Aumento delle temperature, scioglimento dei ghiacciai, aumento delle precipitazioni stanno mutando il clima, la flora e la fauna delle Alpi. Ma non solo. Anche il turismo invernale è destinato a cambiare. Parola della scienza.

Per gli amanti del turismo invernale, dello scii, dello snow e della neve, ahimè ecco una cattiva notizia! Secondo il “Rapporto Clima” del Centro di Ricerca Eurac di Bolzano, le montagne sono e saranno sempre più colpite dai cambiamenti climatici. In particolar modo le Alpi. Qui, infatti, il riscaldamento medio misurato negli ultimi cento anni è doppio rispetto alla media europea di circa + 2 gradi. 

Turismo invernale in pericolo

Turismo invernale
Foto di Yann Allegre via Unsplash

La temperatura è (e sarà) in continuo aumento, a causa delle eccessive emissioni di gas serra, con conseguenze disastrose anche per l’ambiente Alpino. Entro il 2050, gli scienziati prospettano un aumento variabile tra +1,2 e +2,7 gradi centigradi, con impatti negativi anche sul turismo invernale.

Se per il turismo estivo tra le Alpi il cambiamento climatico potrebbe rappresentare a un vantaggio competitivo per sfuggire dal caldo delle città – dicono gli studiosi – non è invece la stessa cosa per il turismo invernale.

Come i cambiamenti climatici influenzeranno l'economia e l'ambiente Alpino
Come i cambiamenti climatici influenzeranno l’economia e l’ambiente Alpino, fonte EURAC Research Center

L’aumento delle temperature e delle precipitazioni piovose provocherà una riduzione dell’innevamento delle montagne con conseguenze dirette sia sul tradizionale paesaggio montano che sul turismo. Le aree innevate potrebbero diminuire dall’84% al 62,5% rispetto alle superfici attuali. Ovviamente le aree sciistiche a minore altitudine sono le più svantaggiate. Diversi studi dimostrano che già dal 2030 non si avranno precipitazioni nevose certe al di sotto dei 1300 metri.

I costi ambientali (ed economici) della neve artificiale

fiocchi di neve
Foto di Jessica Fadel, via Unsplash

Per risolvere questo problema gli impianti sciistici già da diversi anni utilizzano la neve artificiale.  Questa però ha un peso specifico maggiore rispetto a quella naturale, e per questo motivo ha un impatto negativo sul suolo.  Infatti, secondo uno studio del WWF,  la neve artificiale riduce la permeabilità del suolo, provocandone il congelamento e ostacolando così a sua volta l’assorbimento delle acque piovane e causando cosi inondazioni. Senza dimenticare gli elevati costi economici che la neve artificiale richiede.

Le conseguenze del climate change sul turismo dello sci

 

turismo sostenibile
Foto di Pamerla Saunders via Unspalsh

Secondo gli scienziati le 3 principali conseguenze del cambiamento climatico sul turismo invernale tra le Alpi saranno:

  • una riduzione della stagione invernale con una conseguente diminuzione delle entrate per le destinazioni che vivono di turismo invernale;
  • un aumento dei costi di gestione degli impianti per riduzione stagione invernale e un  aumento della neve artificiali;
  • un notevole aumento dei costi per i turisti che vogliono praticare gli sport invernali.  

Verso un turismo invernale Sostenibile

turismo invernale sostenibile
foto di Ricardo Gomez Angel via Unsplash

Per non rischiare di portare al declino economico il turismo invernale e centinaia di destinazioni tra le Alpi è fondamentale rivolgersi già da ora verso nuove prospettive turistiche – sottolinea il report altotesino. 

Le località turistiche che vivono di turismo scistico dovrebbero già da ora cambiare strategia, per non trovarsi impreparate tra pochi anni. Il consiglio è perciò quello di iniziare a sviluppare nuovi prodotti turistici green che possano, da un lato, mitigare il cambiamento climatico, riducendo le emissioni CO2 e l’impatto negativo del turismo sull’ambiente, e dall’altro, offrire un’alternativa allo sci. Puntare sulle esperienze di benessere, di contatto con la natura, di scoperta culturale o enogastronomica dei territori… qualsiasi proposta che sia sostenibile e autentica.

Sempre senza dimenticare l’obiettivo di riduzione dei gas serra, che è fondamentale sopratutto nelle zone alpine, più fragile e maggiormente colpite dai cambiamenti climatici. Come fare? Si può disincentivare il traffico inquinante, promuovere la mobilità elettrica e l’utilizzo dei mezzi pubblici, migliorare l’efficienza energetica delle strutture turistiche. Sono solo alcuni esempi di buone pratiche, che le Perle Alpine stanno già mettendo in atto da anni.

Non è ancora troppo tardi per fermare il climate chage, e trovare delle alternative sostenibili al turismo dello sci.

 

3 Letture per chi vuole approfondire:

Alpi e Turismo Ambiente – Dossier WWF

Cambiamenti climatici e processi di adattamento nel turismo, Studio (in tedesco ed inglese) di Rolf Bürki

Rapporto sul Clima tra le Alpi – Centro di Ricerca Eurac, Alto Adige

 

Immagine di copertina: foto di Michael Niesst via Unsplash

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