Una ricerca rivela che anche le piante possono pensare, scegliere e ricordare.

Lo studio Secret life of plants (che potete leggere qui) dimostra che le piante sono molto più intelligenti di quanto pensiamo. Si parla di una forma rudimentale di intelligenza delle piante che ha permesso a questi esseri viventi di sopravvivere e propagarsi anche per migliaia di anni.

Le piante hanno un sistema di comunicazione interno che agisce in modo simile al sistema nervoso centrale degli animali: il sistema riceve un impulso elettrico, che viene elaborato, e quindi produce una reazione. E così le piante si adattano all’ambiente, alla quantità di luce e di acqua.

Ulivo centenario, foto di Pietro Di Bello, via flickr
Ulivo centenario, foto di Pietro Di Bello, via flickr

Negli anni, le piante hanno imparato ad interpretare i più diversi impulsi presenti nell’aria, grazie anche all’immagazzinamento delle informazioni. Perché la memoria non è prerogativa di uomini e animali, ma anche le piante possono ricordare.

In base ai ricordi e agli impulsi, gli esseri del regno vegetale possono anche scegliere in qualche misura cosa fare, è per questo che due piante identiche in condizioni identiche possono comportarsi in maniera diversa.

Le piante pensano?

 

Nonostante le apparenze e le credenze comuni, quindi, i vegetali sono in grado di pensare e di reagire agli stimoli esterni, di fare previsioni, e di agire di conseguenza.

Il primo a teorizzare l’esistenza di un cervello inferiore nelle piante fu Charles Darwin, e negli ultimi anni molti studi scientifici hanno avvalorato la sua tesi e fatto importanti scoperte nell’ambito della neurobiologia vegetale.

glia alberi pensano
foto via flickr

Foto di copertina: Massmo Relsig, via flickr

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Autore: Chiara Marras

Sono Chiara, 28 anni, una laurea in tasca e tanti progetti in mente. Credo fortemente nel web come punto di scambio e divulgazione e penso che uno dei temi più urgenti in questo momento sia l'eco-sostenibilità. Perché allora non riscoprire il viaggio come unione con la natura e con la cultura locale?
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