Cosa vi suggerisce il termine laufmaschine? Probabilmente nulla. Ma è grazie a questa invenzione, datata 1817, che il barone Karl Dries Von Sauerbronn ha dato vita a quella che può essere considerata l’antenata della nostra bicicletta.

Riproduzione di una laufmaschine presso lo Stadtmuseum di Karlsruhe, in Germania.
Riproduzione di una laufmaschine presso lo Stadtmuseum di Karlsruhe, in Germania. Via Wikimedia.

I 200 anni della bicicletta

Duecento anni e non sentirli! La bicicletta è un mezzo di trasporto senza età (fruibile da grandi e piccini) e la sua capacità di resistere nel tempo è certamente legata ai numerosi vantaggi connessi al suo utilizzo da quelli salutistici a quelli di rispetto e salvaguardia dell’ambiente.

La storia della bicicletta, per come la conosciamo oggi, può essere grossomodo suddivisa in due fasi principali: la prima databile intorno alla seconda metà dell’Ottocento in cui, grazie alle migliorie apportate da Michaux e poi da Guilmet, si passò dalla laufmaschine al primo velocipede in ferro, dotato di pedali, ruote gommate della stessa dimensione, di un sistema di trasmissione a catena centrale e di un pignone posteriore. In questa prima fase avere un velocipede era appannaggio esclusivo delle classi più agiate e l’uso che se ne faceva era strettamente legato alle competizioni di tipo agonistico tra cui la Parigi-Rouen che vide la partecipazione di alcune donne e in Italia la Firenze-Pistoia.

La seconda fase è collocabile tra la fine del XIX secolo e l’inizio del Novecento. In questi anni la concezione che si era affermata in precedenza subisce un mutamento: il velocipede non è più un oggetto legato alle competizioni di tipo agonistico ma si trasforma in mezzo di trasporto, educazione e cultura estremamente trasversale il cui utilizzo è allargato a tutti i componenti della famiglia, grazie anche ad una diminuzione del prezzo a cui viene venduta.

L’utilizzo di pneumatici in gomma e l’introduzione della “ruota libera”, che consente al ciclista di impostare in autonomia il suo ritmo di marcia, fanno sì che la bicicletta diventi un mezzo sempre più confortevole e adatto anche a viaggi medio-lunghi.

Evoluzione della bicicletta, nei suoi duecento anni di storia.
Evoluzione della bicicletta nei suoi duecento anni di storia, infografica via wikimedia.

È l’epoca in cui, anche in Italia, comincia ad affermarsi l’uso della due ruote legato al “touring”, il primo passo verso il cicloturismo.

A tutela di questa tipologia di turismo vengono fondati dei club, primo tra tutti il TCCI acronimo di Touring Club Ciclistico Italiano nato nel 1894 ad opera di un gruppo di 57 velocipedisti.

È grazie al TCCI che vengono realizzate le prime piste ciclabili in Italia e che nel 1897 vengono introdotti i primi cartelli stradali per identificare gli itinerari e le aree di interesse per i viaggiatori in bicicletta.

È l’inizio una vera e propria rivoluzione nell’ambito della cultura geografica popolare, grazie all’introduzione di mappe e testi dedicati si stavano ponendo le basi per un mutamento nella concezione del turismo moderno.

Nell’arco del Novecento, la bicicletta attraversa periodi alterni di fortuna. Durante la Grande Guerra il suo utilizzo è legato al trasporto del cibo oltre che agli spostamenti per recarsi sul luogo di lavoro; gli anni Sessanta, in cui la percentuale di persone con un reddito medio-alto è in notevole aumento, la vedono soppiantata dalla più comoda e confortevole automobile mentre, con l’avvento degli anni Settanta la bicicletta diventa lo strumento simbolo dell’anticonformismo.

Tra gli anni ’80 e ’90 dello scorso secolo, grazie ad un’ampia diffusione delle mountain bike, le vendite di biciclette subiscono una notevole impennata.

In questi stessi anni viene fondata la FIAB, Federazione Italiana Amici della Bicicletta, che promuove l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto intelligente ed ecologico a vantaggio di una riqualificazione dell’ambiente urbano ed extraurbano.

Gli incredibili vantaggi della bicicletta

Sia che venga utilizzata come mezzo di trasporto quotidiano o come strumento a supporto di un turismo sostenibile, i vantaggi legati all’uso della bicicletta sono molteplici.

E su questo secondo aspetto vale la pena di soffermarsi. La bicicletta è il mezzo di trasporto più ecologico che esista e il cicloturismo, come forma di turismo ecocompatibile, è in fortissimo aumento in questi ultimi anni.

La realizzazione di percorsi cicloturistici ha consentito di valorizzare territori e siti naturalistici non fruibili tramite altri mezzi di trasporto e ha contribuito al recupero di luoghi dismessi.

La FIAB ha inoltre collaborato alla realizzazione di due progetti di grande importanza in termini di cicloturismo: Eurovelo e Bicitalia.

Il primo, figlio di un progetto della EFC (European Cyclists’ Federation), si compone di 17 ciclo-itinerari che attraversano l’intera Europa e il cui scopo primario è quello di fornire un’alternativa al traffico motorizzato. Grazie alla fusione e alla valorizzazione di vie ciclabili pre-esistenti poi, porterebbe alla realizzazione di vie di transito ai ciclo-turisti provenienti da tutta Europa.

Eurovelo 3: la via dei pellegrini. Il percorso è lungo circa 4250 km e si estende dalla Norvegia alla Spagna attraversando le strade seguite dai pellegrini per recarsi nei luoghi di culto.
Eurovelo 3: la via dei pellegrini. Il percorso è lungo circa 4250 km e si estende dalla Norvegia alla Spagna attraversando le strade seguite dai pellegrini per recarsi nei luoghi di culto.

Per quanto riguarda Bicitalia siamo davanti ad un progetto il cui obiettivo è la realizzazione di una network nazionale di percorribilità incentrata sui collegamenti di ampio raggio, quindi sovraregionali, o di collegamento con i Paesi Confinanti.

La mappa della Rete Ciclabile Nazionale con tutti i tratti percorribili aggiornata al 2017
La mappa della Rete Ciclabile Nazionale con tutti i tratti percorribili aggiornata al 2017. Foto via http://www.bicitalia.org/it/bicitalia/la-rete-ciclabile-nazionale-bicitalia

Grazie alla Legge di Stabilità del 2016, che ha previsto numerose misure a favore della sostenibilità turistica, per Bicitalia sono stati stanziati 17 milioni di euro per l’anno 2016 e 37 milioni di euro per il 2017 e per il 2018 con priorità per la realizzazione della Ciclovia del Sole (Verona-Firenze), Ciclovia del Vento (Venezia-Torino), Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese (da Capostele a S.Maria di Leuca) ed infine per il Grande Raccordo Anulare.

L’impatto economico del cicloturismo

Il cicloturismo sembra avere notevoli ripercussioni anche sul piano economico: il suo indotto si aggira attorno ai 44 miliardi di euro annui, di cui 7 interamente generati dal circuito Eurovelo.

2.295 milioni di persone in Europa hanno infatti scelto di organizzare le loro vacanze su due ruote innalzando a 20,4 milioni i pernottamenti annui con una spesa di circa 9 miliardi.

A tal proposito la FIAB ha realizzato Albergabici, un circuito all’interno del quale inserire strutture ricettive che, grazie al rispetto di alcuni standard, risultano più adatte ad ospitare i cicloturisti.

Chi è il Cicloturista?

Ma chi è il cicloturista? E soprattutto, quali sono le sue esigenze di viaggiatore?

È certamente rispettoso dell’ambiente circostante, è autonomo e viaggia sia in coppia sia in solitaria. È molto organizzato anche se non disdegna indicazioni da parte di altri viaggiatori. Ha bisogno di privacy e di condizioni chiare, è affascinato da mete insolite e fa parte di comunità molto solide all’interno delle quali un ruolo importantissimo è giocato dal passaparola.

È solito fermarsi per una sola notte nei luoghi che fanno parte del suo percorso e ha necessità di lavare i suoi indumenti e di poter alloggiare con sé la sua bicicletta. Naturalmente ha bisogno di una colazione che lo rimetta in forze per affrontare il suo “ciclotour” e apprezza consigli in merito ad officine che possano fornirgli assistenza.

Chi è il cicloturista?
Foto via pixbar

Buon compleanno Bicicletta! Verso un futuro Ciclo-sostenibile

L’anno appena trascorso ci ha ricordato quanto la bicicletta abbia fatto e continui a far parte delle nostre vite e quanto il suo utilizzo sia di giovamento al nostro benessere fisico e a quello dell’ambiente circostante.

Coincidenze o forse no, nel 2015 l’Onu ha stabilito che il 2017 sarebbe stato l’Anno internazionale del Turismo sostenibile per lo sviluppo, dove con il termine “sostenibile” si intendeva individuare un modo di viaggiare rispettoso del pianeta in grado di non alterare l’ambiente e di non ostacolare lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche.

Non ci resta che sperare che le politiche avviate in Italia, per rendere il nostro Paese “ciclosostenibile”, vadano a buon fine (vista anche l’assenza di città italiane nella classifica stilata dalla Copenhagenize Design Co in merito alle città migliori in termini di viabilità ciclistica!!).

Nel frattempo ecco una lista di app utili per chi volesse approcciarsi al cicloturismo:

  • TRENTINO OUTDOOR: app realizzata da Alpstein Tourismus per Visit Trentino. Si tratta di un’applicazione dedicata al turismo in senso lato con un’ampia sezione dedicata al cicloturismo (gratuita)
  • CICLABILE DOLOMITI: incentrata sul percorso ciclabile che collega Dobbiaco a Calalzo di Cadore (gratuita)
  • BIKE CITY GUIDE: l’app è in inglese e purtroppo non è ancora stata messa a punto per città italiane. È funzionante in Austria, Germania, Olanda, Francia, Belgio e Svizzera ed è adatta a coloro che vogliono esplorare la città attraverso tour già organizzati o di confezionare un’esperienza su misura (gratuita)
  • CORONA IN BICI: se si ha in programma una gita nell’hinterland torinese è l’app giusta! È infatti realizzata sull’anello di circa 90 km che collega le residenze reali ai parchi metropolitani della città di Torino. Fornisce utili informazioni sul fondo del terreno e dà la possibilità di condividere impressioni e dritte con gli altri utenti (gratuita)
  • WARMSHOWERS: quest’app incarna appieno lo spirito del cicloturismo! È stata infatti studiata per costruire un network di cicloturisti all’interno del quale si scambia ospitalità (gratuita)
  • B.i.CYCLE: fornisce informazioni sull’itinerario selezionato, sulla velocità media e massima e dà la possibilità di consultare mappe accessibili sul sito OpenStreetMap (€ 7,99)
  • BIKE REPAIR: seguendo le guide e i tutorial messi a disposizione, il cicloturista potrà riparare la propria bici in autonomia (€2,99)
  • iCOLS: disponibile solo per iPhone è un database all’interno del quale sono state scelte le più belle salite d’Europa, al momento circa 1200 (€ 2,99)

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