi parchi naturali italiani e europei stanno sperimentando sistemi di prenotazione per i periodi di maggiore affluenza.

Non significa impedire alle persone di viaggiare.

Significa fare in modo che questi luoghi possano continuare a essere visitati anche tra venti o cinquant’anni.

Un viaggio nei Paesi Baschi oltre Game of Thrones

sentiero sul mare nei Paesi Baschi, vicino all'eremo di San Juan de Gaztelugatxe

Sarebbe però un errore fermarsi a Gaztelugatxe.

Chi visita questa parte della costa scopre rapidamente che il fascino dei Paesi Baschi va ben oltre il celebre scenario di Game of Thrones.

A pochi chilometri si trovano la Riserva della Biosfera di Urdaibai, riconosciuta dall’UNESCO, il porto di Bermeo, la spiaggia di Bakio e numerosi sentieri panoramici che si snodano lungo le scogliere affacciate sull’Atlantico.

Se stai organizzando un viaggio nella regione, ti consigliamo di leggere anche:

  • Paesi Baschi: idee per una vacanza sostenibile, con itinerari, esperienze nella natura e consigli per esplorare il territorio in modo responsabile.
  • Itinerari verdi lungo la costa basca, una raccolta di escursioni tra oceano, foreste e piccoli borghi di pescatori.
  • San Juan de Gaztelugatxe: itinerario a piedi fino all’isola di Game of Thrones, la nostra guida completa con descrizione del percorso, tempi di percorrenza e consigli pratici per organizzare la visita.

In questo modo potrai trasformare una semplice escursione in un viaggio più lento e consapevole, dedicando tempo anche ai luoghi meno conosciuti della costa basca.

Il turismo sostenibile è una scelta di equilibrio

Per molti anni il successo di una destinazione è stato misurato quasi esclusivamente contando gli arrivi turistici.

Oggi questa prospettiva sta cambiando.

Sempre più amministrazioni, gestori di aree protette e comunità locali si pongono una domanda diversa:

quante persone può accogliere un luogo senza perdere la propria identità?

È una domanda che riguarda tutti noi.

Perché ogni volta che scegliamo di visitare una destinazione possiamo contribuire a conservarla oppure, inconsapevolmente, ad accelerarne il degrado.

Prenotare una visita, rispettare un sentiero, scegliere gli orari meno affollati o fermarsi qualche giorno in più sono piccoli gesti che, sommati, fanno una grande differenza.

La vera lezione di Gaztelugatxe

eremo di San Juan de Gaztelugatxe, in primo piano il ponte di pietra con due persone a piedi che lo attraversano

Quando si raggiunge l’eremo di San Juan de Gaztelugatxe dopo aver percorso il ponte di pietra e i suoi 241 gradini, si capisce immediatamente perché questo luogo abbia conquistato il mondo.

Ma la sua storia ci insegna qualcosa di ancora più importante.

Il turismo sostenibile non consiste nel chiudere i luoghi o nel renderli accessibili a pochi privilegiati.

Consiste nel trovare un equilibrio tra il desiderio di scoprire il mondo e la responsabilità di conservarlo.

Gaztelugatxe dimostra che questo equilibrio è possibile.

Limitare gli ingressi non significa limitare le emozioni.

Significa fare in modo che anche chi arriverà qui tra dieci, venti o cinquant’anni possa provare lo stesso stupore davanti all’oceano, alle scogliere e a quell’antico eremo sospeso tra cielo e mare.