Valle delle Ferriere

Un percorso immerso nel verde, che dal cuore storico di Amalfi si inerpica tra le colline rigogliose della costiera amalfitana, alla scoperta di antichi mulini abbandonati e di un'oasi naturale incontaminata.
  • Tempo di percorrenza: 2 ore e mezzo circa

  • Difficoltà: Facile

  • Perchè ci piace: per la natura rigogliosa, che ricorda una jungla. Per i ruderi misteriosi e affascinanti. Per il profumo dei limoni, e il rumore dell'acqua che accompagna l'ultimo tratto del percorso.

  • Lunghezza: 5 km

  • Dislivello: 100 m

  • Percorribilità: a piedi, nordic walking

  • Costo: free

  • Il nostro consiglio: l'ingresso è libero fino all'ingresso della riserva orientata. Per accedere alla riserva è necessario contattare in anticipo il corpo forestale UTB Caserta (tel. 0823 354693 utb.caserta@corpoforestale.it).

Itinerario da Amalfi alla Riserva Naturale Valle delle Ferriere
Itinerario da Amalfi alla Riserva Naturale Valle delle Ferriere

 

La piazza del Duomo di Amalfi, da qui parte l'itinerario a piedi alla scoperta della valle dei Mulini
La piazza del Duomo di Amalfi, da qui parte l'itinerario a piedi alla scoperta della valle dei Mulini, foto di Emanuele Benigni

 

Itinerario a piedi nella Valle delle Ferriere 

Si parte dalla suggestiva Piazza Duomo di Amalfi, dopo aver ammirato la facciata di una delle chiese più belle della Costiera Amalfitana e aver bevuto un goccio di acqua fresca alla Fontana del Popolo, con le sue ammaglianti sculture settecentesche.

La fontana del Popolo nella piazza davanti al duomo di Amalfi, un sorso d'acqua fresca e siamo pronti per partire nel nostro itinerario a piedi.
La fontana del Popolo nella piazza davanti al duomo di Amalfi, un sorso d'acqua fresca e siamo pronti per partire. Foto di Harvey Barrison via flickr.

Si prosegue lungo via Capuano, la stradina che attraversa il centro storico di Amalfi, tra caffé e tavolini all'aperto, gelaterie e negozietti di verdura al profumo di limoni e peperoncino. 

Peperoncino in una bancarella nel centro storico di Amalfi, Costiera Amalfitana.
Peperoncino in una bancarella nel centro storico di Amalfi, foto di Emanuele Benigni.

Si attraversa il supportico Ruga Nova, un suggestivo portico che un tempo serviva anche per arrestare le frequenti invasioni degli arabi.

Subito dopo, immersa nella lussureggiante macchia mediterranea, si imbocca la via Nuova per Amalfi, una ripida e lunghissima scalinata che collega al pittoresco borgo di Pogerola.

Si incontra la Cartiera Cavaliere, che ancora oggi produce l'originale carta di Amalfi secondo i metodi del XVIII secolo, e il Museo della Carta a Mano di Amalfi, nel quale si può scoprire tutto su questo prezioso materiale.

Il museo della Carta di Amalfi, lungo la via dei Mulini
Il museo della Carta di Amalfi

 

Il museo, istituto nel 1969 per iniziativa del Cav. Nicola Milano, discendente di una delle più antiche famiglie di maestri cartari della Costiera Amalfitana, offre la possibilità di toccare con mano la produzione della carta. Si scoprono gli attrezzi storici, come i magli in legno che trituravano gli stracci, la macchina continua in tondo per la lavorazione, e molto altro.

Museo della carta di Amalfi, Salerno.
Museo della carta di Amalfi, foto di Brett Woodvine, via flickr

Proseguendo dritti, dopo aver passato la maestosa Ciminiera in muratura, si incontra il Museo degli Antichi Mestieri e dell'Arte Contadina Valle dei Mulini (info: cata@starnet.it, 089 873211), nel quale si possono ammirare antichi attrezzi agricoli ed utensili artigiani della costiera Amalfitana.

Dal museo della carta si imbocca la via delle Grade Lunghe a sinistra e, subito dopo, sempre a sinistra, la ripida via Madonna del Rosario, da dove vede un bellissimo scorcio sui terrazzamenti a limoni che digradano verso fondovalle e il mare. 

Sulla via paradiso, verso la Valle delle Ferriere, Amalfi
Sulla via paradiso, verso la Valle delle Ferriere, foto di Emanuele Benigni, via flickr

Si prosegue dritti a nord, verso le colline, seguendo via Paradiso e, passati i ruderi dell’imponente Cartiera Lucibello, si va ancora oltre fino a quando la strada scompare per lasciare posto ad un minuscolo sentiero di montagna.

I ruderi di una vecchia cartiera, riconquistati dagli alberi e dalla natura.
I ruderi di una vecchia cartiera, riconquistati dagli alberi e dalla natura, foto di Emanuele Benigni, via flickr.

Il sentiero consente di camminare avvolti dai suoni della natura, in un verde intenso e rigoglioso.

I ruderi dell'antica Cartiera Nolli sono stati completamente riconquistati dalla natura. Alberi, edere e vegetazioni hanno avvolto le antiche mura. Tra il XXVIII ed il XIX sec. questa valle era un importante nodo industriale. Oggi i ruderi delle cartirere assomigliano a maestose opere d'arte riconquistate dalla vegetazione.

Sul sentiero della valle dei Mulini.
Sul sentiero della valle delle Ferriere, foto di Emanuele Benigni

Si proseque lungo l'antico sentiero che costeggia il fiume, da sempre attraversato solo a piedi e con l'aiuto di asini, fino ad arrivare all’antica Ferriera da cui il nome all’intero circondario.

Sul sentiero della valle dei Mulini.
Sul sentiero della valle delle Ferriere, foto di Emanuele Benigni.

 

Valle delle Ferriere, Costiera Amalfitana.
Valle delle Ferriere, foto di Emanuele Benigni.

Questa fabbrica grandissima, che un tempo dava lavoro all'intero circondiario, dove si lavorava il ferro proveniente dall'isola d'Elba, dalla Puglia e persino dalla Calabria, oggi è un monumento riconquistato da una natura selvaggia e rigogliosa.

La natura della Valle delle Ferriere, Costiera Amalfitana.
La natura della Valle delle Ferriere, foto di Emanuele Benigni.

Grazie alla particolare conformazione del territorio, ai piccoli torrenti e alle umide brezze marine, in questa valle si è creato un microclima di tipo subtropicale.

Valle dei Mulini, Costiera Amalfitana.
Foto di Emanuele Benigni, via Flickr

 

L'area è diventata così habitat esclusivo per ciclamini, orchidee selvatiche, Pteris vittata, Pinguicola hirtiflora, una piccola pianta carnivora, Erica terminalis, ed una rara specie di felci giganti risalenti al periodo Terziario, la Woodwaria Radicans o Felce Bulbifera Gigante.

Per questo la valle, studiata già dalla metà dell'800 dal naturalista tedesco Karl Haekel, è oggi una riserva naturale integrale che difendede questo eco-sistema particolarmente raro.

Riserva naturale della Valle delle Ferriere.
Riserva naturale della Valle delle Ferriere, foto di Emanuele Benigni.

 

Autore: Silvia Ombellini

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