Mangiamo molte più proteine animali del necessario. Quali sono le conseguenze dell’eccessivo consumo di carne sul nostro ecosistema? Ce lo racconta un interessante studio del WWF, che sottolinea l’impatto ambientale legato ai mangimi utilizzati per nutrire gli animali. Ce lo racconta questo interessante studio del WWF

Un recente report del WWF, Appetite for Destruction, esamina l’impatto ambientale del nostro appetito per le proteine ​​animali e mette in guardia contro l’aumento della quantità di terreno utilizzata per nutrire gli animali di cui ci cibiamo.

Sempre più persone al mondo stanno adottando una dieta ricca di carne, proteine e cibo trasformato. Per questo motivo le nostre risorse naturali sono sottoposte a un’enorme pressione. Produrre colture per nutrire il bestiame è una delle principali cause di perdita di biodiversità. Per fare un esempio, l’approvvigionamento alimentare del Regno Unito è da solo direttamente collegato all’estinzione di circa 33 specie viventi in Inghilterra e all’estero, afferma il rapporto.

Mangiamo più proteine ​​animali del necessario. Le linee guida nutrizionali del Regno Unito raccomandano 45-55 g di proteine ​​al giorno. Tuttavia, il consumatore medio giornaliero di proteine nella stessa nazione è di 64-88 g. Il 34% di queste proteine è di tipo animale.

Meat
Foto di Lukas Budimaier, via Unsplash

Insomma, gli europei mangiano troppe proteine. E noi italiani non facciamo eccezione, nonostante il nostro paese sia stato da sempre la culla della dieta mediterranea, che dovrebbe abbondare di cereali e verdure.

Più proteine ​​animali vengono consumate, più cresce la quantità di terreno necessario per nutrire il bestiame. Soia e mais, che attualmente sono il principale alimento degli animali, richiedono infatti grandi quantità di terreni. Secondo lo stesso report del WWF, nel 2010 l’industria zootecnica britannica aveva bisogno di un’area delle dimensioni dello Yorkshire (ovvero più di 11 mila chilometri quadrati, più della superficie dell’intero Abruzzo) per produrre la soia per i mangimi.

Le stime ufficiali dicono che se la domanda globale di proteine ​​animali dovesse crescere, come purtroppo annunciano le previsioni, dovremmo aumentare dell’80% la produzione agricola per nutrire tutti gli animali.

La conseguenza più drammatica di questa situazione è che le aree più pregiate e vulnerabili del Pianeta, come l’Amazzonia, il bacino del Congo, lo Yangtze, il Mekong, l’Himalaya e le foreste del Plateau del Deccan, le cui risorse idriche sono già sottoposte a forti pressioni, verranno sempre più utilizzate per la coltivazione di mangimi.

Quale tipo di carne rappresenta la più grande minaccia per il Pianeta?

galline, come sta cambiando il consumo di carne nel mondo
galline, foto via unsplash

In generale, l’industria del pollame è la maggiore responsabile per il grande utilizzo di mangimi a base vegetale. Inoltre, la sua presenza all’interno dell’industria della carne è passata dal 15% nel 1960, al 32% nel 2012. In pratica, negli ultimi cinquant’anni il consumo di pollame è triplicato. Nel 2014, c’erano circa 23 miliardi di polli, tacchini, oche, anatre e faraone sul pianeta, più di tre per persona.

I secondi maggiori consumatori di mangimi sono i maiali. L’industria della carne di maiale consuma il 30% del mangime mondiale. Con la crescente domanda, si prevede che l’industria delle carni suine continuerà a crescere in modo significativo. In media, in Gran Bretagna, si consumano 25 kg di carne di maiale all’anno.

Chi lo avrebbe mai detto: la Cina è il più grande mangiatore di carne di maiale del mondo. Oltre la metà della carne suina in tutto il mondo viene prodotta e consumata in Cina. Il paese sta già lottando contro questo con nuove linee guida dietetiche volte a ridurre il consumo di carne del 50% entro il 2030.

I pesci non fanno  eccezione. I loro mangimi a base di colture rappresentano il 4% del totale dei mangimi consumati. Inoltre, il consumo medio di pesce è raddoppiato negli ultimi 50 anni e si stima che aumenti.

La qualità non è più quella di una volta

I dati scientifici ci dicono che gli animali da allevamento si stanno progressivamente  impoverendo di acido grasso Omega 3, mentre aumentano i grassi saturi insalubri.

Al giorno d’oggi, devi mangiare 6 polli allevati intensivamente per ottenere la stessa quantità di acidi grassi omega 3 trovati in un solo pollo negli anni ’70.

I pesci non sono l’eccezione. L’Omega-3 nei salmoni scozzesi d’allevamento è diminuito della metà dal 2006 ad oggi.

Per questo si teme che l’attuale sistema alimentare non sarà in grado di soddisfare i futuri fabbisogni di acidi grassi della nostra popolazione in crescita.

Mangiare sostenibile

mangiare sostenibile senza carne
Foto di Brooke Lark on Unsplash

Sulla base delle informazioni di cui sopra, non c’è dubbio che dobbiamo fare qualcosa per cambiare il nostro modo di consumare. Dobbiamo produrre cibo e mangiare in modo diverso, e sostenibile. Solo riducendo la quantità di proteine consumate, seguendo le indicazioni consigliate, ridurremmo del 13% la quantità di terreno agricolo necessario all’alimentazione. Questo è equivalente all’area di 1,5 della dimensione dell’Unione Europea.

L’ideale sarebbe adottare uno stile alimentare sostenibile. A questo proposito il WWF suggerisce di seguire questi 6 principi per un’alimentazione sostenibile:

  • Mangia più vegetali (gusta verdura e cereali integrali)
  • Scegli un menù vario (alternando spesso i tipi di cibi che metti nel piatto)
  • Spreca meno cibo (1/3 del cibo mondiale viene sprecato)
  • Modera il consumo di carne (puoi scegliere altre fonti di proteine come piselli, fagioli e noci)
  • Acquista cibo biologico
  • Mangia meno grassi, sale e zucchero

A questi sei punti noi ne aggiungeremmo 3 che pensiamo siano altrettanto importanti:

  • preferisci cibi di provenienza regionale o a chilometro zero (se hai il tuo orto, ancora meglio!)
  • utilizza l’acqua in caraffa ogni volta che è possibile (ma sopratutto evita le bottiglie di plastica)
  • evita i prodotti industriali e quelli delle grandi multinazionali (sostituendo ad esempio le merendine del supermercato con una buona torta fatta in casa).

E tu cosa ne pensi? Qual è la tua opinione sul rapporto del wwf? Faccelo sapere commentando l’articolo!

You might also like:

We need more than the Earth can give us

Food waste: A huge problem of nowadays

Zero-waste home: Tips and tricks


Autore: Silvia Ombellini

Sono un architetto con la passione del viaggio, una mamma che sente sempre più urgente e necessario riuscire a vivere in armonia con l’ecosistema del quale siamo parte. Dopo la nascita del mio secondo bimbo è nato anche ViaggiVerdi, un'avventura intrapresa per cambiare il modo di viaggiare, per renderlo più sostenibile, giusto e buono con l'ambiente, i luoghi e le persone che li abitano.
Altri articoli di Silvia Ombellini →


Questo articolo è stato pubblicato il vivere e viaggiare verde ed etichettato , , . Ecco il permalink.