Dal 2028 entrerà pienamente in funzione l’ETS2, il nuovo sistema europeo di scambio delle quote di emissione che interesserà soprattutto i combustibili utilizzati negli edifici e nel trasporto stradale
Si tratta di un passaggio importante nella strategia dell’Unione Europea per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.
L’introduzione del nuovo sistema potrà avere effetti anche sui costi dei combustibili utilizzati quotidianamente da famiglie e imprese. Allo stesso tempo, l’ETS2 nasce per incentivare investimenti in edifici più efficienti e in forme di mobilità a minori emissioni.
Vediamo nel dettaglio cosa cambierà e quali strategie possono aiutare a ridurre consumi, emissioni e costi energetici.
ETS2: che cos’è?

L’obiettivo dell’Unione Europea con i sistemi di scambio delle quote di emissione è contribuire alla riduzione delle emissioni climalteranti e alla transizione verso un’economia climaticamente neutra.
L’UE punta alla neutralità climatica entro il 2050, con un obiettivo intermedio di riduzione delle emissioni nette di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.
ETS
L’ETS (EU Emissions Trading System) è il sistema europeo di scambio delle quote di emissione introdotto nel 2005 per ridurre le emissioni dei settori maggiormente responsabili delle emissioni climalteranti, come la produzione di energia e alcune attività industriali.
Il sistema stabilisce un limite complessivo alle emissioni e consente alle imprese di acquistare e vendere quote di emissione secondo il principio del “cap and trade”.
ETS2

L’ETS2 è un nuovo sistema, distinto dall’ETS esistente, che riguarda principalmente le emissioni derivanti dalla combustione di combustibili negli edifici e nel trasporto stradale, oltre ad alcuni ulteriori settori non già coperti dall’ETS.
Dal 2025 sono iniziati gli obblighi di monitoraggio e comunicazione delle emissioni per i soggetti regolamentati, in preparazione dell’entrata a regime del sistema.
L’ETS2 è già operativo?
L’ETS2 era inizialmente previsto per il 2027.
Nel 2026 l’entrata a regime è stata posticipata al 2028. Il sistema sarà quindi pienamente operativo a partire da quell’anno, mentre alcune attività preparatorie e le aste delle quote inizieranno prima.
L’ETS2 riguarderà le emissioni associate ai combustibili utilizzati negli edifici, nel trasporto stradale e in altri settori previsti dalla normativa europea.
ETS e il “cap and trade”: che cosa significa?

Il meccanismo dell’ETS2 è simile a quello dell’ETS e viene definito “cap and trade”.
In pratica, viene fissato un limite complessivo alle emissioni e vengono messe all’asta quote di emissione. I soggetti regolamentati devono acquistare e restituire un numero di quote corrispondente alle emissioni generate dai combustibili che immettono sul mercato.
Per l’ETS2 l’obiettivo è ridurre le emissioni dei settori interessati del 42% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005.
A differenza di quanto avviene per l’ETS tradizionale, nell’ETS2 gli obblighi ricadono principalmente sui fornitori di combustibili, e non direttamente sulle famiglie o sugli automobilisti.
Quale sarà l’impatto dell’ETS2 sui costi?
L’introduzione dell’ETS2 potrebbe avere un effetto sui prezzi dei combustibili, perché i fornitori dovranno sostenere il costo delle quote di emissione. Una parte di questi costi potrebbe quindi essere trasferita sui consumatori finali.
Quanto sarà effettivamente l’impatto è però difficile da quantificare oggi, perché dipenderà dall’andamento del prezzo delle quote, dei combustibili e del mercato energetico nel suo complesso.
Per questo motivo, investire nell’efficienza energetica può rappresentare non soltanto una scelta ambientale, ma anche un modo per ridurre la propria esposizione futura alle oscillazioni dei prezzi dell’energia.
Le misure di ottimizzazione energetica

L’ETS2 introduce un prezzo sulle emissioni legate ai combustibili e punta, tra le altre cose, a incentivare la riduzione dei consumi e la transizione verso tecnologie più efficienti.
Per famiglie, imprese e strutture ricettive questo può significare investire nella riduzione dei consumi energetici, ad esempio attraverso:
- interventi di isolamento e riqualificazione degli edifici;
- impianti di riscaldamento più efficienti;
- pompe di calore;
- produzione di energia da fonti rinnovabili;
- impianti fotovoltaici per l’autoconsumo;
- sistemi di gestione e monitoraggio dei consumi;
- soluzioni di mobilità a minori emissioni.
Anche gli incentivi e gli strumenti di sostegno disponibili possono contribuire a rendere più accessibili questi interventi.
Prepararsi alla transizione energetica significa quindi non soltanto ridurre le emissioni di CO₂, ma anche consumare meno energia e diventare meno dipendenti dai combustibili fossili.
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