Mettersi in viaggio alla scoperta dei luoghi, richiede una certa dose di preparazione, camminare a volte diventa una sfida con se stessi, inoltre, camminando ci si guarda dentro, si ha modo di riflettere… osservando fuori!

Negli ultimi decenni, lentamente e con grande fatica, è diventata ogni giorno più viva, percorsa e popolata, una via che nell’antichità era la via della fede per i pellegrini, la via Francigena.

Oggi questa via, che collega Roma a Canterbury, è diventata la via del gusto per i viaggiatori, con paesaggi di straordinaria bellezza.

 

Vaiggiare sostenibile Valle d'Orcia a piedi
Paesaggio della Val d’Orcia, fotografia di Roberto Fuligni, via Flickr

 

Camminare lungo questa strada è come fare un viaggio a ritroso nel tempo e ritrovare un incanto e un’atmosfera ormai perdute, quando l’arcivescovo Sigerico, nel lontano anno 990 d.c., iniziò il viaggio di ritorno alla volta di Canterbury, dopo essere stato a Roma al cospetto del Papa, da cui ricevette il pallio, simbolo del suo nuovo ruolo.

Viottoli e sentieri non asfaltati sono da riempire di immagini e sensazioni, perché tutto il territorio che gravita intorno ad essa offre itinerari di stupefacente varietà e ricchezza, dove ogni anno si afferma sempre più un flusso di nuovi pellegrini.

 

A piedi in Val d’Orcia
Val d’Orcia, Siena, foto di Context Travel, via Flickr

 

Lungo la Francigena sono diverse le zone di particolare bellezza naturalistica e di pregio storico e artistico. Un tratto degno di nota è senz’altro la Val d’Orcia che è anche un importante Parco, naturale, artistico e culturale dal 2 Luglio 2004, quando è stato riconosciuto dall’Unesco, patrimonio mondiale dell’Umanità, con le seguenti motivazioni:

“La Val d’Orcia è un eccezionale esempio di come il paesaggio naturale sia stato ridisegnato nel periodo rinascimentale per rispecchiare gli ideali di buon governo e per creare un’immagine esteticamente gradevole.”… e ancora prosegue: “Le immagini della Val d’Orcia e in particolar modo le riproduzioni dei suoi paesaggi, in cui si raffigura la gente vivere in armonia con la natura, sono diventate icone del rinascimento e hanno profondamente influenzato il modo di pensare il paesaggio negli anni futuri.”

A grandi linee, il viaggio dell’arcivescovo seguì il tracciato della via Cassia, per entrare in Toscana a Radicofani per poi risalire la val d’Orcia, un’immersione in un’oasi di bellezza. Si rimane a bocca aperta davanti alle onde che formano i campi di grano adeguandosi al terreno, ai filari di cipressi che si arrampicano a zig-zag sui dorsi delle colline, ai casolari che sembrano crogiolarsi in questo splendido isolamento dalla realtà.

Val d'Orcia a pedi, via Francigena
Via Francigena da Siena a Viterbo verso Radicofani, fotografia di Alessandro Mulas, via Flickr

 

Il paese di Radicofani sorge su una rupe di basalto a 813 m s.l.m., dominata dai resti di un castello da cui, nel X secolo, si controllava il transito dei viandanti verso Roma. Discendendo dal paese e percorrendo circa 5 km di cammino, si arriva alla frazione di Voltole, si pensa una delle tappe percorse da Sigerico.

Lungo la tappa successiva del tragitto, forse la parte più dura e assolata, si può incontrare la posta di Ricorsi, un antico ostello per pellegrini e i ruderi dell’ospitale delle Briccole un altro ricovero per viandanti, per poi proseguire verso Castiglione d’Orcia, anche se il paese non rientra proprio nell’itinerario originale, si può raggiungere il borgo con una deviazione di pochi km, per ammirare la magnifica Rocca degli Aldebrandeschi, collocata in un punto talmente alto, da regalare una spettacolare vista sull’intera vallata.

Castiglione d’Orcia, dopo ore di cammino, si può riposare presso l’agriturismo Grossola, in un antico casale in pietra risalente al XV secolo, posto su di una collina a 400 m, che affaccia su uno dei pochi luoghi incontaminati del nostro Paese. (A partire da 37 euro a persona).

 

Val d'Orcia a piedi, Bagno Vignoni
La vasca di Bagno Vignoni, fotografia di Davide Rapetti, via Flickr

 

Discendendo nuovamente e costeggiando la statale si attraversa il Corso del fiume Orcia fino a raggiungere Bagno Vignoni, località termale, caratterizzata dal cosiddetto “vascone”, una grande vasca d’acqua, che arriva da una sorgente vulcanica, nota fin dall’epoca romana, apprezzata da Santa Caterina e di cui anche Lorenzo il Magnifico si innamorò.

Salendo per un dislivello di oltre 200m si arriva a Vignoni dove subito ci appare uno spettacolo eccezionale, la rocca di Vignoni Alta, da cui si può ammirare verso sud, il massiccio dell’Amiata.

Proseguendo verso San Quirico, si incontra la chiesa di S.Maria di Vitaleta, un tempo sede di un ospitale.

Arrivati a San Quirico, ove anche l’arcivescovo aveva sostato, lungo la cinta muraria, disseminata da ben 14 torri, sono racchiuse la collegiata dei SS. Quirico e Giulitta e gli Horti Leonini, un esempio di giardino all’italiana, in stile rinascimentale, realizzati sul finire del ‘500.

Questa è l’ultima tappa, poiché dopo San Quirico la Francigena abbandonerà la val d’Orcia per affacciarsi verso la val d’Arbia.

 

A piedi in Val d'Orcia, Pienza
Pienza, Piazza Pio II, fotografia di Donald via Flickr

 

Attorno all’itinerario sopra descritto, oltre al bellissimo paesaggio celebrato dai pittori della scuola senese, si trova la città di Pienza, un vero gioiello, anch’essa ritratta dagli artisti del rinascimento e conosciuta come la “città ideale”, progettata da Pio II, grande Papa umanista, qui si può ammirare la magnifica piazza trapezoidale, contornata dal Duomo (1459) opera di Bernardo Rossellino, il Palazzo Borgia e il Palazzo Piccolomini.

Più in là, al confine con la Valdichiana, si trova la cittadina di Montepulciano, un abitato ricco di fascino, dove Rinascimento e Medioevo si fondono… dove si può essere testimoni della sfida del Bravio delle Botti (ultima domenica del mese di Agosto), tra le otto contrade del centro storico, gustando il pregiato Nobile di Montepulciano.

 

Val d'Orcia a piedi
Bravio delle Botti, fotografia di Patrick Keogh, via Flickr

 

Visitate le città di Pienza e Montepulciano, si può fare infine una visita anche alla località di Montalcino (patria del Brunello di Montalcino, uno dei vini più rinomati del nostro Paese) per godere appieno dei sapori e della vista di dolci vallate e di ondulate colline, attraversando ancora una volta il corso del fiume Orcia.

 

Val d'Orcia a pedi, via Francigena
Montepulciano, fotografia di John G., via Flickr

 

Lasciando questi luoghi si avrà come l’impressione di aver fatto parte di un quadro ambientato nel rinascimento, non ci sono aggettivi per descrivere i paesaggi della Val d’Orcia, che assumono delle colorazioni diverse ad ogni stagione. Sì, la Val d’Orcia è proprio così, un mondo a parte. Con i suoi ritmi, i suoi rumori e i suoi silenzi.

Ovviamente non dimenticate di portare con voi una macchina fotografica! Lo spettacolo è assicurato!

 

 

 


Autore: Emanuele Benigni

Nasce nel 1974, a Viadana, piccolo comune mantovano della pianura padana. Da sempre interessato ai viaggi e allo sport, ha praticato il calcio, la bicicletta (di cui possiede diversi modelli da strada e da sterrato) e le arti marziali. Ha studiato architettura a Firenze, dove ha anche lavorato per anni nell’Ostello della Gioventù, entrando in contatto con viaggiatori provenienti da tutto il mondo. Da qualche anno ha intrapreso il progetto ViaggiVerdi, a cui tuttora collabora, appassionandosi alla fotografia, tema ricorrente degli ultimi viaggi.
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