Mi piace scoprire nuove realtà, anche quelle che mi mettono più alla prova e vanno vacillare le mie sicurezze. E questa è una di quelle volte in cui la sfida è stata ed è davvero intensa.

Quando mi hanno chiesto di scrivere sugli “eco – villaggi” (o ecovillaggi) pensavo di dover scrivere un pezzo che, in un certo senso, ci aiutasse a mettere a tacere le nostre coscienze di eco viaggiatori dalle vite cittadine: mi immaginavo di scovare una serie di villaggi turistici e resorts in località più o meno amene, più o meno remote, in cui suggerirvi di passare le vostre vacanze nel segno di un rispetto dell’ambiente che, se non totale, doveva essere almeno elevato, così da poter tacitare i sensi di colpa che il nostro vivere quotidiano scatena.  Ed invece un “eco – villaggio” è una realtà diversa e “globale”, termine che ci piace molto oggi: non vai in un ecovillaggio per fare una vacanza e ricaricarti le batterie in un ambiente pulito, o comunque questa è davvero la punta dell’iceberg.

Un “ecovillaggio” è una comunità con una forte attenzione all’ecologia e alla sostenibilità non solo ambientale ma direi anche umana.

 

Eco-village: uno, nessuno e centomila!

O per citare ancora Pirandello “Come tu mi vuoi”.Un eco villaggio può avere forme diverse: può essere una realtà urbana, suburbana o rurale, può essere minuscolo ed avere pochi residenti oppure essere di dimensioni più ragguardevoli ed arrivare a qualche centinaia di abitanti. Alcuni villaggi sono nati dalla “deviazione” di un piccolo borgo o quartiere che ha deciso di darsi forme di organizzazione e di gestione basate su una maggiore partecipazione alla vita dell’intera comunità. Altri villaggi, invece, sono sorti fin dalle prime pietre con l’intento di essere “altro”, di essere “nuove e diverse forme di comunità”. Il livello ed il grado stesso di “comunità” e di “condivisione” può variare molto da un villaggio all’altro. Pur tuttavia possiamo definire una linea comune: l’idea che una nuova società sia raggiungibile e che ognuno può fare la sua parte.

 

Gli eco villaggi in Italia: dalla “Comunità degli elfi” attorno a Pisa agli abitanti di “Urupia”.

Lasciare le proprie sicurezze, i propri ritmi, massacranti ma ben noti e familiari, cambiare cerchia di amici e lavoro: un vero shock, non c’è che dire. Tra gli “ecovillagisti” qualcuno affronta il passaggio pieno di entusiasmo, di progetti, di sogni e di speranze. Altri portano con sé un senso di distacco anche doloroso e di timore per qualcosa che è sconosciuto, ma tutti hanno ben chiaro un punto: un cambiamento è necessario.

 

Gli “Elfi” di Sambuca Pistoiese (Pisa): dalle fiabe alla realtà.

Traggono il loro nome dai personaggi omonimi delle saghe nordiche, gli Elfi,  capaci di vivere in totale armonia con la Natura. E così gli “Elfi” italiani vivono nel pieno rispetto della Natura, dei suoi ritmi condividendo i mezzi di produzione della comunità. La comunità degli Elfi è uno dei primi esperimenti di eco-villaggi in Italia: oggi la comunità conta 4 villaggi e 14 “rustici”  in cui si vive senza elettricità (niente TV of course!) e riscaldamento ed illuminazione sono assicurati dal Sole e dal fuoco. La produzione agricola, sia di coltivazione che di allevamento, serve per l’autosostentamento e gli Elfi sono molto attivi anche nei lavori di ristrutturazione, manutenzione e di recupero delle abitazioni. Curiosità: contrariamente a quanto si possa credere, la comunità è aperta all’esterno. Recentemente si sta ristrutturando un centro destinato a diventare un centro polivalente in cui i bimbi della comunità ed i bimbi locali andranno a scuola condividendo un insegnamento in parte gestito da insegnanti “elfici” ed in parte da maestre e professori statali. Un bell’esempio di condivisione e di partecipazione senza pregiudizi da entrambe le parti.

Comune di Urupia – Francavilla Fontana (BR): attenzione alle marachelle dell’Uru.

Urupia significa sia “marachella dell’Uru” che “l’utopia dell’Uru” e l’Uru è, nuovamente, un personaggio magico, che vive nella Natura, un altro elfo. Costituitasi nel 1995 partendo da un ovile, oggi Urupia si è ingrandita e i suoi 23 ha di terreno sono coltivati ad olivi, piante da frutto, verdure e vigne , dopotutto siamo nella ricca e fertile Puglia.

 

Pecora Nera- Raveo (UD): il ruggito della Pecora Nera!

Il primo è stato Devis: un tecnico IT che fugge dal mondo delle macchine per vivere nella Natura e dei suoi frutti. Paradossale, non credete? Il più tecnologico e nerd di tutti che abbandona la tastiera per la zappa.E poi è arrivata Monica, dalla ridente pianura bolognese: Monica abbandona un impiego full time a tempo indeterminato, un miraggio per molti oggi, per un’avventura in un piccolo villaggio di montagna in una regione diversa dalla sua con un solo progetto: vivere nella Natura. Ed oggi Devis e Monica vivono  a Raveo, in Friuli e la Natura è la loro compagna quotidiana. La maggiore attività del loro mini ecovillaggio è l’agricoltura: Devis coltiva zucchine, carote, melanzane, fagioli di specie di cui si è perduta traccia, mais con cui fare una polenta di un colore giallo sole intenso e patate…con il buco. No, non si tratta di una nuova specie o di una vecchia specie riscoperta. E’ solo il “grillo talpa” che “si sbaffa” senza alcun convenevole la parte centrale delle patate di Raveo. Siete pronti ad aiutare Devis nella battaglia contro l’insetto? Basta che teniate d’occhio il blog di Pecora Nera per verificare quando e come Devis e Monica possono ospitarvi e preparatevi a guadagnarvi la vostra polenta.

La Comune di Bagnaia, Siena: 35 anni di vita e pronti per nuove sfide nel mezzo del cammin di nostra vita!

Nata nel 1979 perseguendo pochi chiari principi, la Comune di Bagnaia si è aperta alle istanze eco poco dopo. Ecco i princpi che a tuttoggi ispirano le “Comunarde” così come i membri amano definirsi:

  • Ricerca di nuove forme di relazione tra gli esseri umani basate su solidarietà, amicizia, affetto e fiducia.
  • Parità tra i sessi.
  • Condivisione dei beni del singolo con la comunità e dei beni dell’intera comunità
  • Nuove forme di partecipazione alla vita sociale ed economica basata sull’assunzione di responsabilità e sulla ricerca del consenso.

Troppo bello per essere vero? Andate a vedere con i vostri occhi. Contattate “La Comune di Bagnaia” a lacomune.bagnaia@libero.it

 

Eco Village Lumen, San Pietro in Cerro (Piacenza): vivere in salute ed armonia si può!

Se “le cure naturali alternative” sono state il motivo fondante della comunità, in breve la comunità non ha potuto restare sorda ad altre istante importanti, tra cui

  • promozione culturale e sociale dei cittadini
  • promozione democrazia e solidarietà in tutte le relazioni umane
  • promozione ricerca della libertà
  • promozione dello studio dell’essere umano in senso olistico

Oggi Lumen si è evoluta e cresciuta e offre un’ampia gamma di servizio e di possibilità:

  • Scuola di naturopatia (3 anni)
  • Corsi e seminari di approfondimento sulle tecniche naturali di cura non convenzionali
  • Accademia di Wellness
  • Scuola di cucina naturale

E se volete avere le idee un po’ più chiare, tenete d’occhio gli eventi dell’ecovillaggio Lumen

Pensate che queste esperienze siano solo “roba da hippies” e da giovani persi tra i fumi della marijuana e magari dell’alcol? Errore gravissimo. Oggi molti di questi progetti sono il terreno fertile su cui si poggiano esperimenti sociali ed economici che mirano ad integrare o sostituire modelli di vita sempre meno validi e malati come quelli attuali. Si tratta di sfide dalle potenzialità immense ed inaspettate che partono proprio da questi esempi così bohemien:

 

“La vita in comune delle pantere grigie”

L’ Associazione “SM Gianfranco Imperatori Onlus” di Roma ha proposto un progetto definito  “silver cohousing” , ovvero di “vita in comune” per molti “vecchi giovani” come si definiscono ora. Il progetto ha dei risvolti economici molto concreti e da non sottovalutare:

  • Disponibilità nel patrimonio immobiliare di molte unità abitative, spesso sovradimensionate per il singolo abitante,
  • Riduzione dei problemi legati alla solitudine ed all’esclusione sociale sofferta da questa fascia della popolazione
  • Riduzione delle ospedalizzazioni che sono sempre più sovente causate da disturbi legati ai problemi di cui sopra ed alla mancanza di assistenza che invece, con il cohuosing, sparirebbe.

Credete sia ancora un ‘utopia priva di legami con il mondo reale? Eppure già il cinema si è accorto del potere della vita in comune: “Et si on  vivait tous ensemble?”

 

“Fuga dalla città”

La municipalità capitolina nel 2009 ha pubblicato un progetto di vendita di alcuni appezzamenti dell’Agro Pontino con una chiara preferenza per eventuali acquisti da parte di sostenitori di progetti di cohousing basati sul recupero di immobili già presenti sul territorio; ancora una volta la necessità di progettare spazi diversi da quelli della città e con modalità di vita diverse da quelle convenzionali.

Iniziate a pensare che si, vi piacerebbe provare? Date un ‘occhiata al sito degli eco villaggi riuniti in rete  e scegliete il modello di vita in comunità che più vi assomiglia e forse sarà l’inizio per qualcosa di unico!

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