Nel corso degli anni, sempre più persone sono consapevoli del loro impatto sul Pianeta e sono alla ricerca di modi per rendere le loro vite più sostenibili ed eco-friendly.  In un periodo in cui il viaggio è diventato parte integrante della nostra esperienza di vita, sempre più turisti optano per vacanze rispettose dell’ambiente. I viaggiatori prediligono la scelta di eco-hotel per vivere un’esperienza senza sensi di colpa. Inoltre, partecipano ad escursioni più sostenibili per tutelare l’ambiente. Tuttavia, il crescente interesse verso il turismo sostenibile ha creato strumenti di marketing ingannevoli che sfruttano le buone intenzioni delle persone. Uno di questi è il greenwashing.

Cos’è il greenwashing?

Il greenwashing è un tipo di marketing ingannevole in cui un prodotto viene presentato come eco-friendly e rispettoso dell’ambiente senza fornire prove sufficienti a sostegno di queste affermazioni. In poche parole, il termine greenwashing si usa quando un’azienda comunica il suo impegno per ridurre l’impatto ambientale ma in realtà non fa nulla di concreto al riguardo.

I viaggiatori finiscono per sprecare i loro soldi in pubblicità ingannevole all’insegna di pratiche sostenibili che in realtà non esistono. Di conseguenza, potrebbero fare un tour più impattante rispetto alle loro aspettative, o soggiornare in un hotel i cui valori non sono in linea con quanto promesso.

Al contrario, le aziende responsabili lavorano duramente per costruire valori comuni per sé stesse e per la società. Si sforzano di offrire ai viaggiatori un’esperienza senza sensi di colpa, ecologica e memorabile.

Un piccolo gruppo di persone sedute in cima a una montagna che guarda il tramonto in lontananza.
Tutela l’ambiente partecipando a tour eco-friendly (Foto di Arthur Poulin, via Unsplash)

Perché il greenwashing si è diffuso nel turismo

Ci sono molte ragioni per cui questa strategia di marketing ingannevole sta diventando sempre più popolare e molte aziende turistiche fanno greenwashing. Uno degli obiettivi è quello di migliorare l’immagine del loro marchio, affermando di sostenere una buona causa. Ad esempio, un’agenzia di viaggi può dichiarare di essere rispettosa dell’ambiente senza riciclare, adottare pratiche sostenibili, o aiutare le comunità locali.

Dall’altro lato, alcune aziende fanno greenwashing involontariamente. Anche se sembra innocuo, ciò ha un effetto dannoso e non consete di raggiungere l’obiettivo comune di uno stile di vita sostenibile ed ecologico.

una persona immersa nella natura al tramonto
Evita il greenwashing e vivi un’esperienza di viaggio davvero sostenibile (Foto via Canva Pro)

L’impatto del greenwashing

Molte aziende che fanno greenwashing sono pienamente consapevoli che interessarsi ad una causa positiva è qualcosa che i clienti apprezzano, e ne traggono vantaggio ogni volta che è possibile. Ma i consumatori non sono gli unici a soffrirne. Tali attività irresponsabili mettono a repentaglio la credibilità dei futuri prodotti e servizi forniti da altre aziende. Inoltre, ciò ha conseguenze negative per una varietà di settori, non solo per il turismo.

Come identificare ed evitare il greenwashing nel turismo

Sfortunatamente, il greenwashing nel mondo del turismo può essere difficile da individuare (ed evitare) poiché la sostenibilità è un argomento piuttosto complesso. Per differenziare correttamente tra greenwashing e turismo sostenibile, dobbiamo esaminare attentamente le affermazioni nelle strategie di marketing per vedere se ci sono dati sufficienti per sostenerle.

una persona che fa ricerche sul computer
Per identificare (ed evitare) il greenwashing, ricerca e analizza la strategia di marketing dell’azienda (Foto di Canva Pro)

Le domande da porsi sono le seguenti:

  • Per l’azienda la tutela dell’ambiente è più importante del profitto?
  • L’azienda reinveste il profitto ottenuto nella comunità locale?
  • Il servizio offerto è veramente sostenibile?
  • L’azienda ha adottato pratiche rispettose dell’ambiente?
  • Le loro parole sono supportate da azioni concrete e visibili?

Segni inequivocabili di greenwashing nel turismo

1. Affermazioni vaghe

I clienti possono facilmente interpretare in modo errato il vero significato di tali affermazioni. Pertanto, se un’azienda promuove destinazioni ben conservate, ciò non significa che contribuisca a mantenerle tali.

2. Nessuna prova

Se non ci sono prove a sostegno delle sue parole, è molto probabile che l’azienda stia facendo greenwashing.

3. Immagini suggestive

Fai attenzione se un’azienda dispone di foto suggestive che comunicano un determinato messaggio, ma che non è chiaramente indicato in altro modo. Ad esempio, una pubblicità potrebbe mostrare una persona che pianta un albero in una foresta, ma non è detto che l’azienda contribuisca con tali azioni benefiche se non chiaramente indicato.

4. Etichette false

Evita i servizi con etichette “eco” e “green” che non forniscono prove significative per quanto riguarda le loro azioni rispettose dell’ambiente. Questa è una delle forme più comuni di greenwashing nel mondo del turismo poiché i clienti credono prontamente a tali etichette. In caso di dubbi, leggi la guida alle certificazioni ambientali per il turismo.

etichette che non forniscono prove significative per quanto riguarda le azioni rispettose dell’ambiente: green, bio, eco, natural
Esempi di etichette che non dimostrano la sostenibilità dell’azienda in quanto non specificano le pratiche sostenibili adottate (Foto via Canva Pro)

Conclusione

Il greenwashing nel mondo del turismo è un problema di cui tutti dobbiamo essere consapevoli per identificarlo ed evitarlo quando possibile.

Per individuare ed evitare il greenwashing, è importante esaminare la strategia di marketing dell’azienda ed identificare azioni a sostegno delle sue parole. Anche affermazioni vaghe, immagini suggestive ed etichette false sono elementi che suggeriscono la pratica del greenwashing da parte dell’azienda.

 

Immagine di copertina via Canva Pro


Autore: Stefania Angeli

Ciao! Sono Stefania, studentessa di "International Tourism and Leisure Industries" presso l'Università di Bologna. La mia passione per i viaggi nasce fin da bambina attraverso vacanze studio ed escursioni in Trentino, dove sono nata e cresciuta. Inoltre, vivere un anno negli Stati Uniti mi ha avvicinato a temi di sostenibilità ambientale, che stavano molto a cuore alla mia famiglia ospitante. Il mio viaggio preferito? Interrail in Scandinavia, perché basta poco per trascorrere un viaggio memorabile e contribuire alla conservazione dell’ambiente che ci circonda!
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