Viaggi Verdi continua a investigare sulle varie forme di una nuova economia che sempre più spesso fa parlare di sé: l’economia della condivisione.
Dopo averne delineato le caratteristiche e aver parlato qui di coachsurfing, oggi parliamo di un ritorno al baratto, ma molto più cool, e dell’emozione di libri che viaggiano ancora per posta o brevi mani.

Swap Party: shopping costo 0 guadagno incalcolabile

Lo ammetto, quando ho visto le mie Etro mai usate che ondeggiavano a 70 cm dal basso in mani sconosciute ho avuto un colpo al cuore e il fiato si è arrestato. Poi lo sguardo è risalito dalle unghie perfettamente curate, non come le mie, alla mano paffuttella, non scheletrica come la mia, alla spalla e agli occhi ed è stato quel bagliore di soddisfazione e di piacere che mi ha chiarito in modo inequivocabile che avevo fatto la cosa giusta: dopo 8 anni nel buio della mia scarpiera, le Etro erano finalmente in ottime mani e libere di fare quello per cui erano state create dagli artigiani del cuoio e della passamaneria che le avevano assemblate: camminare e sostenere una donna. Un po’ come il refrain di “Those boots are made for walking”
Così ho capito che tra me senza Etro e gli Swap Partyera nato un amore.
Cosa sono gli Swap Party?
L’abbiamo chiesto a Veronica Longhini che con Unconventional Happening organizza le Swappy Hour in giro per il Nord Italia (Swap + happy = Swappy) e lei ci ha raccontato che sono appunto happening in cui ci si scambiano abiti, accessori, ma anche libri che magari stanno morendo da anni in fondo al nostro armadio e che, in mano ad altre donne, possono tornare a nuova vita. Un baratto, sì: io do una cosa a te e tu offri un ‘altra cosa a me.
Ma negli Swap Party c’è anche la dimensione della scoperta, della creatività (questa camicetta che tu non vuoi più è perfetta per i miei vecchi jeans!) e dell’incontrarsi, soprattutto dell’incontrarsi.
E’ vero, si fa shopping a costo 0, ma soprattutto si fa networking, elemento sempre più fondante nella nostra società in cui l’online, la realtà virtuale che tanto sembrava dovesse allontanarci, sta diventando sempre più uno strumento per amplificare, invece, le possibilità di incontro e rende possibile creare aggregazione e scambio tra persone che, probabilmente, non si sarebbero mai conosciute altrimenti.
Come Veronica e le sue “partners in crime” cioè le amiche di Unconventional Happening che, seppure geograficamente distanti, (parliamo di Milano, Roma e Granada) riescono a creare tutti gli eventi tramite la rete, ma poi…eccole apparire in carne e ossa e farsi “facilitatrici” di scambi e incontri.
Potere della rete o dell’uso intelligente che ne fanno certe donne?

Bookcrossing: la tua libreria virtuale

“Ok, lo devi leggere, davvero. Questo libro mi sta sconvolgendo. Appena lo finisco, te lo passo.”
Quante volte abbiamo detto queste parole o ce le hanno dette?
Ecco, le nuove tecnologie, di nuovo, sembrano più che creare nuove abitudini, poter amplificare e ridare slancio alle vecchie.
Il Bookcrossing, letteralmente “incrociare i libri”, molto più colloquialmente lo scambio di libri, è nato nel 2001 e le cronache narrano che sia frutto della pensata di un consulente del Kansas.
E dal Kansas, complice l’online, è diventato un fenomeno virale in pochissimo tempo varcando l’oceano, anzi gli oceani e diffondendosi persino ai Poli.
Dalla forma iniziale, una sorta di atto rivoluzionario gratuito come quello del liberare un libro nel mondo (“free a book in the wild” era un po’ il motto) lasciandolo in posti più o meno frequentati perchè continuasse a dire qualcosa anche a nuovi e accidentali lettori, i modi di fare bookcrossing si sono moltiplicati e raffinati.

C’è il bookray per cui si lancia nel web una sottoscrizione di persone che sono interessate a leggere quel libro e che lo vogliono ricevere per posta o brevi manu (e anche qui l’importanza dello scambio come modo per incontrare, conoscere) e magari lo si dota anche di un diario di viaggio su cui tutti appuntano pensieri e riflessioni. Il libro, una volta raggiunto l’ultimo destinatario, viene liberato e può proseguire il suo destino mentre il diario può tornare nelle mani di chi ha dato inizio al ray.

Oppure il bookring, per cui il libro al suo ultimo passaggio non viene abbandonato nel mondo, ma torna al punto di partenza riportando al suo “iniziatore” le care pagine , ma soprattutto l’ombra delle sensazioni che quelle pagine hanno scatenato in altri.

E che dire dei MeetUp ovvero gli incontri dei bookcorsari, come si definiscono i bookcrosser italiani.

Oppure il sofisticato BookExcerpt in cui sono le citazioni, gli estratti del libro a farla da padroni.
Ancora una volta la tecnologia ha aiutato una pratica già presente, la lettura e lo scambio dei libri, e l’ha amplificata e resa più semplice, ma alla base restano le persone e la loro voglia di scoprire e scoprirsi.

E come Rachel Botsman, speaker di TED e fondatrice, non a caso, dei The Collaborative Lab, la nuova moneta di questa economia è la fiducia.
Sì direi che vediamo gli albori di una nuova economia sostenibile con nuove forme, nuova moneta e basata sulla tecnologia.

Foto di copertina: foto di sheila, via flickr

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Autore: Cristiana Pedrali

"Amare il proprio lavoro è la cosa che si avvicina di più alla felicità sulla terra" (Rita Levi Montalcini) e ".. perchè quando le persone vere cadono nella vita reale si rimettono in piedi e riprendono a camminare" (Carrie Bradshaw "Sex and the city"): questi sono i miei due mantra. Io sono un pò così: mi muovo tra il serio ed il faceto per restare a galla tra mille interessi ed impegni e riuscire a sorridere. Ho lavorato e lavoro nel settore del turismo e del web ed ogni tanto cerco un pò di ossigeno nella scrittura e nei viaggi!
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