La via degli abati

Sulle vie un tempo solcate dai pellegrini si snoda un percorso che vuole far conoscere tutte le bellezze naturalistiche della Val di Taro
  • Tempo di percorrenza: 8 ore e 35 minuti

  • Difficoltà: Facile

  • Perchè ci piace: Percorso sulle orme dei pellegrini

  • Lunghezza: 16 km

  • Dislivello: 200 m

  • Percorribilità: A piedi

  • Costo: 0 €

  • Il nostro consiglio: Percorribile in autunno, primavera ed estate

Mappa del percorso "La via degli abati"
Mappa del percorso "La via degli abati"

 

Un edenico scorcio della Val di Taro, foto di isa abel via Flickr
Un edenico scorcio della Val di Taro, foto di isa abel via Flickr

L'antico cammino dei pellegrini romei, tra le cime che furono culla della comunità di Borgotaro, in cerca delle tracce dell'antica ospitalità riservata ai devoti camminatori. Località di partenza: La Ramata (Borgo Val di Taro)

Segnavia del Cai numero 843

La via degli Abati da Caffaraccia a Borgotaro

Suggestivo panorama notturno sul Castello di Bardi, Parma, foto di Antonio Trogu via Flickr
Suggestivo panorama notturno sul Castello di Bardi, Parma, foto di Antonio Trogu via Flickr

Il percorso prende l'avvio in località La Ramata, sul confine col comune di Bardi. Il territorio borgotarese qui valica il crinale e scende nella valle del Ceno. Si risale il versante in vista dei prati di Ceredasco, fino al crinale in località Pradetto, seguendo il segnavia Cai 843.

Da Pradetto si segue il crinale, tra boschi di faggio alternati a cupe pinete, fino a raggiungere una piccola cappella la Maestà di Caffaraccia. La cappella risale agli inizi del secolo scorso e si narra fosse stata costruita da un prigioniero austriaco del contingente addetto a costruire la strada della Val Vona.

Dalla maestà si scende sulla destra, a mezza costa, fino alla radura di Pradonico, non lontana dal Lago Buono. Il prato è dominato da una chiesetta bianca, costruita a memoria dei caduti della resistenza. Si segue la strada forestale in discesa, olterepassando una presa dell'acquedotto con fontana, per poi sbucare dal bosco in località la Rola.

La Rola è una balconata sospesa sulla valle del Taro, di fronte a Cogena e al Monte Molinatico nelle giornate più limpide, lo sguardo si spinge sino al Monte Prinzera e alla Pianura Padana. Poche centinaia di metri in discesa portano alle prime case della frazione di S. Pietro.

Vari nuclei abitativi e ben due chiese (S. Cristoforo e S.Pietro) formano la frazione di San Pietro, i gruppi di case sono disposti lungo il versante meridionale della montagna, esposti al sole e ben riparati nella stagione invernale.

In corrispondenza del Pilone, una maestà del secolo XIX presso cui, secondo la tradizione popolare, si verificano misteriosi fenomeni, si lascia la strada principale per prendere il bivio di Vadonnino, antica corte dei marchesi Manara. Il percorso procede in prossimità del crinale M. Cappella, per poi scendere verso il Taro su strada asfaltata attraverso linee di terrazzamenti di pietra un tempo dedicati alla cultura del vigneto.

Oltrepassato il ponte sul Torrente Vona si segue la pista ciclabile in riva al fiume, fino al capoluogo arrivando nei pressi del palazzo dello Sport. Ci si porta quindi sul ponte di San Rocco, per attraversare il fiume Taro.

Passo del Borgallo
Passo del Borgallo

La via degli Abati da Borgotaro al passo del Borgallo

Passiamo vicino alla settecentesca chiesa di San Rocco, che ospita una Via Crucis di Gaspare Traversi e ci si avvia in salita verso il cimitero monumentale, in cui ci si può notare il Sacrario dedicato ai partigiani caduti e alle vittime civili della II Guerra Mondiale. Sulla sinistra una strada porta al Mulino dell'Aglio, funzionante fino a pochi anni fa ancora ad acqua, con tre macine dedicate a castagne, melica e frumento.

Si prosegue lungo una strada di campagna in località Galoppina, che deve il proprio nome al fatto che questo era l'ultimo tratto in cui poter spronare i cavalli prima della salita sull'Appennino. Il percorso è quasi pianeggiante e attraversa prati suddivisi da antiche siepi di bianco spino e prugnolo.

Dopo la località Valletta il percorso aumenta la propria pendenza e ci si inoltra in boschetti di cerro altrenati a piccoli prati, fino a giungere alla chiesa di S. Vincenzo.

Alta Val Tirodine
Alta Val Tirodine

Da S. Vincenzo si scende al ponte sul Tarodine, dove si trova la strada provinciale del Passo del Bratello, che si percorre fino all'abitato di Valdena per poi deviare sulla comunale che conduce alla Chiesa.

Nei pressi della Chiesa si lascia l'asfalto per imboccare una pista che si inoltra nel bosco di annosi castagni.

Il sentiero s'inerpica sulle pendici del Monte Cucco, attraverso il castagneto prima e una fitta piantagione di pino nero poi, fino a sbucare nella brughiera nei pressi del passo del Borgallo dove l'itinerario ha termine.

Foto copertina: Castello di Bardi, foto di Alessandro Bonvini via Flickr

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