E se dietro tante promesse green si nascondesse una realtà ben diversa? In Il mito infranto Antonio Galdo mette in discussione la sostenibilità dei grandi marchi e ci invita a guardare oltre le etichette

Il mito infranto di Antonio Galdo, pubblicato da Codice Edizioni, è un saggio che mette in discussione le strategie green dei grandi marchi e le contraddizioni del mercato contemporaneo. Tra fast fashion, lusso, auto elettriche ed e-commerce, il libro invita a guardare oltre le etichette ecologiche e a interrogarsi sulla reale sostenibilità dei modelli di produzione e consumo.

Antonio Galdo: chi è l’autore

Antonio Galdo è un giornalista e saggista napoletano, fondatore e direttore del sito Non sprecare, dedicato alla sostenibilità, al consumo responsabile e alla riduzione degli sprechi.

Nel suo libro affronta uno dei temi più attuali del nostro tempo: la distanza tra le promesse ambientali delle aziende e gli impatti concreti delle loro attività.

Il mito infranto: di che cosa parla il libro?

In Il mito infranto, Galdo analizza alcuni dei falsi miti della sostenibilità contemporanea, mettendo in luce il rischio che le strategie ambientali diventino soprattutto strumenti di marketing, funzionali alla logica del profitto più che a un reale cambiamento dei modelli produttivi.

Il mito infranto di Antonio Galdo: ripensare la sostenibilità oltre le etichette
Foto Fonte Canva Pro

L’autore si interroga anche sul ruolo delle istituzioni internazionali e sulla loro capacità di affrontare le emergenze ambientali. Il bilancio che emerge dalle sue riflessioni è critico: gli impegni assunti a livello globale non sembrano sufficienti a garantire risultati concreti.

L’Agenda 2030 e gli obiettivi di sviluppo sostenibile

Il libro prende le mosse dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dalle Nazioni Unite il 25 settembre 2015 e sottoscritta dai 193 Stati membri dell’ONU. Il programma individua 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs), che spaziano dalla lotta alla povertà alla tutela dell’ambiente.

obiettivi dell'agenda 2030 onu
Obiettivi dell’agenda 2030 ONU

Secondo Galdo, il percorso verso questi obiettivi è segnato da ritardi e contraddizioni tali da rendere difficile il loro raggiungimento entro la scadenza prevista. Una riflessione che invita a interrogarsi sull’efficacia degli impegni internazionali e sulla distanza tra dichiarazioni e risultati.

La sostenibilità è diventata una questione di immagine?

Uno dei temi centrali del libro è la cosiddetta febbre ecologica che ha investito il mondo dei consumi. Secondo la lettura proposta da Galdo, molte strategie presentate come sostenibili rischiano di trasformarsi in uno specchietto per le allodole, rivolto soprattutto ai consumatori con maggiore capacità di spesa.

Il pericolo è che la sostenibilità venga ridotta a un simbolo di status o a uno strumento per rassicurare la coscienza dei consumatori, senza mettere realmente in discussione i volumi di produzione, l’uso delle risorse e i modelli di consumo.

Fast fashion e lusso: le contraddizioni della moda sostenibile

Il mito infranto di Antonio Galdo: ripensare la sostenibilità oltre le etichette
Foto Fonte Canva Pro

La moda è uno degli esempi attraverso cui Galdo affronta le contraddizioni della sostenibilità. Il settore è associato a consumi elevati di acqua e risorse, all’impiego di sostanze chimiche e alla produzione di grandi quantità di rifiuti. A questi impatti si aggiunge la rapidità con cui cambiano le tendenze, che può incentivare acquisti frequenti e una vita utile sempre più breve dei capi.

Il problema non riguarda soltanto la fast fashion. Anche il lusso e le collezioni presentate come ecologiche meritano di essere valutati considerando l’intero ciclo di vita dei prodotti, i materiali utilizzati, i processi produttivi e il prezzo finale.

In questo contesto, Galdo mette in discussione l’idea che un prodotto possa essere considerato sostenibile semplicemente perché realizzato con materiali innovativi o promosso attraverso una comunicazione attenta all’ambiente.

Tra gli esempi richiamati nel libro c’è Stella McCartney, spesso associata alla moda sostenibile e all’innovazione nei materiali. Galdo invita a interrogarsi anche sulle contraddizioni di questo modello, prendendo in considerazione una borsa realizzata con un materiale di origine fungina, proposta a un prezzo molto elevato.

Il punto non è soltanto stabilire se un materiale sia più o meno ecologico, ma chiedersi anche quale modello di consumo rappresenti un prodotto del genere e quanto sia accessibile. Un prezzo elevato non dimostra, di per sé, che un prodotto sia poco sostenibile dal punto di vista ambientale; evidenzia però una questione importante: la sostenibilità può diventare un privilegio riservato a pochi?

È una domanda che riguarda l’intero settore della moda e, più in generale, il rapporto tra sostenibilità, consumi e disuguaglianze.

Il mito infranto di Antonio Galdo: ripensare la sostenibilità oltre le etichette
Foto Fonte Canva Pro

Le mie considerazioni finali

Il mito infranto è un libro che affronta questioni importanti e invita a guardare con maggiore spirito critico alle promesse green di aziende e marchi. La sostenibilità, infatti, non dovrebbe essere valutata soltanto sulla base delle etichette o delle campagne di comunicazione, ma considerando pratiche concrete, impatti ambientali e responsabilità lungo tutta la filiera.

L’edizione che ho letto è quella pubblicata nel 2026, successiva alla prima edizione del 2025. Pur apprezzando l’ampiezza dei temi affrontati, avrei trovato utile una maggiore attenzione alla revisione di alcuni dati. Nelle pagine iniziali, per esempio, viene citata la Repubblica Democratica del Congo in relazione alla produzione di cobalto e alla sua popolazione: un dato demografico che meriterebbe di essere verificato e aggiornato.

È importante ricordare che il volume non è un saggio scientifico in senso stretto, ma un’opera di divulgazione e riflessione critica. Può essere una lettura utile per chi desidera approfondire le contraddizioni della sostenibilità contemporanea e comprendere meglio il rapporto tra ambiente, mercato e modelli di consumo.

Al di là delle singole posizioni dell’autore, resta una domanda fondamentale: quanto c’è di concreto dietro le promesse green dei grandi marchi?

Imparare a distinguere le pratiche ambientali verificabili dalla semplice comunicazione è un passaggio essenziale per orientare le nostre scelte in modo più consapevole.

Foto copertina Fonte Canva Pro


Autore: Monica Palazzi

Amo molto viaggiare (lavoro permettendo)... Sono diplomata come perito turistico e conosco bene l’inglese, il francese, il tedesco e un giorno vorrei imparare anche lo spagnolo. Adoro sia leggere (in modo particolare i cosiddetti libri gialli) sia scrivere. Mi piace molto cucinare e i miei piatti “forti” sono il risotto, in tutte le sue forme, e i dolci come la torta sia la paradiso sia la marmorizzata. Stravedo per gli animali soprattutto i cani. Vieni a trovarmi anche sul mio blog personale https://monicajollystella.wixsite.com/di-tutto-un-po
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