Il week end lungo di Pasqua avanza e non avete ancora deciso dove andare? Pensavate ad una fuga al mare, ma il tempo è incerto e non volete trovarvi su una spiaggia, da soli, in una desolata e grigia giornata di pioggia? Vorreste vedere le città d’arte italiane, ma poi…sempre città?

Viaggi Verdi ha pensato a un itinerario alla scoperta delle dodici ville dei Medici che proprio nel 2013 hanno ottenuto il titolo di Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco e, per celebrare degnamente, un bicchiere di un corposo rosso, un “gran toscano” che già i Medici sicuramente conoscevano ed apprezzavano.

Signore e signori, benvenuti alla corte dei Medici e nelle loro dodici ville

I Medici: una famiglia di mercanti, banchieri, papi, cardinali e persino raffinati letterati

I Medici, originari del villaggio di Cafaggiolo nel Mugello, emigrarono a Firenze all’inizio del XIV secolo. Accumularono grandi capitali e potere temporale divenendo in breve tempo i signori incontrastati di Firenze, ma ancora oggi, la loro fama é legata soprattutto all’ampia opera di mecenatismo di artisti, letterati, musicisti e sapienti che valsero a Firenze ed alla Toscana il titolo di “culla del Rinascimento”.
Furono raffinati esteti, appassionati amanti del sapere o scaltri mecenati capaci di intuire il peso dell’immagine e della parola nella gestione del potere?  Difficile a dirsi, ma è certo che, grazie a loro, l’Italia e l’Europa conobbero un’ effervescenza culturale ed un’ode alla bellezza in tutte le sue variegate forme che non ha ancora avuto eguali.
Tra le arti sostenute dalla famiglia anche l’architettura: le dodici ville che i diversi membri della famiglia, in tempi diversi, fecero costruire, ingrandire, abbellire e ristrutturare sono un esempio notevole del dinamismo artistico del periodo mediceo.

12 ville un titolo: Patrimonio Unesco dell’Umanità

Le dodici ville che la famiglia fiorentina ha lasciato rappresentano un unicum talmente speciale ed incredibile nel panorama mondiale da ottenere il titolo di Patrimonio dell’Umanità nel 2013 da parte dell’Unesco. Dodici ville, una per ogni mese dell’anno. O più semplicemente una villa per ogni capriccio di un signore dei Medici: uomini fieri, forti, coraggiosi e talvolta brutali. Uomini che ottenevano sempre ciò che volevano sia dai signori dell’aristocrazia e delle famiglie reali con cui trattavano che dagli umili servitori che li circondavano. E così accadde anche per la prima villa medicea di cui parliamo, ovvero:

Villa Ferdinanda o “la villa dai cento camini”

La leggenda narra che Ferdinando I Medici stava cacciando nella campagna quando raggiunse una collina. Da lì la vista era maestosa e Ferdinando mandò a chiamare il suo architetto favorito, Bernardo Buontalenti. Bernardo, dopo molti anni al servizio di Ferdinando, pensava di potersi ormai godere un meritato riposo, ma aveva sbagliato uomo a cui dedicare i suoi servigi. Una volta raggiunto il suo signore, Bernardo si sentì così apostrofare: “Bernardo, proprio qui dove siamo ora erigerai per me e la mia corte una villa magnifica” e se l’ordine non fosse stato abbastaza perentorio, pare che Ferdinando abbia anche aggiunto “e vedi che io non debba attendere troppo per questa villa”. La villa venne costruita in soli quattro anni; a voi ogni riflessione circa le tempistiche odierne di un possibile progetto del genere.
Il nome di “villa dai cento camini” deriva proprio dall’elevato numero di camini, non esattamente cento, dalle varie fogge.
Oggi la villa ospita eventi, convegni e qualche sposa ha avuto la fortuna di celebrare lì il giorno più bello della sua vita.

Info: Villa Ferdinanda in Artimino (Firenze), Tel. 0039 – 055 8751426

Il gran Toscano per la “Ferdinanda” é: Fontalloro di Felsina.
100% Sangiovese come i 10 camini della villa

La nostra “villa Toscana” preferita è “Tenuta San Vito”: colori e sapori toscani con un ‘attenzione particolare ai vegetariani

Castello di Trebbio: la fortezza di Giovanni delle Bande Nere

Ristrutturato nel 1427 dall’architetto Michelozzo Michelozzi per Cosimo de Medici, il castello era stato eretto quasi cent’anni prima, nel 1346.
Il nome del castello, Castello di Trebbio, viene dal latino “tre vie” dalla toponomastica del luogo: lì , alla base del Castello si incrociavano la via per Bologna, la via per Firenze e la via per il Nord Italia.
Dimora della famiglia di Giovanni delle Bande Nere, uno dei mercenari più feroci e crudeli che l’Italia ricordi, ma anche rifugio per Amerigo Vespucci che fuggiva la peste a Firenze, la fortezza ha conosciuto anni di oblio e di declino fino all’acquisto da parte di un privato.  Sede di eventi, convention e aperta per visite guidate vale davvero una visita.

Info: Castello di Trebbio in San Piero a Sieve (Florence), Tel 0039 – 055 848088

Il gran Toscano per ricordare Giovanni delle Bande Nere é: Cà Marcanda Promis Gaja 10% Sangiovese, 55% Merlot e 35% Syrah.
Gaja è la cantina regina del rosso piemontese, ma qualcuno ha davvero il coraggio di lamentarsi se il signor Gaja vuole mettersi alla prova con i toscani?

La nostra “villa” è a dire il vero un agriturismo: “Il Pino bioagricoltura”. Ci piace quando i campi di agricoltura organica ci circondano: è più facile capire cosa sia il km0.

Villa medicea di Cafaggiolo: cucinare nelle cantine dei Medici

Nata come fortezza e trasformata in elegante residenza di campagna per ospitare la famiglia dei Medici e tutti i loro amici ed alleati, la villa è stata più volte rimaneggiata. Eppure l’atmosfera medicea è ancora ben presente nei dettagli: le decorazioni e gli stemmi in “pietra serena”, i capitelli, i piccoli elementi architettonici che ingentilivano la fortezza e ne facevano luogo di piaceri e di delizie sono ancora visibili.
Oggi la villa ospita numerose attività tra cui visite guidate e scuola di cucina nelle cucine dei Medici.

Info: Villa medicea di Cafaggiolo, Barberino di Mugello(Florence)Tel 0039 – 055 847 9396

Il gran Toscano da sorseggiare mentre impariamo a cucinare: Ghiaie della Furba di Villa di Capezzana.
60% cabernet Sauvgnon 40% Syrah 40% Sangiovese

La nostra “villa” é “B&B i Villini”: 15 minuti dal fiume Arno, dal fiume Sieve e da Valleombrosa, ma anche da Firenze.

 

Villa Medicea di Castello: una passeggiata nel giardino più bello d’Europa

La villa è stata ristrutturata mille volte, come molte delle ville dell’area: ogni cambio di proprietà ha causato un cambio di funzione ed un cambio nella struttura dell’edificio ma forse, oggi, le trasformazioni possono dirsi concluse.
La villa è sede della “Accademia della Crusca”, la società italiana che studia la nostra lingua e che ne determina le sorti. E’ insomma qui che si decide se un insieme di suoni sentiti per strada possono trasformarsi in un neologismo degno di comparire nei documenti ufficiali.
La storia della nostra lingua e le sue continue evoluzioni non vi attraggono?
Provate solo a girare l’angolo e vi troverete di fronte a quello che il Vasari, storico e critico d’ate rinascimentale, ed anche lui frequentatore dei Medici, ha definito come ”il più ricco, il più grandioso ed il più bel giardino d’Europa” che ancora oggi raccoglie piante ed essenze sia locali che straniere, fiori, cespugli e, se non bastasse, statue in marmo, pietra e metalli più o meno preziosi del Gianbologna e della sua scuola.
L’accesso ai giardini è gratuito e di visitatori sono più che benvenuti. Abbiate, però, l’accortezza di verificare le aperture ed i dettagli contattando il Polo museale degli Uffizi per evitare di trovarvi a due passi dal paradiso e non poter accedere.

Info: Polo museale degli Uffizi, Castello (Firenze), Tel. 0039.- 055-452691

Il gran rosso da passeggio nei vialetti del giardino é: Bolgheri doc Villa Donoratico

La nostra “villa toscana” é “Fattoria di Poggiopiano”: se non avete mai dormito in una fattoria toscana del XVII secolo con vista sulla Valle dell’Arno, direi che è giunta l’ora.

 

Villa Medicea della Petraia: il palazzo di un imperatore per…un piccolo re

Vicino alla Villa Medicea di Castello sorge la Villa Medicea della Petraia.  Acquistata dal Cardinale Ferdinando, la quieta ed umile residenza di campagna venne trasformata in un palazzo degno di un imperatore. E tuttavia nessuno dei Medici divenne mai imperatore; Papa sì, la famiglia ne diede ben quattro al soglio pontificio, ma nessun imperatore. Eppure, il destino regale doveva essere in qualche modo iscritto nelle sue possenti mura: qui, infatti, soggiornarono Vittorio Emanuele II, re d’Italia, e la “bella Rosina”, la moglie morganatica. Ed anche loro, come è tradizione, imposero i propri diktat sulla costruzione, tra cui la copertura della maestosa corte centrale.

Info: Polo museale degli Uffizi, Castello della Petraia (Firenze), Tel. 0039 – 055-452691

Il gran rosso per una tale dimora non può che essere Antinori Chianti Classico

E la nostra “villa toscana” è “B&B La Martellina”: un mulino del secolo XIII per i vostri sogni reali.

 

Tenete gli occhi aperti: a breve altri consigli per non perdervi le ultime ville dei Medici  e i super Toscani con cui brindare.

 

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One thought on “Pasqua alla corte dei Medici: un itinerario tra i grandi rossi toscani per brindare alle Ville Medicee Patrimonio dell’Umanità Unesco

  1. Che dire? Spenta la Tv, una piacevole lettura ed ecco che già mi sento in viaggio, in un terra dove tutto sapora di antico, tra arte, cultura, bellezze naturali e specialità gastronomiche. È come respirare le stesse atmosfere, vivere le stesse sensazioni, ripercorrere gli stessi sentieri che furono di antiche generazioni di genti locali, e dei grandi casati che del luogo scrissero la storia, attraverso i loro pensieri, le loro opere e azioni, le loro storie, vite e intrighi. Don Pietro de’ Medici, il figlio minore del granduca Cosimo I, fu una delle personalità più fosche di tutta la storia del casato mediceo. Viaggiò in Spagna, dove prese l’epiteto di “Don” e nessun cronista ci risparmia la sua cattiva fama di persona violenta, viziosa, prepotente e scialacquatrice.

    Nel 1576 si sposò con Dianora di Toledo, sua cugina da parte di sua madre Eleonora di Toledo. La loro storia amorosa non fu felice: due persone di indole completamente diversa, alla raffinata damigella Pietro avrebbe preferito la compagnia di donne di malaffare scelte come amanti.

    Abbandonata al suo destino la sposa iniziò a frequentare per caso il gentiluomo Bernardo Antinori, appartenente a una nobile famiglia fiorentina. Traditi da alcune missive intercettate, furono scoperti da Pietro, che decise di liberarsi una volta per tutte di quella moglie che era ostacolo alla sua vita dissoluta e motivo di infamia. Scelse il modo più brutale: rimasto solo con essa nella villa di Cafaggiolo la soffocò con le sue stesse mani tramite un “asciugatoio”, come riportano i documenti dell’epoca.

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