Design markets all’aria aperta, migrantour alla scoperta degli angoli più multiculturali di Bologna, mostre fotografiche e concerti, proiezioni cinematografiche e conferenze sui temi più attuali, dall’accessibilità, all’overtourism, dal cicloturismo alle migrazioni. Presentazioni di libri, itinerari tra le colline, passeggiate alla scoperta di angoli meno noti del territorio. Incontri con scrittori, fotografi, viaggiatori e artisti. E tante storie di viaggio lento da condividere, come quella di Mara, Niccolò e Pietro che hanno pedalato dalle due Torri Bolognesi al Globo di Capo Nord, inseguendo il tema della sostenibilità.

Quest’anno compie 10 anni, è il più importante Festival del Turismo Responsabile in Italia, che ha persino conquistato il prestigioso riconoscimento mondiale dell’Organizzazione del Turismo UNWTO per l’eccellenza e l’innovazione. Stiamo parlando di IT.A.CA’ migranti e viaggiatori, il Festival del Turismo Responsabile che prenderà il via a Bologna questo 25 maggio.

 

Un festival che invita al viaggio lento, che propone cammini, itinerari su due ruote o in barca, come opportunità di riscoperta di sé stessi e del mondo. Una manifestazione che parte da casa e arriva a casa (it a cà in dialetto bolognese significa sei a casa?): una qualsiasi casa, una qualunque Itaca da raggiungere. Una rassegna che suggerisce che non serve andare lontano per vivere l’avventura del viaggio, e ci dimostra che spesso sono proprio i territori più vicini a casa, quelli che sanno sorprenderci, e, dopo dopo averli scoperti, spesso ci chiediamo “davvero mi stavo perdendo questa bellezza?”

Dai Monti Dauni, al Parco Nazionale di quelli Sibillini, dal Gran Sasso al Salento, dalle città di Rimini, Reggio Emilia, Parma, Napoli, Ferrara, Pavia e Ravenna, ai territori del Trentino e del Monferrato, questa edizione del festival parlerà di valorizzazione paesaggistica, di mobilità dolce, di accessibilità universale, ma anche di rigenerazione urbana, e di migrazioni. Centinaia di appuntamenti sparsi su tutto il territorio italiano e diverse novità allargano gli orizzonti del festival IT.A.CÀ (ve ne avevamo già anticipato alcune qui).

IT.A.CA’ 2018: alla scoperta di una nuova geografia di Bologna

Dal 25 maggio al 4 giugno a Bologna ci aspetta così l’attesissimo lancio della decima edizione del Festival, nella città dove 10 anni fa’ aveva preso il via questo grande progetto. Ad attenderci mostre e mercatini all’aria aperta, convegni ed eventi in piazza. Camminate fluviali e migrantour alla scoperta di scorci insoliti della città. Mostre fotografiche e concerti, laboratori e geo-esplorazioni, degustazioni e proiezioni di film. Presentazioni di libri e itinerari tra le colline, incontri con scrittori, fotografi, viaggiatori e artisti. Momenti di riflessione su temi importanti e attualissimi, come l’overtourism, e progettualità per incentivare la creazione di imprese turistiche innovative e sostenibili.

Partiti dal basso dieci anni fa, ci prepariamo a festeggiare un traguardo importante con la convinzione di poter trasformare l’incoming in becoming, di coniugare la sostenibilità del turismo con il benessere dei cittadini, attraverso un ricco programma di eventi che dal centro urbano, invita a scoprire l’Appennino, immaginando una nuova geografia di Bologna” ci racconta Pierluigi Musarò, direttore di IT.A.CÀ e professore all’Università di Bologna.

Dal cuore della città all’Appennino, questa edizione del festival invita ad esplorare Bologna in modo nuovo, alla scoperta di un tramonto, di una città invisibile, di scorci segreti e di cieli stellati. Ci aspettano 11 giorni ricchi di emozioni, luoghi da scoprire, spunti di viaggio da seguire… e nuove idee di turismo responsabile da condividere!

Info: scopri tutti gli eventi della settimana IT.A.CÀ Bologna, dal 25 maggio al 4 giugno

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Autore: Silvia Ombellini

Sono un architetto con la passione del viaggio. Penso che sia sempre più urgente riuscire a vivere in armonia con l’ecosistema del quale siamo parte. Dopo la nascita del mio secondo bimbo è nato anche Ecobnb, un'avventura intrapresa per cambiare il modo di viaggiare, per renderlo più sostenibile, giusto e buono con l'ambiente, i luoghi e le persone che li abitano.
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