Crisi climatica, riscaldamento globale, siccità, alluvioni sono tutti termini che ormai, purtroppo, fanno parte della nostra quotidianità e che sentiamo talmente spesso da esserci abituati al loro tragico suono. È innegabile che l’essere umano abbia contribuito, e contribuisca ancora oggi, alla crisi climatica, non tenendo conto del legame indissolubile e profondo che da sempre lo lega alla natura e al pianeta. Forse ci siamo dimenticati che senza alberi, senza acqua, senza animali l’essere umano non può sopravvivere, e che di conseguenza, tutti i danni che provochiamo alla terra hanno risvolti anche sulla nostra esistenza. Ecco perché oggi parliamo delle eco-emozioni, che ci ricordano quanto la nostra connessione con il pianeta sia profonda e significativa.
Cosa si intende per eco-emozioni
Con il termine “eco-emozioni” si indica un insieme di sensazioni, positive o negative, scaturite dal profondo legame tra essere umano e pianeta. Queste eco-emozioni sono alimentate, oggi più che mai, dai cambiamenti climatici, che hanno un innegabile impatto sul pianeta ma anche sulle persone, soprattutto sui più giovani. Come anticipato, si tratta di emozioni negative, che se trascurate possono influire pesantemente sulla salute mentale, ma anche positive, che se incanalate nella maniera corretta possono essere una motivazione ad agire concretamente per cambiare la situazione.

Quali sono le eco-emozioni
Le principali eco-emozioni sono quattro e sono:
- Eco-ansia: profonda sensazione di disagio e di paura che si prova al pensiero ricorrente di possibili disastri legati al riscaldamento globale e ai suoi effetti ambientali [Treccani]
- Eco-paralisi: senso di impotenza e perdita di speranza e motivazione davanti ai cambiamenti climatici
- Solastalgia: stato di angoscia che affligge chi ha subito una tragedia ambientale provocata dall’intervento maldestro dell’uomo sulla natura [Treccani]
- Euterra: sentimento positivo di unione con il pianeta, il termine è infatti composto da eu (buono) e terra.

Come gestire le eco-emozioni
In un quadro di crisi climatica come quello attuale è innanzitutto fondamentale essere consapevoli dell’esistenza di queste emozioni, così da poterne riconoscere l’insorgere e sapere come agire.
È importante che i più giovani, ossia la fascia di popolazione più intimamente colpita da questa crisi, si sentano liberi di esprimere queste emozioni, così che possano essere un input per un reale cambiamento. È fondamentale che le eco-emozioni non vengano sminuite o sottovalutate. In questo caso, infatti, i giovani sarebbero portati a reprimerle e diventerebbero un’inesauribile fonte di sofferenza e frustrazione, condizione non favorevole ad un cambiamento concreto. È importante che si affronti il tema delle eco-emozioni in famiglia come a scuola, i giovani devono capire che è assolutamente normale provare queste emozioni e che anzi provarle dimostra una grande sensibilità nei confronti del pianeta. Bisogna incoraggiare il contatto con la natura, perché solo riconnettendosi con essa e rendendosi conto di quanto essa sia un elemento di benessere e di vita,ci si accorge della reale esigenza di proteggerla.

Come ci ricordano le eco-emozioni, per l’essere umano, il legame con la natura e il pianeta è innato. È un legame che va al di là del tangibile, è qualcosa di profondo e incontrollabile, che ci deve spingere ad impegnarci di più per la salvaguardia del pianeta e della vita. È importante, che fin da giovani, si impari a riconoscere e gestire queste emozioni e a sfruttarle per unirci e attuare insieme una rivoluzione sostenibile.



