La maggior parte delle nozioni che abbiamo sul lupo sono solo pregiudizi. Scopriamo la verità su questo animale con la zooantropologa Margherita Buresta, e come dobbiamo comportarci se ne incontriamo uno.

Il lupo: favole come quelle di Perrault e i fratelli Grimm ci hanno insegnato ad avere paura di questo animale con gli occhi grandi e le zanne affilate che mangia le nonnine indifese. La maggior parte delle nozioni che abbiamo sui lupi sono solo pregiudizi, innestati nella nostra mente da secoli di ignoranza e paura nei confronti di questo bellissimo animale.

A lungo tacciato di essere un predatore pericoloso per l’uomo e le sue attività, il lupo è in realtà il parente più prossimo del cane. Caratterialmente, il lupo conserva la riservatezza e la timidezza dell’animale selvatico, poco abituato ad avere a che fare con l’uomo. Preferisce habitat boschivi, e ha un comportamento crepuscolare o notturno. In Italia sono presenti due sottospecie del lupo grigio: il lupo grigio appenninico e il lupo grigio euroasiatico,

Parliamo con Margherita Buresta, zooantropologa, specializzata in etologia animale, che ha studiato a lungo il lupo, per comprendere al meglio i comportamenti dei cani.

Margherita Buresta e il suo libro 'Dentro una nevicata', scritto insieme a Stefano Ciocchetti
Margherita Buresta e il suo libro ‘Dentro una nevicata’, scritto insieme a Stefano Ciocchetti

Hai scritto il libro “Dentro una nevicata” per raccontare un incontro particolare con i lupi

Nel libro racconto una storia vera, accaduta a Stefano, un fotografo naturalista che lavora sui monti Sibillini.

Un giorno, intento a seguire le tracce delle sue amate creature dei boschi, ha posato gli occhi su tre macchie scure lontane nella vallata. Inizialmente ha pensato che fossero dei sassi: era gennaio e con lo sfondo completamente bianco per la neve poteva essere una deduzione verosimile. Incuriosito decide di fermarsi per mettere a fuoco quella strana immagine e scopre che non erano delle pietre, ma dei lupi.

Emozionatissimo ha cominciato a scattare delle foto per immortalare quella scena. La sorpresa non finì lì perché poco dopo comparvero altri 5 lupi che trotterellavano a valle. A quel punto Stefano decide di avvicinarsi strisciando tra la vegetazione e riesce a scattare delle foto uniche nel loro genere dei lupi nella natura. Queste foto sono talmente peculiari che sono state pubblicate anche da National Geographic. Ovviamente tutto questo è accaduto naturalmente, nel pieno rispetto della natura e senza attirare gli animali con delle esche.

Per fare gli ultimi scatti Stefano si è nascosto sotto i rami di una ginestra, ma ad un certo punto si accorge che un lupo, dal fondo della valle, correva nella sua direzione, e che il resto del gruppo lo seguiva molto velocemente.

lupi sulla neve
foto via unsplash

Cosa ha deciso di fare Stefano a quel punto?

A quel punto Stefano decide di uscire dal suo nascondiglio per palesarsi alla famiglia di lupi. Il più vicino di questi si ferma a circa 30 metri da lui e l’unica cosa che il fotografo può fare è rimanere immobile con il cuore che gli batte all’impazzata nel petto. A quel punto si rende conto che ci sono ben 8 lupi attorno a lui. Gli animali si erano avvicinati semplicemente incuriositi e non hanno minimamente pensato di attaccarlo. Pian piano, perso l’interesse nei confronti dell’umano, si sono ritirati nella boscaglia fitta.

La storia ha avuto una grande risonanza mediatica perché da molto tempo non si vedevano lupi sui monti Sibillini.

Il lavoro che abbiamo fatto successivamente è stato di raccogliere le emozioni di Stefano in un libro, con le foto scattate quel giorno e corredarlo di notizie biologiche ed etologiche su questo splendido animale.

lupo nel bosco
Photo by Vincent van Zalinge on Unsplash

Cosa consiglieresti agli escursionisti che dovessero trovare a tu per tu con un lupo?

Il lupo ha un udito incredibile, si accorgerà della nostra presenza da chilometri di distanza: non si farà mai vedere da noi e ci eviterà. È un animale molto schivo, non si riesce a vederlo facilmente. Il lupo non attacca l’uomo neanche se ha fame, non rientriamo nell’ordine delle sue prede. Non rischiamo nulla andando in montagna, mentre potrebbe essere un problema per i nostri cani, sopratutto se di media o piccola taglia, se lasciati liberi e non a guinzaglio.

Un altro mito da sfatare è che i lupi stiano in branchi, nel caso di questo animale ci troviamo davanti a una famiglia formata da madre e padre con i cuccioli. La famiglia più numerosa che è stata avvistata in Abruzzo ed era composta da 14 esemplari, ma generalmente le famiglie si aggirano attorno a 6/7 individui. Nella zona dei monti Sibillini ci sono 16 famiglie per un totale di circa 70 lupi.

Il lupo appenninico è, inoltre, un grande selezionatore naturale di erbivori: quando caccia sceglie le sue prede tra gli individui più deboli, malati, gracili o vecchi. Questa funzione ai nostri occhi può sembrare crudele, invece è importante proteggerlo, perché effettuando questa selezione si attuano i meccanismi dell’evoluzione.

lupo
Canis Lupus italicus; Autore: Llorenzi; Fonte: commons.wikimedia.org

Tanti miti da sfatare quindi…

Anche il fatto che il lupo sia visto come  un assassino sanguinario e che uccida solo per il gusto di farlo è solo frutto della nostra fervida immaginazione. Quando si sente parlare di strage di ovini e caprini avviene perché il lupo entra nei recinti del bestiame e si trova in mezzo alla baraonda e morde stimolato anche dalle prede in continuo movimento.

Essendo un animale schivo e notturno, se ci sente arrivare nei sentieri do montagna, il suo primo pensiero non sarà di venire ad attaccarci, piuttosto quello di andarsene il più velocemente possibile.

Questo ovviamente se si tratta di un lupo e non di un ibrido tra cane e lupo. In quel caso l’animale perderà la sua naturale riservatezza, ma si comporterà come un cane. Gli ibridi tra questi due animali sono un problema creato dall’uomo con i cani che sono stati abbandonati o persi nei boschi.Questo è pericoloso anche per il lupo stesso, perché il cane potrebbe passare determinate patologie al lupo.

Non si sono mai comunque registrati attacchi veri e propri del lupo appenninico nei confronti dell’uomo. Se hanno una via di fuga il lupo sceglierà sempre di andarsene.

lupo
Autore: lpvva1; Fonte: commons.wikimedia.org

Ringraziamo Margherita Buresta per l’intervista e per le importanti informazioni che ha voluto condividere con noi.

Come comportarti se incontri un lupo

Ora che abbiamo approfondito la conoscenza di questo anumale, stiliamo un vademecum di azioni da fare (o non fare) in caso di incontro ravvicinato con un lupo o un suo ibrido.

cosa fare se incontri un lupo

  1. Non urlare, mantieni la calma, apri leggermente le braccia, questo ti farà apparire più grosso all’animale.
  2. Indietreggia molto lentamente, cambia direzione senza mai dare le spalle al lupo.
  3. Controlla i movimenti del lupo, ma evita di fissarlo negli occhi.
  4. Non correre, cammina lentamente.
  5. Mai sdraiarsi per terra a pancia in giù, questo verrebhe interpretato dal lupo come un segno di sottomissione.

Ti è mai capitato di incontrare questo animale? Scrivilo commentando il post!

Immagine di copertina: Photo by Michael Mazzone on Unsplash


Autore: Giulia Fasano

Ciao, sono Giulia, ho 29 anni e studio Biodiversità ed evoluzione all’Università di Bologna. Mi piace molto viaggiare anche se ho poco tempo per farlo, ma quando riesco a partire mi piace andare alla ricerca dei posti più strani e particolari della mia meta. Per me la biologia non è solo una materia da studiare, ma una vera e propria passione che sento di dover trasmettere a chiunque sia disposto ad ascoltarmi.
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