Per la prima volta nella storia sono stati riconosciuti ad un fiume gli stessi diritti di una persona. E’ la vittoria dei Maori, arrivata dopo 140 anni di battaglie, al termine della disputa legale più lunga della storia della Nuova Zelanda. Il loro fiume adesso ha acquisito gli stessi diritti giuridici di un essere umano. E’ la prima volta al mondo.

E’ successo in Nuova Zelanda, dove le acque del fiume Whanganui, il terzo corso d’acqua più lungo del paese, hanno ricevuto gli stessi diritti di un essere vivente. E’ il primo caso del genere al mondo e crediamo sia una bellissima notizia per la natura e per il turismo sostenibile.

Le acque limpide e cristalline del Whanganui, che scorrono per 145 chilometri dal centro dell’Isola del Nord fino al mare, sono venerate come luogo sacro dai Maori della Nuova Zelanda. Da oltre un secolo la comunità indigena chiedeva un riconoscimento per la protezione di questa importante presenza naturale, e finalmente l’ha ottenuta.

Il fiume, che si trova nella regione di Manawatu-Wanganui, ha così ricevuto dal parlamento Neozelandese lo status di personalità giuridica. Significa che d’ora in poi potrà godere degli stessi diritti giuridici di una persona fisica. I suoi diritti saranno rappresentanti da due “guardiani” eletti in difesa del fiume: un membro delle tribù Maori e da un esponente del governo britannico.

L’accordo riconosce al fiume Maori lo status di ‘Te Awa Tupua’, che tradotto in Italiano significa ‘ecosistema integrato‘, e di ‘essere indivisibile e vivente con tutti i suoi elementi fisici e spirituali‘. La tribù Maori ha festeggiato la conclusione positiva del contenzioso più lungo del paese con canti, musica e lacrime di gioia, all’interno del governo neozelandese.

Il fiume Maori, antenato da difendere

Da sempre la popolazione Maori considera il fiume come un suo antenato, così come il mare, le montagne e gli alberi. Il rapporto con la Natura è qualcosa di inscindibile dal benessere della tribù.

I Maori hanno così istituito un fondo di 30 milioni di dollari per tutelare la salute del loro fiume.
Danneggiare anche solo una parte del fiume per interessi economici equivarrà d’ora in poi ad un reato contro la tribù stessa.

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Perché questo traguardo è così significativo? Perché si dimostra al mondo intero l’importanza di un elemento naturale come essere vivente, da difendere e tutelare. Dalla salute delle sue acque dipende il benessere di tantissime persone, di moltissimi altri esseri viventi, e delle generazioni future.

E’ accaduto per la prima volta al mondo e pensiamo sia un passo fondamentale per la tutela della Natura e per il Turismo Sostenibile. E voi, cosa ne pensate?

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Autore: Silvia Ombellini

Sono un architetto con la passione del viaggio, una mamma che sente sempre più urgente e necessario riuscire a vivere in armonia con l’ecosistema del quale siamo parte. Dopo la nascita del mio secondo bimbo è nato anche ViaggiVerdi, un'avventura intrapresa per cambiare il modo di viaggiare, per renderlo più sostenibile, giusto e buono con l'ambiente, i luoghi e le persone che li abitano.
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