Il turismo non è mai neutrale: ogni scelta di viaggio, ospitalità e collaborazione economica contribuisce a modellare il mondo in cui viviamo. Per questo Ecobnb ha deciso di aderire alla campagna Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana (SPLAI), promuovendo una riflessione sul ruolo etico del turismo e delle strutture ricettive.

Negli ultimi anni il dibattito sul turismo sostenibile si è ampliato oltre la sola dimensione ambientale. Sempre più spesso, infatti, si riconosce che viaggiare, ospitare e scegliere piattaforme e servizi turistici comporta anche una responsabilità sociale ed etica.

Il turismo è un settore globale che connette persone, economie e territori, ma proprio per questo non può essere considerato neutrale rispetto ai contesti di ingiustizia, disuguaglianza o violazione dei diritti umani.

Turismo globale e impatti invisibili

In un mondo sempre più interconnesso, anche il turismo partecipa alle dinamiche globali di distribuzione delle risorse, accesso ai diritti e gestione dei territori.

Alcune pratiche turistiche possono favorire inclusione, occupazione dignitosa e valorizzazione delle comunità locali; altre, invece, rischiano di alimentare sfruttamento del lavoro, espulsione dei residenti dai centri urbani, overtourism, consumo eccessivo delle risorse o persino il sostegno economico a contesti segnati da occupazioni illegali e discriminazioni.

Un palestinese mostra il cartello "Stolen Land", terra rubata
foto via Splai

Negli ultimi anni, diverse organizzazioni internazionali, ONG e movimenti della società civile, come BDS (movimento internazionale a guida palestinese per la libertà, la giustizia e l’uguaglianza) hanno evidenziato come alcune grandi piattaforme turistiche continuino a promuovere strutture situate in territori oggetto di controversie e violazioni del diritto internazionale, mostrando quanto anche una semplice prenotazione possa avere implicazioni etiche e politiche spesso poco visibili ai viaggiatori.

Secondo un rapporto di Amnesty International, alcune di queste attività contribuiscono economicamente al mantenimento e all’espansione degli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati, considerati illegali dal diritto internazionale umanitario

Il turismo, in questi contesti, non è più solo un settore economico: diventa parte di sistemi che incidono sull’accesso alla terra, alle risorse e alla libertà di movimento delle comunità locali.

occupazione illegale della palestina
Foto via Canva PRO

Ecobnb e la scelta di aderire a SPLAI

In questo scenario, Ecobnb ha scelto di aderire alla campagna Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana (SPLAI), una rete internazionale di realtà che promuovono giustizia sociale, uguaglianza e non discriminazione.

Parallelamente, la rete Ecobnb propone alle strutture ricettive anche strumenti volontari di riflessione e impegno come le iniziative di ospitalità etica “Oasi di Pace”, con l’obiettivo di incoraggiare modelli di turismo più consapevoli, inclusivi e coerenti con i valori della sostenibilità sociale oltre che ambientale.

Cos’è SPLAI

La campagna Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana (SPLAI) è una rete internazionale di luoghi fisici e virtuali – tra cui associazioni, centri culturali, attività ricettive e realtà sociali – che dichiarano il proprio impegno a favore di principi di libertà, giustizia e uguaglianza.

L’idea della campagna è creare una rete di spazi — associazioni, circoli, librerie, locali, centri culturali, attività commerciali, collettivi e altri luoghi pubblici o privati — che dichiarano di non voler collaborare con realtà considerate coinvolte nelle violazioni dei diritti dei palestinesi.

SPLAI promuove la creazione di spazi che si impegnano a:

  • sostenere la causa palestinese attraverso forme di pressione non violenta;
  • promuovere il boicottaggio economico, culturale e istituzionale verso Israele e aziende considerate complici dell’occupazione;
  • creare una rete di “spazi” che si impegnano a non collaborare con istituzioni o imprese legate allo Stato israeliano;
  • sensibilizzare il pubblico sul tema dei diritti dei palestinesi.

Chi aderisce alla campagna generalmente si impegna a:

  • non acquistare o vendere prodotti di aziende coinvolte nelle politiche israeliane contestate;
  • non ospitare eventi sponsorizzati da istituzioni israeliane;
  • diffondere materiali e iniziative della campagna.

La campagna si inserisce nel più ampio movimento internazionale per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS).

Ecobnb ha aderito alla campagna splai - Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana

Un turismo che cambia prospettiva

Dentro questo dibattito, il turismo sostenibile assume un significato più ampio. Non riguarda più soltanto l’impatto ambientale, ma anche il modo in cui il turismo si relaziona con i diritti, le persone e i territori.

La campagna SPLAI pone attenzione a:

  • il rispetto dei diritti umani;
  • la responsabilità sociale delle imprese turistiche;
  • la trasparenza nelle relazioni economiche;
  • la promozione di pratiche di ospitalità più consapevoli.

In questa prospettiva, il turismo è un sistema che produce effetti concreti sui territori e sulle persone.

Come può la tua struttura aderire alla campagna SPLAI

Se hai una struttura ricettiva e condividi i principi della campagna, puoi aderire seguendo questi passaggi:

  1. Compila il modulo di adesione ufficiale SPLAI
    Inserendo i dati della tua attività e la richiesta di partecipazione.
  2. Ricevi il kit informativo della campagna
    Dopo la valutazione, ti verranno inviate le istruzioni e il materiale dedicato.
  3. Sottoscrivi il manifesto di adesione
    Firma il documento ufficiale della campagna con il nome della tua struttura.
  4. Invia la conferma e diventa uno spazio aderente
    Una volta completato il processo, la tua struttura entra nella rete SPLAI.

Le “Oasi di Pace”: una proposta per le strutture ricettive

struttura ricettiva immersa nella natura

Accanto a SPLAI, esiste anche un’altra iniziativa rivolta al settore dell’ospitalità: le “Oasi di Pace”, inserite nella campagna internazionale “No Room for Genocide”.

Si tratta di una rete di strutture ricettive che dichiarano pubblicamente il proprio impegno per un’ospitalità etica e responsabile, basata su:

  • rispetto dei diritti umani;
  • promozione di un turismo sostenibile ed ecologico;
  • rifiuto di razzismo, sessismo e ogni forma di discriminazione;
  • esclusione di rapporti con soggetti coinvolti in gravi violazioni dei diritti;
  • tutela e rispetto di personale, spazi, comunità locale e cultura del territorio.

Come aderire alle “Oasi di Pace”

Anche in questo caso l’adesione è volontaria e semplice:

Le strutture aderenti possono promuovere il proprio impegno attraverso il sito di Ecobnb, comunicando l’adesione al marchio “Oasi di Pace“, condividere tramite i canali social e online, rafforzando la propria identità di ospitalità etica.

Conclusione

Il futuro del turismo sostenibile non dipenderà solo da nuove tecnologie o da minori emissioni, ma anche dalla capacità del settore di interrogarsi sul proprio impatto sociale.

Attraverso l’adesione a reti internazionali e la proposta di strumenti concreti per le strutture ricettive, Ecobnb continua a sostenere un’idea di turismo che non si limita a ridurre l’impatto ambientale, ma che contribuisce attivamente alla costruzione di una società più giusta e responsabile.

Immagine di copertina: foto via Canva PRO