Ridurre i consumi energetici è una delle sfide più importanti per chi gestisce una struttura ricettiva. Hotel, agriturismi, B&B e piccoli alberghi devono affrontare costi legati soprattutto al riscaldamento, alla climatizzazione e alla produzione di acqua calda sanitaria.

Investire nell’efficienza energetica permette di contenere le spese di gestione, migliorare le prestazioni degli edifici e ridurre le emissioni associate all’attività turistica. Ma quali interventi conviene realizzare e quali incentivi sono disponibili per finanziare questi investimenti?

Con l’avvicinarsi dell’entrata a regime del sistema europeo ETS2, prevista per il 2028, e con le agevolazioni disponibili nel 2026, programmare la transizione energetica può diventare anche una scelta strategica per la competitività delle imprese turistiche.

Efficienza energetica: perché investire oggi

Investimenti per migliorare l'efficienza energetica degli edifici
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Dal 2028 è prevista la piena operatività dell’ETS2, il nuovo sistema europeo di scambio delle quote di emissione che interesserà anche i combustibili utilizzati negli edifici e nel trasporto stradale.

L’ETS2 non introduce un’imposta che ogni hotel, B&B o agriturismo deve pagare direttamente in base ai propri consumi di gas o altri combustibili. Il sistema prevede infatti obblighi di monitoraggio e acquisto delle quote di emissione in capo ai fornitori di combustibili, non ai consumatori finali. Il costo potrebbe però riflettersi sui prezzi dei combustibili e, indirettamente, sulle bollette delle strutture.

Per le imprese che utilizzano gas naturale o altri combustibili fossili per riscaldare gli ambienti e produrre acqua calda, ridurre i consumi e migliorare le prestazioni energetiche degli edifici rappresenta quindi una scelta lungimirante.

Non si tratta soltanto di prepararsi ai cambiamenti normativi, ma di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, limitare l’esposizione alla volatilità dei prezzi energetici e rendere le strutture più efficienti e competitive.

Quali interventi possono fare la differenza?

Soluzioni per ridurre i consumi energetici di una struttura ricettiva
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Per una struttura ricettiva, il percorso verso una maggiore efficienza energetica può partire da interventi diversi, da programmare in base alle caratteristiche dell’edificio, ai consumi e al budget disponibile.

  • Isolamento termico: migliorare l’isolamento di pareti, coperture e solai permette di ridurre le dispersioni di calore in inverno e il surriscaldamento degli ambienti in estate.
  • Serramenti efficienti: sostituire finestre e infissi obsoleti contribuisce a migliorare il comfort interno e a contenere i consumi per il riscaldamento e la climatizzazione.
  • Pompe di calore: sostituire impianti di riscaldamento alimentati da combustibili fossili con sistemi a pompa di calore può ridurre i consumi energetici e le emissioni, soprattutto se abbinato a un edificio ben isolato.
  • Fotovoltaico e sistemi di accumulo: produrre energia rinnovabile sul posto e utilizzarla nelle ore di maggiore fabbisogno permette di ridurre il ricorso all’elettricità acquistata dalla rete.
  • Gestione intelligente degli impianti: termostati programmabili, sensori di presenza e sistemi di controllo permettono di regolare riscaldamento, climatizzazione e illuminazione in base all’effettivo utilizzo degli ambienti.
  • Illuminazione efficiente: sostituire le lampade tradizionali con LED e adottare sistemi di accensione automatica aiuta a ridurre gli sprechi.

Un primo passo utile è realizzare una diagnosi energetica o un’analisi dei consumi, per individuare gli interventi prioritari e stimare i risparmi potenziali. In questo modo è possibile costruire un piano di investimento graduale, evitando lavori poco efficaci o non adeguati alle caratteristiche dell’edificio.

Per approfondire gli interventi di efficientamento energetico applicabili al settore dell’ospitalità, ENEA in collaborazione ha pubblicato il volume gratuito “Alberghi – Quaderni dell’efficienza energetica”. La guida propone indicazioni per le diagnosi energetiche, il monitoraggio dei consumi e la valutazione degli interventi di miglioramento.

Gli incentivi per l’efficienza energetica nel 2026

Incentivi e strumenti finanziari per gli investimenti energetici delle imprese
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Per sostenere gli investimenti nella riqualificazione energetica esistono diverse agevolazioni e strumenti finanziari. Non tutti sono rivolti agli stessi beneficiari o finanziano le medesime tipologie di intervento: è quindi importante verificare requisiti, condizioni di accesso e possibilità di cumulo prima di avviare un progetto.

Tra le misure da valutare nel 2026 troviamo il Conto Termico 3.0, la Nuova Sabatini e il nuovo iperammortamento. A queste si affiancano strumenti di finanziamento come il leasing e il noleggio operativo.

1. Conto Termico 3.0

Interventi di riqualificazione energetica e sostituzione degli impianti di riscaldamento
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Il Conto Termico 3.0, gestito dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), è uno strumento che prevede contributi a fondo perduto per interventi di efficienza energetica e produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

La misura è rivolta a diverse categorie di beneficiari, tra cui pubbliche amministrazioni, soggetti privati e imprese, secondo le condizioni previste dal decreto. Per le imprese, l’intensità dell’incentivo varia in funzione della dimensione aziendale, della tipologia di intervento e delle eventuali maggiorazioni applicabili.

Tra gli interventi che possono interessare anche il settore dell’ospitalità rientrano:

  • Riqualificazione energetica degli edifici e miglioramento dell’isolamento termico.
  • Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con sistemi più efficienti, comprese le pompe di calore.
  • Installazione di sistemi di regolazione e controllo degli impianti.
  • Installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo, quando previsti in abbinamento agli interventi e alle condizioni stabilite dal decreto.

Per le imprese, gli incentivi relativi agli interventi di efficienza energetica del Titolo II partono da un’intensità massima del 25% dei costi ammissibili, che può aumentare in caso di interventi combinati e grazie alle maggiorazioni previste, fino a raggiungere il 65% in specifiche condizioni. Per la sostituzione degli impianti di climatizzazione sono previste percentuali differenti.

Per gli edifici del settore terziario, come quelli destinati all’attività ricettiva, possono essere richiesti specifici requisiti di miglioramento della prestazione energetica e documentazione tecnica, tra cui l’Attestato di Prestazione Energetica prima e dopo gli interventi.

È quindi importante verificare attentamente la tipologia di edificio, i requisiti del beneficiario e gli interventi ammissibili prima di presentare la domanda.

Per approfondire: Conto Termico 3.0 – GSE.

2. Nuova Sabatini: sostegno agli investimenti delle PMI

La Nuova Sabatini è una misura del Ministero delle Imprese e del Made in Italy pensata per facilitare l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese che vogliono acquistare macchinari, impianti, attrezzature e tecnologie nuove.

La misura prevede un contributo ministeriale collegato a un finanziamento bancario o a un’operazione di leasing finanziario. Tra gli investimenti ammissibili rientrano anche quelli green, destinati a migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi.

La Legge di Bilancio 2026 ha rifinanziato la misura con 650 milioni di euro complessivi per il biennio 2026-2027: 200 milioni per il 2026 e 450 milioni per il 2027.

Per una piccola impresa turistica può essere uno strumento da valutare per alcuni investimenti in attrezzature e impianti, purché rispettino i requisiti previsti dalla misura. Non tutti gli interventi di riqualificazione energetica o gli impianti fotovoltaici sono automaticamente ammissibili.

Per maggiori informazioni: Nuova Sabatini – MIMIT.

3. Iperammortamento 2026-2028

Il nuovo iperammortamento è un’agevolazione fiscale che sostiene gli investimenti delle imprese in beni strumentali nuovi, tecnologicamente avanzati, e in sistemi per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo.

La misura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 e prevede una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni ammessi, utilizzabile ai fini del calcolo delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing finanziario.

Tra gli investimenti che possono rientrare nell’agevolazione figurano:

  • Beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, secondo gli elenchi previsti dalla normativa.
  • Impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo.
  • Sistemi di accumulo collegati agli impianti di autoproduzione energetica, nel rispetto dei requisiti previsti.

La maggiorazione può arrivare al 180% per la prima fascia di investimenti, fino a 2,5 milioni di euro, con percentuali inferiori per gli scaglioni successivi.

È importante ricordare che non si tratta di un contributo a fondo perduto né di uno sconto immediato sul costo dell’impianto: il beneficio consiste in una maggiore deduzione fiscale nel tempo. L’accesso richiede inoltre il rispetto di specifici requisiti tecnici e procedure di comunicazione attraverso la piattaforma GSE.

Per approfondire: Nuovo Piano Transizione 5.0 – Iperammortamento.

4. Leasing e noleggio operativo

Soluzioni di finanziamento per gli interventi di efficientamento energetico
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Non tutte le imprese dispongono della liquidità necessaria per sostenere subito un investimento importante. In questi casi è possibile valutare strumenti finanziari alternativi, come il leasing o il noleggio operativo.

Il leasing finanziario consente di utilizzare un bene attraverso il pagamento di canoni periodici, con la possibilità di riscattarlo alla scadenza del contratto, secondo le condizioni concordate.

Il noleggio operativo, invece, permette di utilizzare attrezzature e tecnologie senza acquistarle direttamente. I servizi inclusi, la durata e le eventuali opzioni finali dipendono dal contratto sottoscritto.

Queste soluzioni possono facilitare l’adozione di impianti e tecnologie più efficienti senza immobilizzare subito l’intero capitale. Prima di scegliere è comunque importante confrontare il costo complessivo, i servizi inclusi e le condizioni contrattuali.

Quanto tempo serve per recuperare l’investimento?

Uno degli aspetti più importanti da valutare prima di realizzare un intervento di efficientamento energetico è il tempo di ritorno dell’investimento, spesso indicato con il termine inglese payback period.

Non esiste un tempo di rientro valido per tutte le strutture ricettive. Il risultato dipende da diversi fattori: costo dei lavori, consumi energetici iniziali, caratteristiche dell’edificio, prezzi dell’energia, efficienza dei nuovi impianti ed eventuali incentivi ottenuti.

Per esempio, una struttura con un impianto di riscaldamento obsoleto e consumi elevati potrebbe ottenere benefici importanti dalla sostituzione della caldaia con una pompa di calore. Un’altra struttura, invece, potrebbe trarre maggiore vantaggio dall’isolamento del tetto o dall’installazione di un impianto fotovoltaico.

Per questo motivo, prima di investire è consigliabile confrontare diverse soluzioni e stimare il risparmio energetico ed economico atteso, considerando anche i costi di manutenzione e la durata degli impianti.

Da dove iniziare per rendere più efficiente una struttura ricettiva?

Arpa di Pietra, Trentino Alto Adige
Arpa di Pietra, in Trentino, esempio di struttura ricettiva efficiente

Il primo passo non è necessariamente acquistare un nuovo impianto, ma conoscere meglio i consumi della propria struttura. Analizzare le bollette, verificare le prestazioni dell’edificio e individuare le principali fonti di spreco permette di stabilire quali interventi siano davvero prioritari.

  • Raccogliere i dati sui consumi di elettricità, gas e altri combustibili.
  • Verificare lo stato dell’isolamento e degli impianti di riscaldamento e climatizzazione.
  • Valutare una diagnosi energetica e gli interventi con il maggiore potenziale di risparmio.
  • Confrontare preventivi e tecnologie disponibili.
  • Verificare gli incentivi e i requisiti di accesso prima di avviare i lavori.
  • Monitorare i consumi dopo gli interventi per misurarne i risultati.

Investire nell’efficienza energetica significa migliorare la qualità e la resilienza della propria attività.

Per le strutture ricettive, ridurre gli sprechi, utilizzare meglio le risorse e ricorrere alle fonti rinnovabili non è soltanto una questione di risparmio economico. È anche un modo concreto per diminuire l’impatto ambientale dell’ospitalità e contribuire a un modello di turismo più attento ai territori e alle risorse naturali.

Gli incentivi possono rappresentare un aiuto importante, ma ogni investimento deve essere valutato in relazione alle caratteristiche dell’edificio e alla situazione economica dell’impresa. Prima di procedere, è opportuno verificare le disposizioni aggiornate e rivolgersi a un professionista qualificato.

Per saperne di più

Nota: le agevolazioni descritte sono soggette a requisiti, limiti e procedure specifiche. Le condizioni di accesso e la disponibilità delle risorse possono cambiare. È consigliabile consultare sempre i portali istituzionali e la normativa aggiornata prima di programmare un investimento.

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