Pasqua si avvicina e l’aria di vacanza è già nell’aria: se pensate che vorreste fare un bagno di gusti e di colori esotici ma un lungo viaggio in aereo non é nei vostri programmi, ecco la soluzione:

SICILIA

Se i Nord Europei del XVIII e XIX secolo affrontavano strade dissestate, banditi, alluvioni e altro per arrivare dalle fredde terre del Nord alla solare Sicilia, una ragione ci sarà stata, non credete?

Che sia il mix di profumi dolci e speziati o l’atmosfera tra il magico e lo stregato od ancora il cibo eccellente ed i vini corposi che hanno rubato alla terra la densità ed al sole il calore, questo piccolo triangolo di terra in mezzo al Mediterraneo resta un luogo incredibile  e da visitare almeno una volta nella vita…e più se ci si fa prendere dal “mal di Trinacria”.

Non c’è miglior luogo da cui cominciare il nostro viaggio di Agrigento e della sua Valle dei Templi.

Agrigento e Akragas: la Valle dei 10 templi

Immaginatevi circondati da un turbine di fiorellini bianchi, con un profumo amarognolo e piacevole che vi stuzzica e circondati da immensi templi su cui si riflette la luce del sole: dove siete?
Ma nella Valle dei Tempi, ad Agrigento, vicina a Akragas, ovvero all’antica città fondata dai coloni greci.
Lì, dove il fiume era più ricco di granchi, ed è infatti questa l’origine del nome, i Greci fondarono un centro ricchissimo e potente.
I resti dei templi che disseminavano il territorio vi aspettano e sono la mèta preferita di migliaia di turisti ogni anno.
Tra i tanti:
Tempio di Eracle
Tempio di Zeus
Tempio di Giunone
Tempio di Concordia
Tempio di Castore e Polluce

Il velo nuziale della Valle dei Templi

Cercate di programmare il vostro viaggio ad Agrigento per le vostre prossime vacanze pasquali, al culmine della primavera: è in questo speciale momento del calendario che i fiori di mandorlo vi daranno il benvenuto sfoggiando un delicato velo di un bianco quasi accecante e anche la più leggera brezza farà vibrare i rami creando un effetto indimenticabile.
E non dimenticate di fare una veloce incursione nel “Museo del Mandorlo”: qui potrete ammirare duecento specie di mandorli provenienti da diverse parti della Sicilia e raccolti dai ricercatori del museo per consentirvi di poter vivere la visita ai templi in un contesto verde (e bianco) simile a quello che devono aver visto i Greci di Akragas.
Museo vivente del mandorlo
http://www.parcodeitempli.net/sections/museo-del-mandorlo


Avete fatto il tour delle 7 chiese?

Pasqua non è solo un giorno festivo nel calendario degli abitanti dell’antica Girgenti (Agrigento).
La Pasqua è molto di più e prevede un insieme di rituali lunghi e laboriosi. Siete pronti?
Ecco il primo e, quasi, imprescindibile: il “tour delle 7 Chiese”.
Ogni vero devoto deve visitare 7 Chiese il giovedì precedente la Domenica di Pasqua.
Troppo? Ok, i Siciliani conoscono la sottile arte del compromesso: se 7 Chiese sono troppe, potete visitarne 5 o addirittura anche solo 3.
L’importante è che siano in numero dispari. Non si sa perché, ma forse ha a che fare con il protagonista della leggenda di cui sotto.


Il diavolo innamorato

La leggenda narra che un diavolo si sia innamorato di una bellissima vergine. Per poterla avvicinare, avrebbe assunto le fattezze di un bel cavaliere, ma la donzella pare sia stata molto “rigida” ed abbia “mandato lungo” anche l’aitante giovane.
E cosa ti fa, allora, il nostro diavolo, attirato sempre di più dal frutto proibito? Tenta l’ultima spiaggia con un ‘ appassionata “lettera d’amore”.
Cosa ci sia in quella lettera, pochi possono dirlo…solo i fortunati che nelle peregrinazioni tra chiesa e chiesa hanno scoperto quella nella cui sacrestia tale lettera è nascosta.
Tuttavia, qualcuno dice che un amico dell’amico del cugino l’ha vista ed…é un pasticcio di segni indecifrabili, elementi geometrici e forse anche del famigerato “algoritmo di Google”, il fantomatico colibrì!
Molto più probabilmente la fantomatica lettera non era che un modo per giustificare la fuga dalle passioni terrene di qualche giovane ed il suo ritiro in convento; resta da capire quanto questa sia stata una mossa consenziente o meno.

Ghirlande e decorazioni di Pasqua e Quattro chiacchiere sul mondo

Non potete dire di aver veramente partecipato all’atmosfera di Pasqua senza aver superato la prova manuale per eccellenza: intrecciare ghirlande di fronde di palme di dattero, foglie di olivo, fiori di gelsomino e nastri bianchi.
Primo, prepararsi:
a. L’Abbigliamento: abiti sobri ed austeri, il nero è un must e le calze velate nere irrinunciabili.
b. Il come: in piccoli gruppi raccolti di donne, chine sul lavoro.
c. Il dove: agli angoli delle strade, ai crocicchi, sulla soglia di casa, sotto un patio di fronde.

Ora, se siete in regola con quanto sopra siete pronto per partire con la prova: facile, no?
No!!? Eppure intrecciare le fronde ed i nastri sembra così semplice guardando il lavoro febbrile di queste mani femminili. E quello che stupisce di più è che il lavoro viene fatto senza neppure guadare cosa si sta facendo, ma chiacchierando amabilmente.
Perché questi lavoretti non servono solo per produrre piccoli oggetti decorative, ma anche per poter “fare networking”; in questi crocicchi si parla e si analizza tutto:  politica locale e nazionale, l’ultimo film alla televisione, l’abito dell’ultima sposa che si è maritata in paese e il cibo!

 

Le golosità della Sicilia

Il cibo è un capitolo fondamentale della vita dei Siciliani e degli Italiani in generale. Se quando gioca la nazionale siamo tutti allenatori, quando parliamo di cibo siamo tutti “masterchef”.
Se volete fregiarvi del titolo di “grande chef” della cucina siciliana, ecco alcuni termini base:
Macco (maccu di favi) un pure di fave leggero e proteinico al tempo stesso
Tagano (Taganu u Aragunu), una sorta di profumatissimo timballo fatto di uova, pasta, formaggio tuma, carne tritata.
La migliore soluzione per gustare quello vero è…autoinvitarsi ad un Lunedì di Pasquetta.
Cannoli siciliani, croccanti e ripieni di leggerissima ricotta
 “Minni di virgini”, i famosi “seni delle vergini” fatti di frolla, cannella, crema di latte e zuccata. L’origine risale al Settecento ed al desiderio di alcune monachelle di omaggiare il nobile locale di un dolce speciale in occasione delle sue nozze, appunto le “minni di virgini”.
Cous cous dolce con pistacchio, fichi secchi, uva sultanina, noci, marmellata di arance e pezzi di cioccolato: una delizia già solo descrivendolo.

Visitare la Sicilia è un ‘esperienza completa; non andate solo a vedere siti archeologici o a prender la tintarella, o a scoprire una cucina dalle mille sfumature: entrate in un universo completamente nuovo e sconvolgente.

Quando tornerete, il “male di Trinacria” tornerà insieme a voi ed a qualche chilo in più!

 

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Autore: Cristiana Pedrali

"Amare il proprio lavoro è la cosa che si avvicina di più alla felicità sulla terra" (Rita Levi Montalcini) e ".. perchè quando le persone vere cadono nella vita reale si rimettono in piedi e riprendono a camminare" (Carrie Bradshaw "Sex and the city"): questi sono i miei due mantra. Io sono un pò così: mi muovo tra il serio ed il faceto per restare a galla tra mille interessi ed impegni e riuscire a sorridere. Ho lavorato e lavoro nel settore del turismo e del web ed ogni tanto cerco un pò di ossigeno nella scrittura e nei viaggi!
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  • Roberta

    Molto bello, io sono di parte ma proprio per questo sono anche più “esigente” quando leggo un articolo che parli della mia terra. Se qualcuno dovesse capitare in zona nel periodo di Pasqua, io consiglierei assolutamente di non perdere la Processione del Venerdì Santo, visitare la “Scala dei Turchi” nei pressi di Realmonte e assaggiare i buonissimi agnelli pasquali preparati con pasta di mandorle e pistacchio!