Circa 5 milioni di animali esotici vivono in cattività in Italia. Le nuove norme introdotte dal 2022 puntano a limitare importazioni e commercio per proteggere biodiversità, salute pubblica e fauna selvatica

Pappagalli tropicali, rettili rari, pesci coloratissimi o piccoli mammiferi provenienti da altri continenti. Negli ultimi anni la presenza di animali esotici come animali domestici è aumentata in modo significativo anche in Italia.

Secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute, nel nostro Paese circa 5 milioni di animali esotici vengono allevati o tenuti in cattività in abitazioni private, negozi o allevamenti.

Molti di questi animali vivono in acquari, terrari o gabbie, lontani dal loro ambiente naturale. Ed è proprio questo uno dei motivi per cui negli ultimi anni la normativa italiana è diventata più severa.

Perché l’Italia limita il commercio di animali esotici

Leone nella natura
Foto Fonte Pixabay

I decreti legislativi 134, 135 e 136 dell’agosto 2022, in attuazione del Regolamento (UE) 2016/429, vietano a privati e commercianti di:,

  • detenere
  • importare
  • commerciare
  • far riprodurre

animali selvatici o esotici prelevati in natura, compresi gli ibridi. Un esempio noto è il “ligre”, l’incrocio tra leone e tigre femmina, la cui riproduzione rientra tra le pratiche vietate.

L’obiettivo è duplice: proteggere gli animali e tutelare l’equilibrio degli ecosistemi.

Molte specie, infatti, quando vengono introdotte in ambienti diversi dal loro habitat naturale possono diventare specie invasive, mettendo a rischio la fauna locale.

Il rischio sanitario: virus ancora sconosciuti

La lista delle specie protette si allunga sempre di più
Foto di Pawel Grzegorz da Pixabay

Importare animali esotici significa anche introdurre potenziali agenti patogeni.

Secondo diverse ricerche scientifiche, mammiferi e uccelli potrebbero essere portatori di centinaia di migliaia di virus ancora sconosciuti, alcuni dei quali potrebbero trasmettersi all’uomo.

Limitare il commercio di specie esotiche diventa quindi anche una misura preventiva contro possibili epidemie.

Un traffico illegale che vale miliardi

La lista delle specie protette si allunga sempre di più
Foto di Sjoukje da Pixabay

Il traffico illegale di fauna selvatica è uno dei più redditizi al mondo.

Secondo il United Nations Environment Programme, tra commercio di zanne di elefante, pinne di squalo e altre parti di animali, questo mercato illegale genera almeno 23 miliardi di dollari all’anno.

La lista delle specie protette si allunga sempre di più
Foto di Herbert Bieser da Pixabay

L’Italia tra i Paesi più restrittivi

In Europa, l’Italia è tra i Paesi che hanno adottato misure più severe.

Dopo Paesi Bassi, Cipro, Lussemburgo e Belgio, il nostro Paese è tra i primi ad aver reso operative restrizioni contro la detenzione di molte specie esotiche.

Il concetto chiave introdotto dalla normativa è quello di “pericolosità”, che non riguarda solo la sicurezza delle persone ma anche la tutela della biodiversità.

Alcune specie, infatti, possono diventare invasive e minacciare gli ecosistemi locali.

Chi è escluso dal divieto

Le restrizioni non si applicano a strutture autorizzate come:

  • zoo
  • centri di recupero per animali selvatici
  • centri di ricerca autorizzati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica

Le specie per cui è prevista una deroga

Il Ministero della Salute ha individuato alcune specie che possono essere prelevate in deroga come animali da compagnia. Si tratta di pochi casi specifici, tra cui:

  • Nudibranchio pigiama
  • alcuni pesci tropicali destinati agli acquari
  • ghiozzo tubenoso occidentale
  • pesce chirurgo blu
  • pesce angelo maculato del Mar Rosso
Iguana, rettile
Foto di Andre Mouton da Pixabay

La “Lista Nera” delle specie vietate

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato la cosiddetta Lista Negativa, che indica in modo preciso quali specie non potranno essere detenute.

Tra gli animali inclusi ci sono:

  • grandi felini come leoni e tigri
  • elefanti
  • rettili, insetti o anfibi velenosi o tossici

Per queste specie sono vietati detenzione, riproduzione e commercio.

Cosa succede se possiedi un animale vietato

Chi possiede già un animale indicato nella “Lista Nera” può tenerlo fino alla sua morte naturale, ma deve dichiararne il possesso alla Prefettura.

Le sanzioni

Chi viola le norme rischia:

  • confisca dell’animale
  • sanzioni da 1.000 a 5.000 euro
  • eventuali responsabilità penali.

E i circhi?

Con il decreto legislativo n. 220 del 2024, entrato in vigore nel febbraio 2025, i circhi possono mantenere gli animali già presenti, ma:

  • non possono acquistarne altri
  • non possono farli riprodurre

Inoltre resta l’obbligo di identificazione e certificazione veterinaria per gli animali esotici, anche negli annunci di vendita online.

La lista delle specie protette si allunga sempre di più
Foto di Marcel Langthim da Pixabay

Perché queste norme sono importanti

Limitare il commercio di animali esotici significa:

  • proteggere la biodiversità
  • evitare la diffusione di specie invasive
  • ridurre i rischi sanitari
  • contrastare un mercato illegale globale

Un passo importante verso un rapporto più responsabile tra esseri umani e natura.

Foto copertina Foto di Christine Sponchia da Pixabay


Autore: Monica Palazzi

Amo molto viaggiare (lavoro permettendo)... Sono diplomata come perito turistico e conosco bene l’inglese, il francese, il tedesco e un giorno vorrei imparare anche lo spagnolo. Adoro sia leggere (in modo particolare i cosiddetti libri gialli) sia scrivere. Mi piace molto cucinare e i miei piatti “forti” sono il risotto, in tutte le sue forme, e i dolci come la torta sia la paradiso sia la marmorizzata. Stravedo per gli animali soprattutto i cani. Vieni a trovarmi anche sul mio blog personale https://monicajollystella.wixsite.com/di-tutto-un-po
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