{"id":94282,"date":"2026-10-15T16:45:32","date_gmt":"2026-10-15T14:45:32","guid":{"rendered":"https:\/\/ecobnb.it\/blog\/?p=94282"},"modified":"2026-10-15T20:58:14","modified_gmt":"2026-10-15T18:58:14","slug":"biennale-arte-2026-arte-natura-sostenibilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ecobnb.it\/blog\/2026\/10\/biennale-arte-2026-arte-natura-sostenibilita\/","title":{"rendered":"Ascoltare anzich\u00e9 consumare: la Biennale di Venezia ci invita a cambiare sguardo"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dalla mostra In Minor Keys alle opere che raccontano il rapporto tra esseri umani e ambiente: quattro chiavi di lettura per scoprire una Biennale che mette in discussione il nostro modo di abitare il mondo e ci invita a riscoprire il valore delle piccole cose<\/h2>\n\n\n\n<p>Sono tornata da pochi giorni da <strong><a href=\"https:\/\/ecobnb.it\/blog\/2016\/10\/venezia-sconosciuta\/\" type=\"post\" id=\"21995\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Venezia<\/a><\/strong>, dove ho visitato la 61\u00aa Biennale dell&#8217;Arte. Tra le sale dell&#8217;Arsenale e i padiglioni, alcune opere mi hanno colpita per la capacit\u00e0 di <strong>parlare di questioni ambientali<\/strong> senza limitarsi a illustrare la crisi climatica. Raccontano il nostro rapporto con la natura, con gli oggetti, con le risorse, con gli altri esseri viventi e con i luoghi che abitiamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Da questa visita \u00e8 nata la voglia di ripercorrere alcune delle opere che mi hanno fatto riflettere, cercando un filo comune tra linguaggi e storie molto diversi. Un filo che ho ritrovato in <em><a href=\"https:\/\/www.labiennale.org\/it\/news\/biennale-arte-2026-minor-keys\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">In Minor Keys<\/a><\/em>, la mostra internazionale concepita dalla curatrice <strong>Koyo Kouoh<\/strong>, scomparsa nel 2025, e realizzata seguendo il progetto che aveva preparato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il titolo richiama i <strong>toni minori della musica<\/strong>, ma suggerisce anche un modo diverso di prestare attenzione: <strong>rivolgersi a ci\u00f2 che resta ai margini<\/strong>, alle <strong>voci meno ascoltate<\/strong>, alle forme di vita e alle relazioni che rischiano di essere oscurate dal rumore della societ\u00e0 contemporanea.<\/p>\n\n\n\n<p>La mostra invita a <a href=\"https:\/\/ecobnb.it\/blog\/2019\/07\/decrescita-felice\/\" type=\"post\" id=\"42057\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">interrogare un modello fondato sulla crescita continua<\/a>, sulla produttivit\u00e0 e sull&#8217;accumulo, nel quale gli ecosistemi e le comunit\u00e0 possono diventare danni collaterali. Attraverso i <strong>110 artisti coinvolti<\/strong>, questa biennale offre una <strong>riflessione pi\u00f9 ampia sul rapporto tra esseri umani, natura, potere e possibilit\u00e0 di vivere diversamente<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">In Minor Keys: quattro spunti per osservare la Biennale<\/h2>\n\n\n\n<p>Visitandola, ho trovato particolarmente stimolanti quattro possibili chiavi di lettura. Non sono categorie ufficiali della mostra, ma prospettive attraverso cui osservare alcune opere e le domande che lasciano aperte.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">1. Ascoltare anzich\u00e9 consumare<\/h3>\n\n\n\n<p>In una societ\u00e0 che compete per catturare la nostra attenzione, <strong>ascoltare<\/strong> richiede una disponibilit\u00e0 diversa: <strong>fermarsi<\/strong>, osservare, accettare di non dover trasformare ogni esperienza in un acquisto, una prestazione o un contenuto da condividere. Anche visitare una mostra pu\u00f2 diventare un <strong>esercizio di attenzione<\/strong>, anzich\u00e9 una corsa tra le opere pi\u00f9 fotografate.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"870\" height=\"490\" src=\"https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/8.jpg\" alt=\"Piante ed elementi naturali in esposizione alla Biennale Arte 2026, nella mostra In Minor Keys\" class=\"wp-image-94283\" srcset=\"https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/8.jpg 870w, https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/8-536x302.jpg 536w, https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/8-768x433.jpg 768w, https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/8-570x320.jpg 570w, https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/8-344x194.jpg 344w\" sizes=\"(max-width: 870px) 100vw, 870px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">2. Riconoscere i tempi della vita<\/h3>\n\n\n\n<p>Le piante di Otobong Nkanga, le rocce e i paesaggi artici evocati da Alexa Kumiko Hatanaka ci ricordano che <strong>il mondo naturale segue tempi che non coincidono con quelli dell&#8217;economia<\/strong>. Crescita, rigenerazione e adattamento non possono sempre essere accelerati. \u00c8 una riflessione sulla <a href=\"https:\/\/ecobnb.it\/blog\/citazioni-biodiversita\/\" type=\"page\" id=\"77634\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">biodiversit\u00e0<\/a>, ma anche sui <strong>limiti di un modello basato sulla crescita continua<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">3. Guardare oltre il proprio benessere immediato<\/h3>\n\n\n\n<p>Le opere di Florentina Holzinger e il padiglione di Nauru portano l&#8217;attenzione su ci\u00f2 che spesso resta fuori dal nostro campo visivo: <strong>l&#8217;inquinamento, le risorse estratte e i danni ambientali<\/strong> che accompagnano i <strong>nostri modelli di consumo<\/strong>. Le conseguenze non scompaiono quando smettiamo di vederle; spesso sono altre comunit\u00e0 a sostenerne il costo. La <strong>sostenibilit\u00e0<\/strong> diventa cos\u00ec una questione di <strong>giustizia<\/strong>, non soltanto di efficienza.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">4. Coltivare altri modi di stare insieme<\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"870\" height=\"490\" src=\"https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/1.jpg\" alt=\"Symbiosis (2026), giardino di girasoli di bronzo e specchi alla Biennale Arte 2026, opera dell'artista Xu Jiang\" class=\"wp-image-94284\" srcset=\"https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/1.jpg 870w, https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/1-536x302.jpg 536w, https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/1-768x433.jpg 768w, https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/1-570x320.jpg 570w, https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/1-344x194.jpg 344w\" sizes=\"(max-width: 870px) 100vw, 870px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Symbiosis<\/em> (2026), giardino insolito tra girasoli di bronzo e specchi, opera dell&#8217;artista Xu Jiang. Foto di S. Ombellini<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>In <em>Symbiosis<\/em>, Xu Jiang crea un <strong>giardino di girasoli di bronzo e specchi <\/strong>in cui le forme si moltiplicano e si riflettono, dando vita a un <strong>paesaggio<\/strong> che invita a interrogarsi sulla convivenza e sul dialogo tra culture. L&#8217;opera suggerisce che il nostro rapporto con il mondo pu\u00f2 fondarsi non soltanto sul possesso e sul controllo, ma anche sulla <strong>relazione<\/strong> e sul riconoscimento delle differenze. La <strong>qualit\u00e0 della vita<\/strong> non dipende necessariamente dall&#8217;accumulare esperienze e beni: pu\u00f2 nascere anche dai legami che sappiamo costruire.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli abiti che scartiamo: <em>Obroni Wawu<\/em> di Victoria-Idongesit Udondian<\/h2>\n\n\n\n<p>All&#8217;Arsenale, una struttura simile a un edificio fortificato combina barili industriali, abiti usati e oggetti scartati. L&#8217;impressione \u00e8 quella di trovarsi davanti a un accumulo trasformato in architettura: <strong>ci\u00f2 che non vogliamo pi\u00f9 vedere diventa improvvisamente impossibile da ignorare<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"870\" height=\"490\" src=\"https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/Obroni-Wawu-di-Victoria-Idongesit-Udondian.jpg\" alt=\"Obroni Wawu, installazione di Victoria-Idongesit Udondian alla Biennale Arte 2026\" class=\"wp-image-94286\" srcset=\"https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/Obroni-Wawu-di-Victoria-Idongesit-Udondian.jpg 870w, https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/Obroni-Wawu-di-Victoria-Idongesit-Udondian-536x302.jpg 536w, https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/Obroni-Wawu-di-Victoria-Idongesit-Udondian-768x433.jpg 768w, https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/Obroni-Wawu-di-Victoria-Idongesit-Udondian-570x320.jpg 570w, https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/Obroni-Wawu-di-Victoria-Idongesit-Udondian-344x194.jpg 344w\" sizes=\"(max-width: 870px) 100vw, 870px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Obroni Wawu<\/em> di Victoria-Idongesit Udondian, foto di S. Ombellini<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>L&#8217;opera di<strong> Victoria-Idongesit Udondian<\/strong>, <em>Obroni Wawu<\/em>, affronta il tema dei <a href=\"https:\/\/ecobnb.it\/blog\/2025\/01\/fast-fashion-e-i-suoi-primi-20-anni-che-hanno-inquinato-il-pianeta\/\" type=\"post\" id=\"83154\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">costi ambientali e sociali della fast fashion e del consumismo<\/a>. Il titolo, un&#8217;espressione akan traducibile come \u00ab<strong>abiti dell&#8217;uomo bianco morto<\/strong>\u00bb, richiama il <strong>commercio di abiti usati<\/strong> che raggiungono i mercati africani.<\/p>\n\n\n\n<p>Dietro un gesto quotidiano come<strong> liberare l&#8217;armadio<\/strong> si apre cos\u00ec una geografia complessa: produzione, lavoro, trasporto, scarti e comunit\u00e0 che si trovano a gestire gli effetti di consumi decisi altrove. Il fenomeno \u00e8 legato anche al cosiddetto <em><strong>waste colonialism<\/strong><\/em>, cio\u00e8 il <strong>trasferimento verso altri territori di rifiuti e costi ambientali generati dai modelli di consumo dei Paesi pi\u00f9 ricchi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;opera ci chiede di guardare oltre il momento in cui un oggetto smette di esserci utile. <strong>Dove finisce ci\u00f2 che buttiamo?<\/strong> Chi ne sostiene il costo? E quanto \u00e8 davvero lontano il problema che pensiamo di esserci lasciati alle spalle?<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quando la tecnologia incontra la natura: <em>Noospheres: Expanded<\/em> di Michael Joo<\/h2>\n\n\n\n<p>Quattro grandi schermi a LED sospesi mostrano <strong>forme astratte che cambiano continuamente<\/strong>, tra macchie di colore fucsia, verde, blu e altre tonalit\u00e0. Le immagini sembrano appartenere a un universo digitale in movimento, ma il loro <strong>legame con il mondo naturale<\/strong> \u00e8 concreto.<\/p>\n\n\n\n<p>Con <em>Noospheres: Expanded<\/em>, <strong>Michael Joo<\/strong> sviluppa un lavoro connesso a <em>Organic Growth: Crystal Reef<\/em>, un progetto in corso dal 2021 che utilizza forme cristalline generate digitalmente e processi di stampa tridimensionale nell&#8217;ambito di una <strong>ricerca sulla resilienza dei coralli<\/strong> al largo della costa di Kona, nelle Hawaii.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;opera esplora l&#8217;intreccio tra <strong>tecnologia<\/strong> e sistemi naturali, aprendo una riflessione su come gli strumenti digitali possano contribuire a <strong>studiare la resilienza degli ecosistemi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"870\" height=\"490\" src=\"https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/7.jpg\" alt=\"Uno dei grandi schermi LED con le forme digitali di Noospheres: Expanded alla Biennale Arte di Venezia\" class=\"wp-image-94292\" srcset=\"https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/7.jpg 870w, https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/7-536x302.jpg 536w, https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/7-768x433.jpg 768w, https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/7-570x320.jpg 570w, https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/7-344x194.jpg 344w\" sizes=\"(max-width: 870px) 100vw, 870px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Noospheres: Expanded<\/em> di Michael Joo, foto di S. Ombellini<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La domanda che lascia aperta \u00e8 interessante: <strong>la tecnologia deve servire soltanto ad accelerare la produzione e il consumo, oppure pu\u00f2 diventare uno strumento per conoscere meglio il mondo vivente e imparare a prendercene cura?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le conoscenze che rischiano di scomparire: Alexa Kumiko Hatanaka<\/h2>\n\n\n\n<p>Nelle opere di <strong>Alexa Kumiko Hatanaka<\/strong>, il <strong>paesaggio artico<\/strong> non \u00e8 soltanto uno scenario lontano. \u00c8 un ambiente conosciuto attraverso pratiche, osservazioni e saperi che permettono alle persone di orientarsi e vivere in relazione con il territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Le sue <strong>incisioni<\/strong> richiamano le formazioni della neve utilizzate dagli Inuit per la navigazione, oggi minacciate dalle trasformazioni legate all&#8217;aumento delle temperature. <a href=\"https:\/\/ecobnb.it\/blog\/2022\/06\/cambiamenti-climatici-luoghi-inabitabili\/\" type=\"post\" id=\"68378\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Quando il clima cambia<\/a>, non mutano soltanto gli equilibri degli ecosistemi: anche le conoscenze costruite nel corso delle generazioni possono perdere i propri riferimenti.<\/p>\n\n\n\n<p>In <em>Susceptibility to Gravity<\/em>, invece, Hatanaka si ispira ai <em>koinobori<\/em>, i tradizionali stendardi giapponesi a forma di carpa. Realizzate con la collaborazione di artigiani specializzati nella lavorazione delle vele, queste forme si gonfiano al vento. A Venezia, dove il rapporto con l&#8217;acqua alta fa parte della vita della citt\u00e0, l&#8217;opera richiama l&#8217;attenzione sul vento e sulle forze naturali che modellano i luoghi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<div class=\"embed-container\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Biennale Arte 2026 \u2013 Alexa Kumiko Hatanaka\" width=\"1170\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/JpAKK0HHoT4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Il lavoro mette in relazione luoghi distanti, mostrando come l&#8217;<strong>ambiente<\/strong> non sia uno sfondo immutabile, ma <strong>una rete di condizioni da cui dipendono culture, memorie e possibilit\u00e0 di vivere<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Otobong Nkanga: le relazioni invisibili tra terra e vita<\/h2>\n\n\n\n<p>Al Padiglione Centrale e nel Giardino delle Sculture, <strong>Otobong Nkanga<\/strong> costruisce relazioni tra materiali, piante e architettura. <strong>Mattoni locali<\/strong> avvolgono alcune colonne; <strong>vasi in ceramica<\/strong> ospitano piante le cui radici e i cui rami si espandono intorno alle strutture.<\/p>\n\n\n\n<p>Altre opere richiamano forme vegetali attraverso il <strong>vetro di Murano<\/strong>, mentre rocce provenienti da cave italiane entrano in relazione con acqua piovana e piante aromatiche.<\/p>\n\n\n\n<p>I <strong>materiali<\/strong> non sono elementi inerti da utilizzare a piacimento: <strong>raccontano origini, trasformazioni, estrazioni e legami con i territori<\/strong>. Una roccia porta con s\u00e9 tempi geologici; una pianta cresce seguendo ritmi che non possiamo comandare completamente.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<div class=\"embed-container\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Venice Art Biennale 2026: In Minor Keys \/ Giardini\" width=\"1170\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/FoasvU5ZtVM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Le opere di Nkanga invitano a riconoscere queste relazioni e a <strong>guardare alla natura non come a una riserva di materiali da sfruttare, ma come a una rete di cui facciamo parte<\/strong>. In questa prospettiva, prendersi cura dell&#8217;ambiente significa anche <strong>ripensare il modo in cui usiamo le risorse<\/strong> e ci rapportiamo ai luoghi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I costi ambientali che non vediamo: da <em>Seaworld Venice<\/em> a Nauru<\/h2>\n\n\n\n<p>Nel Padiglione Austria, <strong>Florentina Holzinger<\/strong> trasforma lo spazio in un ambiente che richiama un parco acquatico, un impianto di depurazione e un luogo di ritualit\u00e0. In <em>Seaworld Venice<\/em>, il corpo umano, l&#8217;acqua e la tecnologia entrano in una relazione inquieta, dove ci\u00f2 che appare pulito e ci\u00f2 che viene considerato contaminato non sono pi\u00f9 facilmente separabili.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;acqua \u00e8 una presenza inevitabile nella vita della citt\u00e0 lagunare, ma \u00e8 anche il mezzo attraverso cui diventano visibili le contraddizioni del nostro rapporto con l&#8217;ambiente. Le infrastrutture che ci proteggono, i sistemi che trattano i rifiuti e ci\u00f2 che viene nascosto alla vista fanno parte dello stesso paesaggio. L&#8217;opera non offre una soluzione semplice: ci invita a confrontarci con gli scarti della vita quotidiana, le conseguenze delle nostre attivit\u00e0 e la vulnerabilit\u00e0 dei corpi e degli ecosistemi.<\/p>\n\n\n\n<p>Un&#8217;altra prospettiva emerge dal padiglione della <strong>Repubblica di Nauru<\/strong>, intitolato <em>AIM Inundated: Imagining Life After Land<\/em>. Il progetto porta l&#8217;attenzione su un&#8217;isola del Pacifico vulnerabile agli effetti dell&#8217;<a href=\"https:\/\/ecobnb.it\/blog\/2021\/04\/luoghi-spariranno-cambiamenti-climatici\/\" type=\"post\" id=\"26437\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">innalzamento del livello del mare<\/a>, la cui storia \u00e8 segnata anche dall&#8217;<strong>estrazione intensiva del fosfato<\/strong>. Questa attivit\u00e0 ha rimosso gran parte dell&#8217;interno dell&#8217;isola e compromesso vaste porzioni del territorio, lasciando conseguenze profonde sulla terra e sulla popolazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto invita a immaginare che cosa significhi vivere quando la terra, considerata per generazioni una base sicura, diventa fragile o viene compromessa. \u00c8 una domanda che riguarda il futuro, ma anche le responsabilit\u00e0 del presente: <strong>chi beneficia dello sfruttamento delle risorse e chi ne eredita i danni?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"870\" height=\"490\" src=\"https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/AIM-Inundated-Imagining-Life-After-Land-870x490.webp\" alt=\"AIM Inundated: Imagining Life After Land, progetto del padiglione della Repubblica di Nauru\" class=\"wp-image-94293\" srcset=\"https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/AIM-Inundated-Imagining-Life-After-Land-870x490.webp 870w, https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/AIM-Inundated-Imagining-Life-After-Land-570x320.webp 570w\" sizes=\"(max-width: 870px) 100vw, 870px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Immagine del progetto <em>AIM Inundated: Imagining Life After Land<\/em>. Foto via Biennale di Venezia<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Sono contesti diversi, ma entrambi invitano a guardare oltre il nostro benessere immediato. Le risorse estratte, l&#8217;inquinamento e i danni ambientali non scompaiono quando escono dal nostro campo visivo: spesso sono altre comunit\u00e0 a sostenerne il costo. <strong>La crisi ecologica non distribuisce le proprie conseguenze in modo equo<\/strong>. Per questo la sostenibilit\u00e0 deve comprendere giustizia, memoria e responsabilit\u00e0 verso le comunit\u00e0 pi\u00f9 esposte.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em>Geographies of Distance: Remembering Home<\/em>: quando cambia il territorio, cambia l&#8217;idea di casa<\/h2>\n\n\n\n<p>Nel padiglione dell&#8217;India, <em>Geographies of Distance: Remembering Home<\/em> riunisce artisti che riflettono sul rapporto tra luoghi, memoria e <strong>trasformazioni culturali<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Le <strong>strutture in bamb\u00f9<\/strong> di Asim Waqif richiamano le impalcature utilizzate nell&#8217;edilizia e suggeriscono una riflessione sulla crescita urbana e sulla perdita della memoria collettiva. Le <strong>architetture in cartapesta<\/strong> di Skarma Sonam Tashi evocano invece il Ladakh, regione himalayana in cui lo sviluppo mette sotto pressione il paesaggio e la memoria culturale dei luoghi.<\/p>\n\n\n\n<p>In questi lavori, <strong>l&#8217;ambiente non \u00e8 separato dalla cultura<\/strong>: <strong>i materiali disponibili, le forme dell&#8217;abitare e le conoscenze tramandate contribuiscono a definire l&#8217;identit\u00e0 di un luogo<\/strong>. Quando il territorio si trasforma rapidamente, anche il legame con la propria casa pu\u00f2 diventare pi\u00f9 fragile.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"870\" height=\"490\" src=\"https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/6.jpg\" alt=\"Installazione di Sumakshi Singh per Geographies of Distance: Remembering Home, con la planimetria e le sezioni della casa d'infanzia della famiglia a New Delhi ricreate attraverso ricami, maglia e pizzo\" class=\"wp-image-94290\" srcset=\"https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/6.jpg 870w, https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/6-536x302.jpg 536w, https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/6-768x433.jpg 768w, https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/6-570x320.jpg 570w, https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/6-344x194.jpg 344w\" sizes=\"(max-width: 870px) 100vw, 870px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">In <em>Geographies of Distance: Remembering Home<\/em>, Sumakshi Singh ricostruisce la casa d&#8217;infanzia della sua famiglia, demolita a New Delhi, attraverso un&#8217;installazione immersiva realizzata con tecniche di ricamo, maglia e pizzo. Un&#8217;architettura fragile e trasparente che custodisce la memoria di un luogo perduto e riflette sul legame tra casa, identit\u00e0 e appartenenza. Foto di Silvia Ombellini<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il padiglione suggerisce cos\u00ec che <strong>conservare un patrimonio<\/strong> non significa congelarlo nel passato. Significa riconoscere il valore delle relazioni tra persone, materiali, paesaggi e saperi, e domandarsi quali possano essere trasmessi al futuro.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em>Don\u2019t Get Me Wrong<\/em>: ritrovare la misura dell&#8217;essere umano<\/h2>\n\n\n\n<p>Al Padiglione del <strong>Libano<\/strong>, all&#8217;Arsenale, <strong>Nabil Nahas<\/strong> presenta <em>Don\u2019t Get Me Wrong<\/em>, un&#8217;installazione immersiva composta da 26 grandi pannelli dipinti, disposti in un fregio continuo. Nel percorso, tra macerie, sabbia e mattoni a terra, anche i rumori dei passi amplificati contribuiscono alla percezione dello spazio, rendendo il visitatore parte dell&#8217;esperienza.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"870\" height=\"490\" src=\"https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/dont-get-me-wrong.jpg\" alt=\"Installazione immersiva Don\u2019t Get Me Wrong di Nabil Nahas al Padiglione del Libano, alla Biennale Arte 2026 di Venezia\" class=\"wp-image-94295\" srcset=\"https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/dont-get-me-wrong.jpg 870w, https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/dont-get-me-wrong-536x302.jpg 536w, https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/dont-get-me-wrong-768x433.jpg 768w, https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/dont-get-me-wrong-570x320.jpg 570w, https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/dont-get-me-wrong-344x194.jpg 344w\" sizes=\"(max-width: 870px) 100vw, 870px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di S. Ombellini<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Forme geometriche, elementi figurativi e strutture che richiamano i frattali costruiscono un universo visivo in cui la natura sembra espandersi ben oltre la scala umana. L&#8217;opera non affronta direttamente la crisi climatica, ma apre una riflessione sul<strong> rapporto tra l&#8217;essere umano, il cosmo e la complessit\u00e0 del mondo<\/strong>. Le forme suggeriscono che ci\u00f2 che osserviamo pu\u00f2 appartenere contemporaneamente a scale diverse, dall&#8217;infinitamente piccolo all&#8217;infinitamente grande, ricordandoci che anche l&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 parte di un insieme molto pi\u00f9 vasto.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa prospettiva, <strong>l&#8217;essere umano non \u00e8 il centro assoluto di tutto ci\u00f2 che esiste<\/strong>. Riconoscere la propria misura pu\u00f2 diventare un primo passo per accettare la complessit\u00e0 del mondo e la necessit\u00e0 di convivere con ci\u00f2 che non possiamo controllare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un altro modo di guardare il mondo<\/h2>\n\n\n\n<p>Tornando da Venezia, mi \u00e8 rimasta soprattutto una sensazione: molte delle opere che mi hanno colpita non chiedono soltanto di essere guardate, ma di <strong>ripensare qualcosa del nostro modo di vivere<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Gli abiti scartati, i coralli, le piante, le rocce, l&#8217;acqua e i territori segnati dall&#8217;estrazione raccontano storie diverse, eppure sembrano ricondurre a una domanda comune: <strong>che cosa succede quando consideriamo il mondo soltanto in funzione di ci\u00f2 che possiamo ricavarne?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non tutte queste opere parlano direttamente di crisi climatica. Alcune ci invitano a osservare i materiali, altre a <strong>riconoscere la fragilit\u00e0 dei territori<\/strong> o le <strong>disuguaglianze<\/strong> che accompagnano lo sfruttamento delle risorse. Insieme, aprono uno spazio per interrogare l&#8217;idea che la natura sia qualcosa di esterno a noi, disponibile per essere utilizzato senza conseguenze.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"870\" height=\"490\" src=\"https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/3.jpg\" alt=\"Due sculture di Wangechi Mutu nell'installazione The End, Where All began, EdEN, alla Biennale Arte 2026 di Venezia, con forme organiche che evocano figure ancestrali\" class=\"wp-image-94287\" srcset=\"https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/3.jpg 870w, https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/3-536x302.jpg 536w, https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/3-768x433.jpg 768w, https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/3-570x320.jpg 570w, https:\/\/ecobnb.it\/blog\/app\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/3-344x194.jpg 344w\" sizes=\"(max-width: 870px) 100vw, 870px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Due presenze enigmatiche nell&#8217;installazione <em>The End, Where All began, EdEN<\/em> di Wangechi Mutu, all&#8217;Arsenale della Biennale di Venezia. Attraverso forme organiche e materiali naturali, l&#8217;artista evoca figure ancestrali e un immaginario in cui corpo umano, natura e dimensione spirituale si intrecciano. Foto di Silvia Ombellini<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Questa Biennale ci invita a <strong>prestare pi\u00f9 attenzione a ci\u00f2 che normalmente resta sullo sfondo<\/strong>. Ascoltare anzich\u00e9 consumare non significa rinunciare alle esperienze, ma viverle in modo diverso. Guardare con curiosit\u00e0, riconoscere le relazioni, rispettare i tempi e ricordare che la qualit\u00e0 della vita non coincide necessariamente con l&#8217;accumulo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Immagine di copertina: foto di S. Ombellini<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla mostra In Minor Keys alle opere che raccontano il rapporto tra esseri umani e ambiente: quattro chiavi di lettura per scoprire una Biennale che mette in discussione il nostro modo di abitare il mondo e ci invita a riscoprire il valore delle piccole cose Sono tornata da pochi giorni da Venezia, dove ho visitato [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":94303,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[234],"tags":[864,2832,2144,134,602],"class_list":["post-94282","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-curiosita","tag-arte","tag-cambiamenti-climatici","tag-curiosita","tag-natura","tag-venezia"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - 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