Diciamoci la verità: a tutti piace viaggiare, ma non a tutti piace perdere i valori dell’intimità e della comodità della propria alcova. E se esistesse un nuovo modo di viaggiare che coniugasse questi valori essenziali con sostenibilità ambientale ed autenticità?

Il progetto che vi raccontiamo è pura sostenibilità turistica: recuperare gli antichi edifici nei borghi italiani, adibendoli a strutture ospitali. La differenza con un normale albergo (questa è la prima domanda che tuona nelle orecchie di chi ne sente parlare per la prima volta) è la struttura orizzontale, non verticale: i singoli alloggi sono sparsi per le vie del paese, mantenendo solo una reception e una sala colazioni centralizzata.

Questi sono gli Alberghi Diffusi, “un po’ casa, un po’ albergo”, come vengono definiti dal loro fondatore Giancarlo Dall’Ara. Un “prodotto” totalmente Made in Italy che ha suscitato interesse in tutto il mondo, fino a vincere 3 importanti premi internazionali del turismo e a essere presentato come modello di successo da alcune delle principali testate giornalistiche mondiali (per citarne due: National Geographic, New York Times).

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Dormire in un antico castello, Albergo Diffuso Torre della Botonta, Umbria

La storia degli Alberghi Diffusi

L’idea, un po’ bislacca e un po’ visionaria, è sgorgata inaspettatamente come acqua guaritrice dopo una tragedia: il terribile terremoto che colpi il Friuli negli anni ’70. La necessità era quella di ricostruire tutto da capo, perché molte zone della regione erano state colpite duramente dalla calamità naturale. Il primo progetto che definì più chiaramente i contorni dell’Albergo Diffuso fu quello di San Leo, nel 1989, che vide l’ideazione di una struttura ricettiva unitaria, sviluppata però orizzontalmente anziché verticalmente.  Un progetto disegnato, ideato e voluto da Giancarlo Dall’Ara, docente universitario dalle mille sfaccettature e proposte, di cui ricordiamo, per tutte, quella sui piccoli musei italiani.

San Leo, Marche, aldoaldoz
Borgo di San Leo, Marche, foto di aldoaldoz, via Flickr

Alla scoperta dell’altra Italia

Un’Italia bistrattata, emarginata, spesso snobbata: è l’italia del piccolo, della tradizione, della cultura rurale. Non l’Italia del boom turistico, Roma, Firenze, Venezia, ma quella dei piccoli borghi, degli angoli di campagna sormontati da cumuli di casupole disordinate, che solo i viaggiatori più attenti conoscono e sanno apprezzare.

Si viaggia quindi per uscire dal comune, dal consueto, dall’omologato, in un tour di impressioni che non si limita all’appagamento degli occhi. Albergo diffuso significa entrare a far parte della comunità ospitante, vivere veramente il luogo in cui si soggiorna e soprattutto viverlo autenticamente. Autenticamente e con classe, delizia, mirabile maestria. Si perché spesso queste strutture sono realizzate riportando agli antichi splendori porzioni di edifici dal fascino millenario. Il risultato è spesso incredibile: dormirete sotto volte in legno, incastonate nel mattone, sotto rincuoranti lastre calcaree, in letti di solido ferro battuto, o ammirando un affresco sgargiante al vostro capezzale.

Dormire in una vecchia stalla, Albergo Diffuso a Santo Stefano di Sessanio, Abruzzo, foto di stijn, via Flickr
Dormire in una vecchia stalla, Albergo Diffuso a Santo Stefano di Sessanio, Abruzzo, foto di stijn, via Flickr

10 alberghi diffusi ecosostenibili in Italia

Vi proponiamo un viaggio tra 10 incredibili alberghi diffusi italiani, selezionati per la loro eco sostenibilità, per scoprire angoli di Italia autentica e fuori dal comune, per sentirvi come a casa.

1. L‘ospitalità diffusa di Sauris

L'Ospitalità Diffusa di Sauris
L’Ospitalità Diffusa di Sauris

Siamo a Sauris, provincia di Udine. Questo borgo autentico e membro della Alpine Pearls, è un antico paese situato nel cuore delle dolomiti friulane. Chi vive a Sauris sa che le tradizioni locali e il retaggio antico è stato preservato solo grazie alla sua caratteristica posizione protetta e isolata. Solamente 80 anni fa è stata costruita la prima strada di collegamento con la Carnia; fino ad allora, giungere in questi posti era un’impresa assai ardua.

Chiunque decida di visitare queste lande, è di per sé un viaggiatore singolare e sofisticato (nella ricerca, si badi, non nella forma): il modo migliore per vivere a pieno lo spirito della Carnia è proprio soggiornare presso questo incantevole Albergo. Questo è stato uno dei primi alberghi a presentare l’ospitalità diffusa e a prendere piede dopo il terribile terremoto degli anni ’70: il merito della riuscita di questo progetto innovativo va tutto ai suoi abitanti, che con grande forza e capacità imprenditoriale hanno saputo ricostruire questo meraviglioso luogo. Con la costruzione dell’Albergoè stato possibile il recupero di stalle, fienili e abitazioni, trasformate in unità ricettive.

Agli occhi di chi visita si apre una prospettiva di cordialità e accoglienza schiettamente alpina: tetti in scandole di larice,  poggioli in legno,  muri in pietra, tecnica del “block bau” (i famosi tronchi di legno sovrapposti, incastrati agli angoli).  Anche la metodologia di riscaldamento è spessissimo ecologica: stufe a legna o a combustibile naturale e caminetti la fanno da padrone.

La vera chicca è la colazione: servita tutte le mattine in cesti di vimini, lasciati dai gestori, davanti alla porta di ogni abitazione, è composta prevalentemente da prodotti tipici e rigorosamente a Km0. La struttura diventa in quest luoghi anche una concreta occasione per catalizzare eventi sociali e culturali: ogni anno vengono organizzati corsi di cucina con la chef trevigiana Elena Cossutta. In questo modo si crea un contesto non solo di ospitalità, ma di condivisione di memorie da assaporare, in un’esperienza unica e senza tempo.

Info: Ospitalità Diffusa di Sauris (Friuli Venezia Giulia)

 

2. L’Albergo Diffuso di Castel San Giovanni della Botonta

Albergo Diffuso Botonta
Albergo Diffuso Torre della Botonta, Umbria

Castelli, parchi e abbazie, vino e antichi borghi che sia affacciano curiosi alla collina rigogliosa; e ancora cucine, torri, rocche: siamo in Umbria, la terra dei tesori nascosti. Nel bel mezzo del suo verde sorge l’Albergo Diffuso Torre della Botonta, precisamente a Castel San Giovanni in provincia di Perugia, piccola frazione del paese di Castel Ritaldi. In questo meraviglioso complesso del 300 la struttra ricettiva è stata ricavata interamente sugli antichi edifici della fortezza: la banca, l’antico comune, il forno e la torre di guardia.

Questa residenza si merita proprio la nostra medaglia poiché è totalmente ecosostenibile: ha completamente recuperato tutti i materiali della tipicità architettonica locale e storica, preservando atmosfere del passato. Sette stanze, ognuna delle quali presenta il nome di una fibra naturale: Canapa, Seta, Lino, Juta, Cotone, Lana e Cashmere. Sempre nel pieno rispetto dell’ambiente, il ristorante dell’Albergo Diffuso propone solo piatti tipici di stagione, utilizzando rigorosamente prodotti locali e km0.

Qui la vera curiosità sono i locali e la loro mirabile ricostruzione: soggiorni affrescati, antichi camini e grotte di collegamento tra diversi ambienti, coniugati ad accessori minimal e alle più moderne possibilità di confort. Per godere dell’antico senza perdersi un attimo del moderno.

Info: Albergo Diffuso Torre della Botonta (Umbria)

3. I misteri dell’Albergo Diffuso Borgo Sant’Angelo

albergo diffuso santangelo
Panorama dall’albergo Diffuso Borgo Sant’Angelo

Siamo ancora in Umbria, a Gualdo Tadino, tra gli Appennini che fan da cappello ad Assisi e Perugia, come immenso vezzo innalzatosi al cielo. Qui sorge un vecchio monastero, dove pietra e travi custodiscono gli antichi segreti del passato: è l’Albergo Diffuso Borgo Sant’Angelo.

Un’oasi antica, fatta di dieci camere, tutte raccontano una storia precisa, dall’altrettanto preciso denominatore comune: il legno e la pietra. Qui la materia è la padrona di casa, sarà lei ad accogliervi in una danza circolare, alla scoperta della poesia dell’artigianato umbro. Nella Sala della Cucina ad attendervi un interminabile tavolone da far invidia ai più magnificenti palazzi storici, imbandito ogni mattina a festa con abbondanti e “stuzzichevoli” colazioni di soli prodotti km0. Il bar, con la sua accoglienza fatta di vino e liquori forti vi aprirà le porte sino alla Sala della Storia, provvista di un ricco catalogo di volumi da sfogliare ed annusare incuriositi. Il relax si può trovare anche in giardino, ex orticello dei monaci, che nasconde in ogni angolo una memoria fatta di sudore e fede.

Un’altra occasione da non perdere per scoprire il cuore di quella piccola regione italiana racchiusa tra vallate rigogliose e opere d’arte di inestimabile valore.

Info: Albergo Diffuso Borgo Sant’Angelo (Umbria)

 

4. Le discese ardite dell’Albergo Diffuso di Lauco

lauco
Albergo Diffuso di Lauco, panorama

Le geometrie forti e aspre sono quelle delle Dolomiti Carniche, la cornice è tipicamente alpina, la provincia è quella di Udine; ma il lembo remoto di terra che vi presentiamo non lotta con le ripide salite delle montagne friulane, si distende invece in uno spazio aperto, in un assolato altopiano, circondato dalla vastità della natura e da orizzonti leopardiani: welocome to Lauco.

Sette sono le frazioni che compongono questo particolare, ma meraviglioso altopiano del Friuli: Chiassis, Trava, Avaglio, Lauco, Allegnidis, Vinaio e Buttea, tutte caratterizzate dagli antichi casolari e stalle in pietra, con tetto in legno e i tipici archi in tufo. Qui in Carnia abbiamo visto che turismo fa rima con sostenibilità. Lauco prende, infatti, orgogliosamente parte al progetto Albergo Diffuso con tutti questi paesini, così da ridare una nuova vita a luoghi altrimenti destinati con il tempo a scomparire. Qui è possibile vivere un’esperienza da veri alpini in edifici tradizionali, tutti disposti nel cuore delle sette frazioni. A stupirvi arriveranno eleganti rifiniture in cotto, muri in pietra, arredamenti in legno, balconi panoramici che sovrastano le vallate adiacenti e splendidi giardinetti a disposizione degli ospiti delle abitazioni. Infinite le attività disponibili nel corso di tutte le stagioni: dal trekking all’alpinismo. Poco distante si trova la Forra della Vinadia, un canyon profondo 200 metri originato dall’erosione millenaria dell’omonimo torrente, si tratta di uno dei monumenti naturali di maggior pregio dell’intera area carnica, splendido testimone dell’antico passato di queste terre di confine. Suggestioni celtiche e leggende da rileggere…per una vacanza da ricordare.

Info: Albergo Diffuso di Lauco (Umbria)

 

5. Sulle pendici della Costiera Amalfitana: l’ospitalità diffusa i Ruderi

i ruderi
Ospitalità diffusa i ruderi

Costiera amalfitana: si percorre una strada che da Vietri continua tortuosa fino alla punta di Fuenti, attraversa il vallone dell’Albore ed è dominata per breve tratto dai paesi di Raito e Albori, si continua poi fino a raggiungere l’antica conca di Cetara avvolta dal monte Falerzio, in parte verdeggiante e rigoglioso di agrumi ed in parte rado e selvaggio. Il panorama è da cartolina. La vista del Tirreno spezza il fiato.

Un’alta proposta di viaggio lontana dalle formule tradizionali. I ruderi ha recuperato, appunto, ruderi di antica e sapiente memoria, con attenti e meticolosi lavori di restauro e risanamento conservativo.

Anche qui la vera ricchezza è data dai luoghi, autentici e dinamici scrigni di immagini da regalare ai viaggiatori. Con questa valorizzazione turistica degli insediamenti rurali sparsi si riesce, anche nella sofisticatissima Costiera dei gagà partenopei a far fluire un’idea di turismo di nicchia, differente, ma altrettanto raffinato.

Info: Ospitalità diffusa i Ruderi (Campania)

 

6. L’eco villaggio Torri Superiore: un mare variopinto di suoni e luci

torri superiore
Eco Villaggio di Torri Superiore

Lontano dai porti marittimi con grandi yacht, lontano dai locali di lusso, dalle feste private, dalle file di ombrelloni accavallati sui sassi, esiste una Liguria diversa, intatta. A due passi da Ventimiglia.

Il villaggio Torri Superiore è un perfetto esempio di recupero sostenibile di un borgo medievale nell’entroterra ligure. Quell’entroterra fatto di casupole colorate, incastonate, arroccate, arrampicate sulla roccia.
Torri Superiore è un gioiello di architettura popolare che ha ritrovato nuova vita grazie a un gruppo di giovani volenterosi che lo ha trasformato in un centro culturale permanente, di accoglienza turistica e di ricerca di una sostenibilità ambientale ed umana.
Qui è possibile concedersi qualche giorno di relax ai piedi della Alpi Marittime, contemplando un mare verde e blu, mai convenzionale, dai riflessi variopinti. Qui è possibile ascoltarne lo sciabordio delle onde infrante in mille pezzi sugli immancabili scogli neri. Qui è anche possibile godere della struttura ancestrale dei locali: pietra, archi, volte e travi a vista. Qui si possono gustare i prodotti Km0 tipicamente mediterranei: carne, pesce, formaggio e frutta fresca.

L’atmosfera di Torri Superiore è semplice ed informale, e ci si può inoltrare anche nell’entroterra, lungo sentieri scoscesi, o percorrere la stradina parallela al Bevera e fermarsi nel punto in cui il torrente forma delle vasche di acqua limpida per fare il bagno. Gli esperti camminatori possono percorrere la rete del Sentiero Balcone che collega l’Italia con la Francia, godendo di viottoli e mulattiere che fendono le colline e cadono a piccol sul mare. Nella terra che tutto può e tutto nasconde. Nella terra della “crêuza de ma”.

Info: Ospitalità diffusa Torri Superiore (Liguria)

7. Le valli orobiche: ospitalità diffusa ad alta quota

agriturismo-stella-orobicaAncora Alpi, ancora bricchi innevati e formaggi stagionati con cura. Siamo in un’azienda agrituristica che si trova ad Albosaggia, alle porte di Sondrio, 350 i metri di altezza, perfetto crocevia per le escursioni nel Parco delle Orobie Valtellinesi. Nata come Agriturismo l’azienda ha spalancato le braccia al progetto ospitalità diffusa, gestendo ora taluni appartamenti ricavati nel caratteristico borgo.
Qui il buon cibo regna sovrano a presidio delle tradizioni contadine montane. Si possono assaggiare, sia a pranzo che a cena, oltre che a colazione, ottimi salumi e formaggi.  Vi è inoltre un caseificio in cui il latte viene lavorato crudo, consentendo a chi assaggia i formaggi di assaporare tutto il gusto ottenuto dall’alimentazione delle mucche, prevalentemente composta da fieno e erba durante l’estate.  Più che km0, sarebbe corretto dire metri zero…

8. Il Grop, gustare il sapore antico della montagna

Albergo Diffuso Il grop, ingresso
Albergo Diffuso Il grop, ingresso

Le stradine s’inerpicano su cime aspre e spietate, la natura diventa maestosa, imponente, madre. Siamo a Carnia, un nodo di sensazioni che “IL GROP” (“Nodo” in friulano) traduce nella nuova forma di ricettività dell’Albergo Diffuso. Il Grop unisce  tre comuni diversi: Ovaro, Raveo e Prato Carnico con tutte le loro sorprese in un unico villaggio “globale”. Le strutture sono incantevoli, incantevole il clima, anche quando gelido, spettacolare il cielo terso.

Qui potrete godere dell’armonia pura: in equilibrio tra verde e azzurro nella purezza di un’aria che sa ancora di fieno e legno; immersi nel ciclo delle stagioni, tra fiori che sbocciano e foglie che cedono all’incessante autunno.
Come non lasciarsi travolgere anche  dal sapore antico e semplice dei piatti tradizionali? Ottimi ed abbondanti nella loro squisita accezione alpina. Si possono riscoprire momenti di religione semplice e diretta nelle graziose chiesette nascoste nel fitto dei boschi e dalle imponenti pievi che campeggiano su tutta la vallata; godersi il silenzio mistico dei sentieri lontani dai circuiti di massa.
Un modo per ritrovare nei gesti e nella lingua locali i segni di una storia antica e ricca di vicissitudini.

Info: Ospitalità diffusa il Grop (Friuli)

9. Albergo Diffuso di Comeglians: la Carnia che non ti aspetti

Albergo Diffuso Comeglias, vista dei borghi
Albergo Diffuso Comeglias, vista dei borghi
La Carnia è uno di quei luoghi che incantano in ogni stagione dell’anno, dalle fioriture primaverili, ai sapori e ai boschi autunnali fino ai primi fiocchi di neve, che ricoprono con un soffice e candido manto, l’intero paesaggio. Patria degli sport invernali certo, ma soprattutto luogo perfetto per gli amanti della natura molto spesso ancora incontaminata, perché meno conosciuta rispetto a molte altre zone delle Dolomiti. L’esempio perfetto di armonia con il paesaggio è rappresentato dal piccolo borgo di Sauris, il primo Albergo Diffuso che abbiamo presentato, ma non è certamente l’unico nella sua zona. Il Friuli Venezia Giulia è infatti una delle prime regioni in Italia per il numero di Alberghi Diffusi presenti sul territorio, nati tutti dall’esigenza di rivitalizzare un territorio soggetto allo spopolamento e ai disastri causati dal terremoto del 1976.
Questo Albergo Diffuso è una delle prime strutture della regione ed è considerato uno degli Alberghi Diffusi storici d’Italia. La sua storia inizia nel ’78, quando alcuni esperti del Politecnico di Zurigo andarono a studiare sul campo la situazione e diedero vita al primo progetto di riconversione territoriale. Nel 2000 venne aperta la struttura. La filosofia è analoga a quella di Sauris, recuperare i vecchi edifici situati in tre diverse frazioni: Maranzanis, Povegliano e Tualis, racchiuse tra i massicci dello Zoncolan e del Crostis, in una verdissima vallata, dove i ritmi di vita sembrano non aver mai conosciuto, né incontrato la frenesia e lo stress tipici della società odierna.
Ci sono ben 23 alloggi sparsi tra le diverse frazioni, che distano pochi chilometri dal centro di Comeglians, antiche abitazioni rustiche, cascine, stalle in pietra sono state ristrutturate utilizzando i mobili d’epoca di famiglia, oppure un arredamento più moderno e semplice, ma garantendo per tutti gli alloggi un carattere forte e autentico, che incarna pienamente l’identità della montagna friulana. Vero “simbolo” dell’ospitalità diffusa questa struttura possiede una reception situata nell’antica latteria, proprio per voler dare una continuità con la tradizione e il territorio. Anche la sala ristorante, in cui gli ospiti possono godere della gastronomia carnica, delizia gli occhi con i gustosi piatti offerti dalle malghe, situate sui sentieri di montagna.

10. Fermare il tempo a Forgaria Monte Prat: lo spirito della Carnia

casa-vigilant-monte-Prat Chiudiamo questa breve, ma intensa rassegna con un’altra perla Friulana, regione emblema della filosofia dell’ospitalità diffusa.
Un gruppetto di case abbarbicate sui monti, che guardano la maestosità delle Alpi. Sia d’inverno che d’estate queste abitazioni possono infondere pace e silenzio inaspettati. I ritmi di vita rallentano, le case di un tempo fermano il tempo, questo lo slogan della struttura. Perla rara di quella saggezza di campagna che sta alla base del saper vivere a contatto con la natura. Ottime colazioni, impressionante landscape.
Le strutture sono tipicamente friulana, case coloniche in sasso e legna. Granai, tetti e focolari per rinvigorirsi dal freddo. Neve appolaiata sui monti, spacci di buon formaggio e vallate verdi a coronare un soggiorno da fiaba dei fratelli Grimm.
L’Albergo Diffuso è certamente un modo autentico e sostenibile di visitare i luoghi. Ma non solo. Si tratta anche di una concreta opportunità di redistribuzione del reddito, della possibilità di dare lavoro a centinaia di giovani, di valorizzare le realtà più belle ed inespresse del nostro paese. Perché non provare a rifletterci?
Nota importante per il lettore: non tutti i borghi italiani possono essere validi per creare un Albergo Diffuso, ma solo quelli che sono ancora “attivi”, che hanno, cioè, una popolazione proattiva e propositiva (in cui siano ancora presenti negozi, botteghe, ristoranti, musei…).
E il vostro…che Borgo è?
Giancarlo Dall’Ara, ideatore dell’Albergo Diffuso

 

 


Autore: Angela Sebastianelli

Natali parmigiani, una Laurea in giurisprudenza, un impiego di chief editor presso una Casa Editrice e un MBA appena terminato. Poi, tre passioni quasi compulsive: la scrittura, la pittura e gli animali. Nel 2004 prende corpo un esempio della sua vena narrativa che infonde in un primissimo blog; a seguire, una cascata di collaborazioni con diversi siti e testate (PAIS, Total free Magazine ecc.). Pescare dalla Babele quotidiana e riordinarne i pezzi inventando una loro nuova prima volta: questa la sua vocazione, che insegue e persegue su http://mystreamoffecklessness.wordpress.com/. La natura è la sua bussola; il verde, i tramonti che si incendiano all’orizzonte, tutto filtrato dalle orecchie attente di un cavallo, suo compagno instancabile. Il blog di Viaggi Verdi è ora una finestra sul mondo del bello, del green; per pensare, scrivere e parlare di ecologia, sostenibilità e animalismo. Quello convinto, schietto e sincero. Quello di chi gli animali li vive davvero. Da sempre.
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