‘La vera casa dell’uomo non è una casa, è la strada. La vita stessa è un viaggio da fare a piedi.’ (Bruce Chatwin)

Si, viaggiare a piedi ha qualcosa di affascinante e misterioso. E’ il modo più semplice e antico che abbiamo per muoverci sulla terra, ma anche quello che ci fa più di ogni altro scoprire le emozioni vere del viaggio.

Sono sempre di più le persone che nella nostra era iper-tecnologica abbandonano smart-phone e automobile per vivere le proprie vacanze a piedi. C’è chi lo fa per meditare, chi per ritrovare l’armonia con la terra, chi per ricollocarsi nel mondo, sentirsi parte di qualcosa di più grande e avere nuovi punti di osservazione.

E’ anche quello che ci racconta Oreste Verrini, appassionato di viaggi lenti e autore di due bellissimi libri sul camminare, “La via Francigena di montagna” e “La via del volto santo. A piedi in Lunigiana e Garfagnana“, che avremo (e avrete) la possibilità di conoscere a Parma durante il Festival del Turismo Responsabile IT.A.CA’ Migranti e Viaggiatori.

Oreste, come nasce la tua passione per i cammini?

La passione dei cammini, ma più in generale dei viaggi, nasce lontano, ai tempi dell’università con le letture di Bruce Chatwin, Alex Roggero, Giorgio Bettinelli. E proprio da quest’ultimo raccolgo le sensazioni migliori ed i ricordi più importanti che custodirò dentro di me per molti anni fino a quando, qualche anno fa, riaffiorarono spingendo quella passione del viaggio verso il cammino.
Un camminare dettato prima dalla curiosità, dalla ricerca di nuove luoghi da visitare o da scoprire, alla lettera, e dopo anche dalla ricerca di me stesso. Di alcuni punti fermi sulle quali costruire il mio nuovo modo di essere ed il mio modo di approcciarmi alla vita. Parole impegnative – me ne rendo conto – ma le uniche in grado di far capire l’importanza di un gesto naturale e quasi scontato ma, che scontato non lo è, per nulla.

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“Arrivare in un paese con uno zaino e niente di più ci rende nudi, pronti per assimilare quanto incontreremo”. (Oreste Verrini)

Qual è secondo te il senso e il bello di di viaggiare a piedi?

Non è semplice trovare parole in grado di descrivere con precisione il senso del camminare. Per me, come ho avuto spesso modo di scrivere, serve per ricollocarmi nel mondo. Per trasmettermi la giusta posizione in esso.

Troppo spesso il progresso, seppur con gli enormi potenziale e gli indubbi vantaggi qualitativi, ci estrania dal ciclo naturale della vita trasmettendoci una sensazione di “invincibilità” dannosa.

Camminare mi fa capire come in realtà siamo parte di qualcosa di più grande, che va al di là dell’animale uomo, un qualcosa che va nuovamente scoperto e assimilato.

E questo, assieme alla possibilità di avere punti di vista differenti, angolature nuove di osservazione – arrivare in un paese con uno zaino e niente di più ci rende nudi, pronti per assimilare quanto incontreremo – rappresenta il bello del camminare.

Qual è la storia della Via del Volto Santo?

La storia della Via nasce negli anni novanta quando alcune forze associative-politiche decisero di creare una cartellonistica, per le autovetture, che indicasse un ideale percorso dalla Pieve di Sorano nel comune di Filattiera, già sulla Via Francigena, a Lucca.

La nostra storia, quella del cammino e della via percorribile a piedi, nasce nel 2013 dall’impegno e dalla costanza di alcune persone. Assieme a me Nino Guidi, con il quale scrissi la guida nel 2015 e Cristina Tinti, dalla cui idea nacque tutto il progetto.

Da quella ricerca sul territorio e sui libri nacque il percorso che ancora oggi, seppur con alcuni punti un po’ ostici, per scarsa pulizia dei sentieri, è possibile percorrere. Un progetto nato dal basso grazie alla volontà e all’impegno di poche persone motivate ed interessate a creare qualcosa di buono per un territorio meritevole di essere apprezzato e conosciuto.

Groppodalosio Inferiore, Pontremoli (MS), Toscana, Italia, Europa

Chi deciderà di intraprendere il cammino, cosa si può aspettare?

Sicuramente la genuinità dei posti ancora poco abituati alla presenza dei camminatori. Borghi medievali attentamente conservati, una natura, selvaggia e imponente, buon cibo e accoglienza. Una serie di fattori intriganti e pregevoli.

La Francigena di Montagna o Via del Volto Santo è una via recente ancora da domare, consigliata a chi cerca qualcosa di diverso e magari meno “commerciale” rispetto ad altre vie. Non un spot pubblicitario, ma qualcosa di vero riscontrato nelle moltissime mail ricevute da chi l’ha percorsa. In quelle testimonianze, oltre ai ringraziamenti per l’aiuto prestato ai camminatori, ho letto entusiasmo e stupore verso un territorio ricco di spunti e di interessi ma ancora poco conosciuto.

Quali sono i paesaggi più belli?

Per quanto detto sopra difficile fare una classifica dei luoghi più belli. Sicuramente i borghi più importanti come Pontremoli, Bagnone, Fivizzano, Castelnuovo di Garfagnana, Barga, cittadine probabilmente già conosciute ai più.

Ma, per me, sono i piccoli borghi a sorprendere, le piazze inaspettate con lavatoi che hanno decine e decine di anni, i selciati originari ed intatti con muretti a secco che sembrato “tirati su” da pochi anni ed invece conservano i ricordi di centinaia di vite.

Camminare con le Apuane sullo sfondo e sempre più vicine, una vista ogni volta sorprendente e ricca di fascino. Poter immergere i piedi, o fare il bagno nella stagione giusta, in pozze di torrenti impetuosi o placidi. Come sempre, sono le piccole cose ad entusiasmare e a rendere indimenticabile il cammino.

Quali sono i modi più giusti per valorizzare l’immenso patrimonio relativo ai sentieri e più in generale le offerte di turismo sostenibile d’Italia?

Non so se esiste una ricetta applicabile che possa valorizzare il nostro patrimonio, se esiste io non la conosco. A me viene in mente una parola, perseveranza. Bisogna avere il coraggio, anche se è faticoso e spesso avvilente, di continuare, di non darsi per vinti, di proporre modi alternativi di fare turismo non aspettandosi successi immediati e stratosferici accontentandosi dei piccoli numeri.

Continuare contro tutto e tutti, contro le amministrazioni pubbliche, capaci di disattendere e di tergiversare, contro la massa, contro chi non vede di buon occhio certe idee o certi comportamenti aperti e concilianti. Continuare, anche quanto tutto sembra votato al peggio.

Si deve seminare e seminare con la speranza di vedere qualche seme germogliare e magari trasformarsi in pianta.

 

Grazie mille Oreste, condividiamo pienamente! E voi cosa ne pensate?

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Autore: Silvia Ombellini

Sono un architetto con la passione del viaggio, una mamma che sente sempre più urgente e necessario riuscire a vivere in armonia con l’ecosistema del quale siamo parte. Dopo la nascita del mio secondo bimbo è nato anche ViaggiVerdi, un'avventura intrapresa per cambiare il modo di viaggiare, per renderlo più sostenibile, giusto e buono con l'ambiente, i luoghi e le persone che li abitano.
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